Italien protestiert gegen "Mafia-Speisen" in Wien
Pubblicato in Austria l'8 giugno 2013
Traduzione di Claudia Marruccelli
L’ambasciata italiana a Vienna ha presentato le sue rimostranze contro il locale viennese “Don Panino”, che propone portate e panini dedicati a diversi mafiosi ed eroi antimafia. Su disposizione del Ministro per gli Affari Esteri Emma Bonino, Sergio Pagano, un incaricato dell’ambasciata italiana a Vienna, in una lettera alle autorità austriache, sottolinea che l’utilizzo dei nomi delle vittime della mafia per scopi di marketing, non solo è “sgradevole, ma anche offensivo” nei confronti di tutte quelle persone che si impegnano quotidianamente nella lotta contro la mafia. Osservazioni ironiche rivolte a vittime illustri nella lotta a Cosa Nostra, come il procuratore Giovanni Falcone e l’attivista antimafia Peppino Impastato, sono inaccettabili e hanno sollevato “forti reazioni negative” nell’opinione pubblica italiana, così come nella comunità italiana di Vienna, ha riferito il Ministero degli Affari Esteri a Roma.
Raccolta firme
La pagina FaceBook “Italiani a Vienna” ha recentemente lanciato una petizione che ha raccolto finora 968 firme, in cui si fa richiesta al locale di modificare i nomi delle portate del suo menu. L’ideatore della campagna, Paolo Federico che vive a Vienna, ha chiesto maggior rispetto per le vittime della mafia. Secondo l’ANSA Federico ha sottolineato che “Non si può usare la mafia per scopi di marketing”, aggiungendo che a Vienna ultimamente sono state inaugurate diverse pizzerie dai nomi che fanno esplicito riferimento alla mafia, tipo “Mafiosi”, “Camorra” e “Al Capone”. “Ci auguriamo che altri geniali imprenditori italiani o austriaci riflettano e agiscano diversamente. Dobbiamo evitare che il concetto di mafia venga utilizzato come marchio e come pubblicità”, così ha dichiarato Federico. L’emittente radiofonica siciliana fondata da Impastato “100 Passi”, che porta avanti impegnative campagne antimafia, ha lanciato una petizione indirizzata al Ministero degli Affari Esteri contro “Don Panino”, 7.300 firme raccolte negli ultimi giorni sulla pagina Web “change.org”. Numerosi commercianti, vittime di estorsione in Sicilia, hanno firmato la petizione. “Un posto così dovrebbe chiudere immediatamente,” ha protestato Nicoletta Scimeca, membro di un’associazione di commercianti impegnati nella lotta contro alla mafia.
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16 luglio, 2013
07 novembre, 2012
Noi austriaci siamo particolarmente affezionati all'Italia
Pubblicato in Austria il 24 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli
Durante la visita del Cancelliere dal premier italiano a Roma l’argomento pricipale è stato il futuro dell'UE.
Suona un po’ anacronistico che nel cortile di Palazzo Chigi suoni la banda militare italiana e che due politici sfilino di fronte ad essa. L'inno nazionale austriaco e quello italiano ricordano anche che viviamo in una Europa fatta di nazioni e che lavora duramente per risolvere i problemi comuni.
Il Cancelliere Werner Faymann e il primo ministro italiano Mario Monti hanno sottolineato il fatto che si chiamano per nome e che per il resto non hanno particolari differenze. Monti ha colto l'occasione della conferenza stampa per leggere un recente messaggio da Atene. "La nostra collaborazione funziona in tempo reale," ha detto. "La Grecia e la troika sono d'accordo sull’ulteriore risanamento, la prossima tranche andrà a buon fine, il Cancelliere e io siamo molto soddisfatti."
Il primo ministro Mario Monti riveste nel governo italiano un ruolo unico. Egli non fa parte di uno di quei partiti che sta mettendo sottosopra il paese e riesce a far passare il suo programma “Salva Italia” in Parlamento solo perché i partiti sanno che non possono fare a meno di lui.
Così Monti in meno di un anno ha elevato l'età pensionabile, reintrodotto la tassa sugli immobili, aumentato nuovamente l'IVA e abbassato leggermente l'imposta sul reddito. Il professore di economia ha finalmente fatto ordine [nel paese] dopo gli anni di Berlusconi e anche tutti gli italiani che subiscono i suoi interventi sono contenti.
Rafforzare l’euroMonti e Faymann hanno sottolineato ciò su cui concordano: solo con riforme strutturali l'Unione Europea uscirà dalla crisi del debito. Un ESM (fondo di salvataggio permanente) più saldo, dotato di banca unica e titoli di stato comuni che rafforzeranno nuovamente l'Euro. Entrambi i politici intendono continuare a collaborare al meglio.
Werner Faymann a Palazzo Chigi, che al tempo della monarchia ospitava l'ambasciata austriaca, è sembrato quasi emozionato. "Noi austriaci siamo particolarmente affezionati all’Italia. Insieme siamo di fronte a un compito particolarmente importante, risolvere la questione se l'Europa si stia lacerando, o se noi possiamo creare uno sviluppo comune per la prossima generazione. "
Monti ha parlato del progetto del nuovo tunnel ferroviario del Brennero. Nonostante l'austerità l’Italia investirà 700 milioni di euro nei prossimi tre anni. "L'infrastruttura è importante per la crescita e l'occupazione", ha detto Monti. Faymann ha chiesto più impegno per affrontare la disoccupazione giovanile in Europa che “oltre al malessere generale della popolazione, costa 153 miliardi di euro all’anno," ha detto Faymann citando un recente studio.
Resta irrisolta una domanda: il 69enne, professore di economia è disponibile anche dopo le elezioni, a restare come capo del governo? "Rilassatevi". - Il cancelliere Faymann così si è espresso, quasi invidiando lo stato d'animo di Monti.
03 settembre, 2012
Una “Silicon Valley” in Trentino
Ein “Silicon Valley” im Trentino
Pubblicato in Austria il 26 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per ItaliaDallEstero
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| Fondazione Bruno Kessler |
Al Bar Italia in Piazza Duomo, nel centro storico di Trento, si incontrano per l’aperitivo non solo i trentini ma anche clienti da tutto il mondo. Negli ultimi anni numerose aziende nel campo dell’alta tecnologia hanno aperto sedi nella regione. Scienziati da tutto il mondo sono attirati dalla tranquilla città sull’Adige. Ricercatori ed esperti nel trattamento dati e nella tecnologia dell’immagine arrivano qui a Trento dalla Technische Universität di Vienna. Il settanta percento dei dottorandi della celebre ICT (International Doctoral Schol) arriva dall’estero. Il Trentino Alto Adige grazie a numerosi investimenti da parte della Provincia nel campo della ricerca, ben al di sopra della media europea, può fregiarsi del titolo di “Silicon Valley” delle Alpi.
Anche se l’agenzia di rating Moody’s ha declassato la città di Trento da A1 a A3, la regione è il fiore all’occhiello di un’Italia economicamente forte. Le facoltà dell’Università di Trento occupano posizioni di spicco nelle classifiche internazionali. Mentre secondo l’Istat, nel resto del paese il tasso di disoccupazione è salito al 10.8 per cento, il Trentino con il suo 4 per cento ha la quota di disoccupati più bassa in questa Italia in crisi, mentre la disoccupazione giovanile raggiunge appena il 13 percento.
Anche se non sono presenti grandi multinazionali come l’HP, la Apple o l’Intel, non mancano nomi altisonanti. La Fondazione Bruno-Kessler (FBK), leader nel campo della fisica nucleare, e la Cosbi Microsoft Research, leader nelle sinergie tra informatica e sistemi biologici, si sono insediati su questo territorio.
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| Laboratorio della FBK |
Nella scorsa primavera l’EIT ICT, l’Istituto Europeo di Tecnologia, ha inaugurato la sua sede a Trento. Altri centri dell’Istituto sono dislocati a Berlino, Parigi, Stoccolma, Helsinki ed Eindhoven, favorendo un forte impulso alle innovazioni nel campo della tecnologia dell’informazione e della comunicazione.
L’Università di Trento collabora con aziende del livello di Telecom Italia, il CNR e il Centro Ricerche della Fiat. Ma solo il denaro non basta, se manca il coraggio di affrontare cose nuove. “Con le nuove tecnologie stiamo creando nuovi posti di lavoro, questo è il nostro modo per uscire dalla crisi”, dice il presidente della Regione Lorenzo Dellai. Inoltre in primavera è stato siglato un accordo bilaterale tra Italia e Austria: le università di Bolzano, Trento e Innsbruck hanno dato vita a un progetto di “Erasmus di seconda generazione” particolarmente rivolto alla ricerca e alla formazione di qualità.
“L’innovazione inizia dalla base. Condizioni favorevoli dall’ ”alto” creano un terreno fertile per le nuove imprese che daranno nuovi posti di lavoro” aggiunge convinto Fausto Giunchiglia, dirigente dell’Istituto per le Tecnologie della Ricerca e Comunicazione dell’Università di Trento.
Julian Stöttinger dopo aver fatto per alcuni anni il ricercatore ad Amsterdam e Parigi vive dal mese di giugno del 2011 nel Norditalia. Il 31enne austriaco ha completato il suo dottorato in Computer Vision Lab presso la Technische Universität di Vienna e fa ricerche sulla “Gestione delle Conoscenze” a Trento. “Ci sono sempre più quantità di dati, occorre quindi saper gestire queste conoscenze e renderle disponibili online” chiarisce Stöttinger.
Grandi aziende come Google, uno degli sponsor nel campo della ricerca a Trento, non sanno più come gestire nell’elaborazione elettronica questa mole sempre crescente di dati. Si tratta quindi di migliorare i rapporti tra immagini e parole.
Un buon esempio è anche “New York”. Dobbiamo ringraziare persone come Stöttinger se quando cerchiamo in un motore di ricerca questa parola troviamo immediatamente informazioni sulla nota metropoli statunitense e non solo notizie sulla contea inglese di York oltre a molto altro sulla parola “New”.
Anche se l’esperto in elaborazione immagini ama andare in montagna nel suo tempo libero, l’Alto Adige non sarà la sua meta definitiva: “Nel nostro campo è importante accumulare varie esperienze all’estero”. Un altro ricercatore, Oswald Lanz, è responsabile del settore della tecnologia visiva alla Fondazione Bruno Kessler.
In pratica il suo lavoro viene sfruttato per un sistema di elaborazione immagini di persone in movimento. Il sistema esegue un’analisi dei movimenti delle persone utlizzato per ottimizzare l’allenamento degli atleti durante i grandi eventi sportivi, come per esempio nelle recenti Olimpiadi di Londra.
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| Silicon Valley Trentina |
Lotta alla disoccupazione giovanile
La pausa estiva del premier Mario Monti e dei suoi ministri è stata breve. Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha già discusso le nuove misure per rilanciare l’economia in crisi. Si è discusso tra l’altro di alleggerimento fiscale per gli imprenditori e lotta alla disoccupazione giovanile. Il 69enne docente di economia ha anticipato che darà il via libera solo a quelle proposte sostenibili anche finanziariamente. Sarà data priorità a quelle misure necessarie per affrontare la disoccupazione giovanile che, secondo le statistiche Istat, ha raggiunto a livello nazionale la cifra record del 34 percento. La crisi ha colpito anche le Università, con un tasso di disoccupazione che, rispetto all’anno scorso, è cresciuto del 41.4 percento nel primo trimestre del 2012. Il ministro del lavoro Elsa Fornero concretizza le sue misure riducendo le imposte sugli stipendi, attualmente già molto alte, e si fa promotrice di una riduzione fiscale per gli imprenditori che assumono giovani.
Anche lo sviluppo delle infrastrutture fa parte del nuovo pacchetto di misure. L’Italia ha urgente necessità di infrastrutture moderne, i cui costi sono stimati intorno ai 300 miliardi di euro. Con le agevolazioni fiscali dei grandi lavori strutturali si riuscirà nuovamente a rilanciare l’edilizia. L’anno scorso ben 27.000 imprese nel settore delle costruzioni sono state costrette a chiudere a causa della crisi. L’assegnazione delle concessioni edilizie sarà resa più trasparente e ci saranno norme più severe contro la corruzione. La pubblica amministrazione si aggiornerà con nuove tecnologie. Il governo vuole creare condizioni più attraenti per l’imprenditorialità e ridurre la burocrazia. Un piano energetico prevede investimenti per la creazione di nuovi gasdotti dall’Algeria. L’Italia punta ad affermarsi come piattaforma gigante per le importazioni di petrolio e gas dal Nord Africa e Asia Centrale verso l’Europa.
18 luglio, 2012
Storie di spazzatura e mare
Der alte Müll und das Meer
di Gerhard Mumelter
Pubblicato in Austria il 15 luglio 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli
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| Discarica di Malagrotta |
Prima ancora di arrivare a Malagrotta, sono i miasmi a farsi sentire. Un crescente odore di decomposizione riempie l’aria e già da lontano si sentono le concitate grida di migliaia di gabbiani che si contendono i putridi rifiuti del benessere romano. Al ritmo di uno al minuto dalle rampe di accesso i camion di raccolta versano il loro carico, che pesanti ruspe tentano di compattare. Benvenuti a Malagrotta la discarica più grande d’Europa.
L‘“ottavo colle di Roma“ sembra l’anticamera dell’inferno. 4500 tonnellate di rifiuti vengono riversati quotidianamente nella discarica già da tempo stracolma. Terreno, acqua e aria sono contaminati da metalli pesanti e sostanze tossiche, gli abitanti delle zone limitrofe accusano patologie varie, allergie e insonnia.
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| Rifiuti ingombranti abbandonati sul ciglio delle strade |
Controversie giudiziarie
Innumerevoli sono le cause giudiziarie che da tempo riguardano la discarica. Il Comune, la Regione e la Provincia da anni si scaricano a vicenda le responsabilità. Il governo ha affidato le competenze a dei “commissari straordinari per l’emergenza” che regolarmente si dimettono. Da tempo Malagrotta rappresenta il malgoverno italiano, come simbolo del fallimento delle autorità.
Contravvenendo alle direttive europee, la metropoli, che oggi contra tre milioni di abitanti, smaltisce due terzi dei suoi rifiuti senza il preventivo trattamento e senza differenziarli, scaricandoli sulla fumosa collina affacciata sul mar Tirreno, il cui futuro, sui manifesti del Comune di Roma e della Regione, viene raffigurato con toni idilliaci, descritto come un verde e rilassante paesaggio adatto alle famiglie e alle gite fuori porta.
L’eterno andirivieni politico sulla discarica però fa perdere la calma soltanto a Manlio Cerroni. L’enorme sito della discarica, con i suoi 170 ettari, frutta al suo proprietario 264.000 euro al giorno, circa otto milioni al mese.
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| La futura discarica di Tivoli |
Ultimatum
Adesso la commissione dell’Unione Europea ha posto un ultimatum alla capitale. L’Italia rischia una condanna della Corte Europea di Giustizia e una multa di dieci milioni di euro. Il commissario straordinario Goffredo Sottile ha posto un’ultima scadenza alla città: entro la fine dell’anno la discarica di Malagrotta, ormai stracolma e in cui sono smaltite oltre 40 milioni di tonnellate di spazzatura, deve essere chiusa.
Il predecessore di Sottile aveva gettato la spugna pochi mesi fa, quando il suo progetto di aprire una nuova discarica nelle vicinanze della famosa Villa Adriana a Tivoli, si è scontrato con le accese proteste [della popolazione]. Ogni proposta fallisce per le furiose rimostranze degli abitanti dei paesi limitrofi – così come nel caso della costruzione dell’ inceneritore.
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| Rifiuti in partenza per Rotterdamm dal porto di Napoli |
Soluzioni napoletane
La città eterna si sta evolvendo come nel caso della situazione napoletana. Il ministro per l’ambiente Corrado Clini ha invitato il sindaco Gianni Alemanno ad intensificare la raccolta differenziata. Tuttavia la scarsa coscienza ecologista dei romani è già stata un vero rompicapo per numerosi sindaci. Se il cassonetto della plastica è pieno, il sacchetto finisce nel vicino contenitore della carta. Molti per liberarsi dei propri rifiuti ingombranti [ricorrono] durante la notte agli svincoli stradali, dove vecchi frigoriferi e calcinacci e rifiuti di cantiere vengono semplicemente scaricati e abbandonati sui cigli delle strade.
Ordunque la proposta del commissario Sottile per una “soluzione provvisoria” in una situazione quasi senza via d’uscita è stata: spedire per il momento i rifiuti della capitale all’estero o conferirli nell’inceneritore in Emilia. Come a Napoli. Al costo di 109 euro alla tonnellata la città invia i suoi rifiuti via mare a Rotterdamm.
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04 luglio, 2012
Per gli austriaci in vacanza all’estero, la benzina è più cara che a casa.
Sprit in vielen Urlaubsländern teurer als in Österreich
Pubblicato in Austria il 3 luglio
Traduzione di Claudia Marruccelli
Secondo un sondaggio effettuato dalla VCÖ, l’ACI austriaca, i carburanti venduti all’estero sono molto più cari, per esempio anche nelle confinanti Italia e Germania. Per quanto riguarda la Benzina e il gasolio, in cima al listino prezzi si colloca la Turchia, per l’Eurosuper troviamo molto più in basso l’Italia, l’Olanda, la Grecia, l’Irlanda, la Danimarca e la Gran Bretagna, fanalini di coda sono la Bulgaria e la Romania a prezzi decisamente più ridotti. L’Eurosuper però è molto più economica in Spagna e Croazia. Il prezzo più alto del gasolio è stato registrato in Turchia, Gran Bretagna, Italia, Irlanda, Svezia e in Svizzera, mentre il prezzo più basso è stato rilevato nel Lussemburgo, in Bulgaria, Croazia e Romania.
Nel paese preferito dai vacanzieri austriaci, l’Italia, un pieno di circa 50 litri attualmente costa circa 17,40 euro (Eurosuper) in più rispetto ai 15,20 (gasolio) che in patria. Ad oggi i prezzi più alti della benzina in Europa sono quelli della Turchia, Inghilterra, Italia e Olanda: in Turchia un pieno di 50 litri di gasolio costa il corrispettivo di 85,50 euro, 18,25 euro più che in Austria, e rispettivamente 25,65 euro più che in Lussemburgo, il paese degli sconti in Europa. Un pieno di Eurosuper in Turchia viene pagato 95 euro, ossia 24,65 euro più che in Austria, ovvero 34,45 euro più che nella vicina Bulgaria, che risulta essere la venditrice più economica.
Sono i clima che alzano i consumi della benzina
Costa molto meno fare benzina nella vicina Croazia, amata meta di vacanza degli austriaci, dove 50 litri di gasolio costano circa 3 euro meno che in Austria e 50 litri di Eurosuper circa 2 euro in meno, visto che gli austriaci pagano per la stessa quantità di gasolio 67,25 euro e 70,35 euro per l’Eurosuper.
L’esperto della VCÖ, l’’Aci austriaca, Markus Gansterer dà la colpa anche ai climatizzatori delle auto che in estate sono dei veri e propri divoratori di benzina. Stando anche ad una ricerca dell’ ADAC, l’ ACI tedesca, su un tragitto di 100 km i climatizzatori possono incidere con un aumento del consumo del carburante da 0,1 a 2,1 litri. L’aumento del consumo su tragitti lunghi, secondo il test effettuato sugli autoveicoli, si aggira tra lo 0,1 e lo 0,7 litri per 100 km, mentre nella circolazione urbana, con frequenti cambi di marcia e frenate, il consumo aumenta da circa tre quarti di litro a 2,1. Complessivamente l’uso dei climatizzatori in auto, secondo i 5 test effettuati, fa balzare in alto il consumo del carburante in media tra il 5,2 e il 19,9 per cento.
19 maggio, 2012
Fuggire o morire?
Italien: eine Flucht in die Ferne oder in den Tod
Giovani e crisi, siamo messi così male?
Italia: verso la fuga o la morte. Il paese patisce enormemente le conseguenze della crisi del debito pubblico e le misure di austerità imposte del governo. Giovani laureati emigrano in massa – e molti disperati si tolgono la vita.
Articolo originale di Kordula Dörfler
Il paese dei suoi sogni è bagnato dal mare. Ha una forma allungata, migliaia e migliaia di chilometri di coste e alte montagne, il clima è piacevole, c’è buon cibo e vino buono e tesori culturali di ogni epoca della storia occidentale. Daniela M. 32 anni, trattiene a fatica le lacrime quando parla della terra dei suoi sogni. Non avrebbe mai immaginato di doverla abbandonare, forse per sempre. Ma questa è la sua ferma decisione, lasciare l’Italia, perché nel paese dei suoi sogni non esiste una cosa: un futuro per i giovani.
“Non vedo altre possibilità“, dice la donna snella con gli occhiali scuri, e la sua voce riprende sicurezza. E’ tutto pronto, in estate prenderà l’aereo per andare in Australia. Dopotutto, anche lì ci sono un clima mite e il mare ad attenderla – e un lavoro.
Le ha tentate tutte dopo aver finito gli studi. Non si contano le domande di impiego che ha spedito. “Dalla maggior parte non ho nemmeno ricevuto una risposta.” Nessuno ha voluto assumere la giovane architetto, almeno per non più di sei mesi. Infine ha accettato un lavoro qualsiasi, in un call center ha dato consigli a clienti impazienti, ha fatto la cameriera. Ha guadagnato veramente poco, troppo poco per vivere, troppo per morire. E così vive con i suoi genitori in un piccolo appartamento nei pressi di Roma, perché, come si può vivere con poche centinaia di euro in una città costosa come Roma?
La maggior parte non ha più alcuna speranza
A M. non piace parlare della sua storia, ma stare tra persone che la pensano come lei l’aiuta. Decine di giovani sono arrivati per un convegno chiamato “Emigrazione 2.0” che si è tenuto in una ex discoteca di Roma. Hanno un buon curriculum formativo ma sono senza lavoro fisso. La maggior parte tra l’altro non ha alcuna speranza di ottenerlo. La crisi finanziaria ha fatto salire il tasso di disoccupazione al 9,4 per cento. La cosa più grave è che colpisce i giovani. Un 35enne su tre e un 25enne su due non ha un lavoro. Sempre più giovani hanno a che fare con un lavoro temporaneo e mal pagato. Ciò consente ai datori di lavoro di risparmiare molto, mentre i lavoratori precari non hanno quasi diritti.
E non finisce qui, perché il governo vuole modificare l’art. 18. E mentre combatte con i sindacati, la disperazione dilaga, da questo punto di vista il cambiamento di governo avvenuto nel 2011 ha cambiato poco. Dopo un breve periodo di sollievo, la crisi colpisce molti con tutta la sua forza. Sempre più giovani vedono un’unica via d’uscita: lasciare l’Italia, in particolare proprio quelli di cui il paese avrebbe così tanto bisogno: personale altamente qualificato, docenti universitari, medici, architetti, ingegneri. Circa 600.000 negli ultimi dieci anni.
Particolarmente forte è l’esodo proveniente dall’arretrato Sud. Ma anche dal nord si parte per andare lontano. “Questi giovani non si accontentano di giocare in serie B, vogliono restare in serie A“, spiega il demografo Alessandro Rosina.
Del resto l’emigrazione non è un fenomeno nuovo in Italia, a partire dal 19° secolo ci sono sempre state ondate di emigranti, soprattutto verso l’America e l’Australia. Ma a differenza dell’ultima ondata, avvenuta negli anni ‘60 e ‘70, non sono più prevalentemente i lavoratori non qualificati a cercare la loro fortuna all’estero, anche al di là delle Alpi. “Questa è una forma di emigrazione finora sconosciuta in Italia“, spiega Gabriele di Mascio della UIM, che si occupa e segue gli italiani all’estero – e coloro che vogliono emigrare. E’ uno dei padri fondatori del convegno “Emigrazione 2.0” e si sorprende del grande afflusso [di partecipanti]. Dovrebbero seguirne altri, il prossimo a Londra, una delle mete preferite per i giovani italiani, e forse anche a Berlino.
Secondo le statistiche, un suicidio al giorno
Ma non tutti hanno il coraggio di emigrare. Lucia (28), un ingegnere disoccupato, non vedeva via d’uscita dalla miseria. Si è gettata da un balcone a Cosenza. “Non riusciva più a vivere in questa Italia, non ha visto altra soluzione” ha scritto la madre in una lettera aperta al giornale locale.
In questi giorni storie quotidiane come queste creano sgomento negli italiani, ogni giorno i media raccontano di persone che si tolgono la vita – a causa della crisi. Alcuni ricorrono a mezzi estremi per protesta: un operaio a Bologna si è dato fuoco morendo giorni dopo, a fine marzo anche un operaio edile marocchino si è dato fuoco davanti al municipio di Verona perché senza stipendio da quattro mesi. Una persona disabile, che aveva chiesto invano il rimborso delle spese per le terapie mediche, poco prima di una visita del Primo Ministro Mario Monti a Napoli, si è dato fuoco.
Ci sono anche pensionati a cui è stata ridotta la pensione e per questo la fanno finita, come recentemente è successo ad una signora siciliana. E ci sono anche capaci imprenditori ridotti sul lastrico, piccoli e medi imprenditori, la spina dorsale dell’economia: sono colpiti dalla mancanza di ordinazioni, aggravati da mancate riscossioni del credito e ritardati pagamenti dei fornitori e clienti.
Dal 2008 al 2011 sono fallite più di 40.000 aziende e secondo una statistica solo nel 2011 la crisi ha portato al suicidio una persona al giorno. L’associazione artigiana parla anche di oltre 1000 suicidi, un aumento del 24 per cento dal 2008, dato che nel 2012 forse verrà superato. E chi ha un lavoro, teme per il futuro. Gli stipendi a reddito fisso sono in netto calo, in compenso aumentano i prelievi fiscali e le tasse imposti dalla politica di rigore del governo. I consumi diminuiscono, i ristoranti non sono certi di poter restare ancora aperti, nei centri storici sempre più negozi chiudono, perché non possono più pagare l’affitto. Il 2012 potrebbe essere l’anno economicamente più difficile per l’Italia dal 1945.
“Non posso più aspettare che le riforme di Monti diano i loro frutti“, dice Michele F. (30), tecnico informatico, ma che oggi in Italia ha difficoltà [a trovare lavoro]. Andrà a Londra. Suo fratello vive già lì, è un medico, lo ha aiutato a trovare un posto di programmatore pagato meglio. “Londra mi aspetta“, dice con tono deciso, cercando di sorridere.
17 aprile, 2012
Italia e Austria a confronto
Cosa accomuna l’Italia con l’Austria
di Rainer Nowak
Pubblicato in Austria il 06/04/2012 per Italia Dall'Estero
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'estero
L’Austria e il suo panorama politico per molti versi assomigliano all’Italia dei primi anni ’90, eppure, purtroppo e/o per fortuna, sono profondamente diverse.
La voglia di declino in questi mesi è costantemente presente.Come se lo spettatore, considerando lo stato d’animo catastrofico del barcollante mercato finanziario, si stesse riprendendo in un costoso centro di recupero grazie a una terapia intensiva a base di farmaci. E l’Occidente di oggi sprofonda un’altra volta. Recentemente si sente parlare di una novità: l’Austria, stando ad un rapido e superficiale confronto, assomiglierebbe all’Italia dei primi anni ’90.
All’epoca la Democrazia Cristiana, assieme al fino ad allora noto sistema partitico , basato su un leader di partito ed un tesoriere, affondò come il Titanic quasi cento anni prima. La conseguenza fu la frammentazione dei partiti, piccoli e nuovi movimenti ebbero la loro occasione per farsi avanti. Contro il fango della corruzione, della congiura e delle relative teorie, entrò in scena un gruppo di magistrati noto come “Mani pulite”, nome più accattivante dal punto di vista mediatico e allo stesso tempo vantaggioso, ma che tuttavia non riuscì a fare molto di più che spianare la strada ad un Silvio Berlusconi.
In Austria si sta delineando uno scenario spaventoso simile a quello di allora. A causa dello scandalo delle postazioni selfservice della Telecom, l’ÖVP sta precipitando definitivamente e il SPÖ lo seguirà presto, a causa delle sue carriere basate sulle raccomandazioni o di altre cattive abitudini da tempo tollerate in silenzio – basti pensare al gigante mediatico della SPÖ di Vienna. Ci sarebbe ancora un ulteriore parallelismo con l’Italia: circa una dozzina di partitucoli insignificanti che fremono sui blocchi di partenza. Anche se le loro possibilità di entrare a far parte della Camera Bassa sono limitate. Per fare un confronto con la situazione italiana made in Austria basta e avanza.
Solo che, anche se la situazione è simile nella gravità, si tratta di ben altro e questo è sia un bene che un male.
Ma mettere a confronto la Democrazia Cristiana con l’ÖVP non è appropriato. A differenza del fango romano, la casta politica del Partito Popolare – ad eccezione probabilmente di Ernst Strasser – non tenta di costruire ville in Nordafrica o altrove, arricchendosi personalmente e garantendosi una vita fatta di agi e mondanità. Hanno voluto invece, tramite goffi e sfacciati finanziamenti ai partiti, attraverso aziende parastatali, fornire al partito e ai loro deboli alleati testate giornalistiche di partito, che nessuno legge, ma che procureranno ai funzionari quella importanza che hanno perso da tempo. Il problema dell’ÖVP è quindi quello di restare al governo ad ogni costo anche in assenza di un futuro politico. Gli elettori questo lo percepiscono e si allontanano dal partito.
Quindi manca un qualsiasi tipo di purificazione che, vedi l’Italia, anche se non sarebbe una garanzia di miglioramento, ogni elettore in Austria desidera apertamente o in cuor suo. L’idea che Werner Faymann e Michael Spindelegger possano continuare a governare dopo le prossime elezioni, anche se improbabile, fa giustamente rabbrividire anche i dirigenti della SPÖ e ÖVP.
Restano i nuovi avventurieri partitici, che forse ce la faranno ad entrare al governo e a superare la barriera del 4 percento: nella situazione attuale bisogna fare tanto di cappello a chi riuscirà a farsi carico di questo sforzo immane e del suo superamento. E poco importa che si tratti di specialisti informatici completamente a digiuno di politica che saltano fuori con lo pesudonimo di “Pirati”. O che si tratti di vecchi politici come Johannes Voggenhuber e Erhard Busek, che hanno fallito nel proprio partito, oppure del tentativo del magnate desideroso di gloria Frank Stronach di unire i liberali con ciò che resta del BZÖ, partito che in questo paese non è ancora riuscito a prendere piede. Essi obbligano la SPÖ e l’ÖVP a reagire in qualche modo, costando in termini di accordi forse persino tutta la maggioranza. Ben venga tutto ciò che può portare a un vero cambiamento.
La voglia di declino in questi mesi è costantemente presente.Come se lo spettatore, considerando lo stato d’animo catastrofico del barcollante mercato finanziario, si stesse riprendendo in un costoso centro di recupero grazie a una terapia intensiva a base di farmaci. E l’Occidente di oggi sprofonda un’altra volta. Recentemente si sente parlare di una novità: l’Austria, stando ad un rapido e superficiale confronto, assomiglierebbe all’Italia dei primi anni ’90.
All’epoca la Democrazia Cristiana, assieme al fino ad allora noto sistema partitico , basato su un leader di partito ed un tesoriere, affondò come il Titanic quasi cento anni prima. La conseguenza fu la frammentazione dei partiti, piccoli e nuovi movimenti ebbero la loro occasione per farsi avanti. Contro il fango della corruzione, della congiura e delle relative teorie, entrò in scena un gruppo di magistrati noto come “Mani pulite”, nome più accattivante dal punto di vista mediatico e allo stesso tempo vantaggioso, ma che tuttavia non riuscì a fare molto di più che spianare la strada ad un Silvio Berlusconi.
In Austria si sta delineando uno scenario spaventoso simile a quello di allora. A causa dello scandalo delle postazioni selfservice della Telecom, l’ÖVP sta precipitando definitivamente e il SPÖ lo seguirà presto, a causa delle sue carriere basate sulle raccomandazioni o di altre cattive abitudini da tempo tollerate in silenzio – basti pensare al gigante mediatico della SPÖ di Vienna. Ci sarebbe ancora un ulteriore parallelismo con l’Italia: circa una dozzina di partitucoli insignificanti che fremono sui blocchi di partenza. Anche se le loro possibilità di entrare a far parte della Camera Bassa sono limitate. Per fare un confronto con la situazione italiana made in Austria basta e avanza.
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| Suddivisione e tendenze dei partiti al governo in Austria |
Ma mettere a confronto la Democrazia Cristiana con l’ÖVP non è appropriato. A differenza del fango romano, la casta politica del Partito Popolare – ad eccezione probabilmente di Ernst Strasser – non tenta di costruire ville in Nordafrica o altrove, arricchendosi personalmente e garantendosi una vita fatta di agi e mondanità. Hanno voluto invece, tramite goffi e sfacciati finanziamenti ai partiti, attraverso aziende parastatali, fornire al partito e ai loro deboli alleati testate giornalistiche di partito, che nessuno legge, ma che procureranno ai funzionari quella importanza che hanno perso da tempo. Il problema dell’ÖVP è quindi quello di restare al governo ad ogni costo anche in assenza di un futuro politico. Gli elettori questo lo percepiscono e si allontanano dal partito.
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| Attuale situazione dei partiti politici in Austria e i loro rappresentanti |
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| Manifesto elettorale del BZÖ: L'Austria agli ausriaci con il tuo aiuto. Vota lista di Jörg Haider |
12 aprile, 2012
Pompei ... commissariata.
Ein Polizeichef überwacht die Rettung von Pompeji
Un commissario di polizia per salvare Pompei
di Eva Clausen
Pubblicato in Austria il 03.04.2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero
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| Panorama di Pompei con il Vesuvio |
Pronto il finanziamento di 105 milioni di euro per i lavori di risanamento del sito archologico alle falde del Vesuvio
La Commissione europea ha autorizzato la scorsa settimana i finanziamenti promessi dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per il restauro di Pompei. Per il salvataggio degli scavi archeologici, dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, saranno erogati 105 milioni di euro di cui 42 milioni provengono dai fondi comunitari e 63 milioni dalle casse dello stato italiano. In tal modo è stato eliminato solo il primo ostacolo. Per la resurrezione della "città morta" alle falde del Vesuvio probabilmente però si dovrà aspettare un po' più a lungo.
La notizia proveniente da Bruxelles è stata accolta con grande gioia in tutta Italia. L’entusiasmo è stato tale che la maggior parte dei media ha dimenticato di spiegare che si tratta di soldi provenienti dal fondo di sviluppo e dal bilancio nazionale. I titoli dei giornali parlavano di 105 milioni di finanziamenti UE, cosa che dimostra una certa superficialità e imprecisione nell’affrontare i numeri. E’ proprio questo che getta un'ombra sulla capacità dell’Italia di gestire il denaro correttamente e senza farlo sprofondare nella palude della corruzione. Solo una dimenticanza: il commissario europeo Johannes Hahn ha parlato di un monitoraggio continuo da parte dell'Unione europea sull'impiego delle somme concesse.
Sembra che anche il paese non si fidi molto delle proprie istituzioni, come il locale ente per i beni architettonici. Perché la buona notizia è stata accompagnata da una notizia meno felice. Con i soldi, arriverà a Pompei un commissario della polizia. La sua nomina è avvenuta il 5 aprile, quando sono stati sbloccate le prime cinque grosse tranche del piano di salvataggio.
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| Sopralluogo delle autorità giudiziarie a Pompei |
La criminalità organizzata
Alla cerimonia hanno partecipato anche tre ministri, il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi e il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca a cui si è unita il ministro per gli Affari interni Anna Maria Cancellieri, supportata dal commissario Fernando Guida, che ha avuto finora il compito del commissariamento dell’amministrazione comunale sospettata di collusione con la criminalità organizzata. Guida è quindi l'uomo giusto al posto giusto, poichè proprio lo stato infatti teme che la mafia possa tentare di aggiudicarsi la più grossa fetta della torta nelle gare degli appalti pubblici.
Tutto a posto così allora? Non necessariamente. Poichè, chi è stato un po’ tagliato fuori, è la sovrintendenza ai beni architettonici, proprio perché in passato ha chiuso un occhio. Con il controllo di un commissario, il ministro della cultura, il cui soprannome professore Pilato gli rendere ogni onore, se ne lava le mani essendo ora responsabile dei lavori il Ministero degli Interni. Al prossimo crollo a Pompei, almeno non ci sarà il rischio di essere sbalzato dalla poltrona come è successo all’ex-ministro Sandro Bondi che ci ha rimesso il posto.
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| La casa dei Gladiatori crollata |
Ma non sarebbe stato più sensato fare pulizia all’interno dell ministero della cultura? E operare un risanamento nell’ente dei beni architettonici prima di passare a Pompei, piuttosto che affidare ad un commissario il monitoraggio del piano di salvataggio? Al più tardi dopo il "pronto soccorso" e le misure di primo intervento, il commissario potrebbe essere accusato di mancanza della necessaria competenza tecnica, dato che gli interventi di importanza vitale non consistono soltanto in travi portanti e sistema di drenaggio, ma anche nel controllo sistematico della situazione, nella conservazione del sito e nell’aggiornamento del personale, che d’altra parte è dipendente dei beni architettonici. Il meccanismo di controllo, in cui il Ministero della Cultura si è affrettato a minimizzare l’importanza del ruolo del commissario, può forse garantire la legalità e l’ordine, ma non può impedire nuove potenziali precipitazioni.
Sono trascorsi 17 mesi dal crollo della casa dei gladiatori. Pompei continua a sgretolarsi e non è successo niente. Quanto tempo le rimane? Fortunatamente, il sindaco Claudio D'Alessio ha pronta una soluzione: fuori da sito del Patrimonio Mondiale dell'Umanità verrà costruito un moderno centro di accoglienza con mura che sembreranno vere e che avranno il vantaggio, di non crollare. Al costo dei lavori (15 milioni di euro) si sono offerte di partecipare alcune aziende private. Probabilmente nascerà una finta Pompei prima che quella vera e propria risorga.
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| Previsioni di recupero dell'area archeologica di Pompei |
06 aprile, 2012
Gracidio traditore: Frosch-Diebe
Italienische Frosch-Diebe in Kärnten auf frischer Tat ertappt
Tutto quel gracidio li ha traditi
Ladri italiani di rane colti sul fatto in Carnia
pubblicato in Austria il 03/04/2012
traduzione di Claudia Marruccelli
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| Rana Alpina |
Anche se è ancora troppo presto per i funghi sono già in molti gli italiani in Carinzia in cerca di prelibatezze prendendo di mira in particolar modo le rane. Un guardiacaccia ha recentemente beccato sul fatto dei ladri di rane nella Gailtal, [valle dell’Austria meridionale tra il Tirolo orientale e la Carinzia ndt]. Il gracidio dei 60 animali, che portavano in uno zaino, li aveva traditi.
"Gli italiani mi erano già sfuggiti lo scorso anno. Ma questa volta li ho presi sul fatto", racconta brevemente il guardiacaccia distrettuale Carl Gressel, che, come ogni primavera stava facendo i suoi normali controlli nel Plöckengebiet [zona montuosa della Carinzia al confine con l’Italia ndt] e attorno al Grünsee. "Quando mi hanno visto hanno immediatamente cambiato strada. Sono riuscito però a raggiungerli e quando mi sono avvicinato loro, ho sentito un forte gracidare provenire dallo zaino."
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| Rana Comune |
Gressel, ha avvisato la polizia. "Nello zaino si trovavano più di 60 rane alpine, che abbiamo subito liberato", dice un poliziotto. "Abbiamo fatto la contravvenzione ad uno degli italiani che aveva catturato le rane solo per consumo personale." Dato che la raccolta delle rane però è rigorosamente vietata, i "buongustai" nostri “vicini di casa” sono stati denunciati alle autorità per la protezione ambientale. Sono previste sanzioni fino ad un massimo di 3650 €. Dopo il deposito di una cauzione di 500 €, i ladri sono stati autorizzati a tornare a casa - senza rane.
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| Rane nei secchi di raccolta |
Le rane vengono rubate anche dai secchi di raccolta
L'intercettazione dei ladri di rane italiani è solo la punta dell'iceberg. Secondo la forestale austriaca in primavera vengono rubate rane anche dai secchi per la raccolta lungo le recinzioni, che la protezione animali e i volontari collocano durante il periodo di deposizione delle uova e lungo le strade. Ma raramente vengono beccati i malfattori.
L‘esperto ambientalista Bernard Gutleb sa che i buongustai amano particolarmente le rane alpine: "E molto diffusa da noi, quindi facile da trovare. Ma anche la rana comune è molto apprezzata tra gli italiani, tanto che in Italia vengono anche allevate ... "
L‘esperto ambientalista Bernard Gutleb sa che i buongustai amano particolarmente le rane alpine: "E molto diffusa da noi, quindi facile da trovare. Ma anche la rana comune è molto apprezzata tra gli italiani, tanto che in Italia vengono anche allevate ... "
06 marzo, 2012
Ade Lucio
Il cantautore Dalla, per decenni icona della scena musicale italiana, è morto durante una tournée in Svizzera a pochi giorni dal suo 69° compleanno. Sarebbe dovuto venire a Vienna il 19 marzo.
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| Funerali di Lucio Dalla |
“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò”. Sono i primi due versi di uno dei brani più famosi del cantante italiano Lucio Dalla che probabilmente avrebbe eseguito anche al suo concerto del 19 marzo nel Konzerthaus di Vienna. Centinaia di fan e amici hanno dedicato a Dalla queste poche righe giovedì, quando è stata diffusa la notizia della sua morte improvvisa.
"E 'un momento molto triste, e non desidero parlarne con nessuno", ha dichiarato tramite il suo portavoce il cantautore Francesco De Gregori da anni collega di Dalla. Il presidente italiano, Giorgio Napolitano, dice addio a Dalla con queste parole:"Era un cantautore dalla voce potente e unica, che ha contribuito a diffondere la canzone italiana in tutto il mondo." Nicoletta Mantovani, vedova del famoso tenore Luciano Pavarotti, che ha partecipato spesso con Dalla alla manifestazione del "Pavarotti & Friends", è "senza parole", "Lucio era un grande amico di Luciano, un grande artista e una persona molto sensibile. Nei momenti difficili dopo la morte di Luciano, mi è stato molto vicino", dice Mantovani.
"E 'un momento molto triste, e non desidero parlarne con nessuno", ha dichiarato tramite il suo portavoce il cantautore Francesco De Gregori da anni collega di Dalla. Il presidente italiano, Giorgio Napolitano, dice addio a Dalla con queste parole:"Era un cantautore dalla voce potente e unica, che ha contribuito a diffondere la canzone italiana in tutto il mondo." Nicoletta Mantovani, vedova del famoso tenore Luciano Pavarotti, che ha partecipato spesso con Dalla alla manifestazione del "Pavarotti & Friends", è "senza parole", "Lucio era un grande amico di Luciano, un grande artista e una persona molto sensibile. Nei momenti difficili dopo la morte di Luciano, mi è stato molto vicino", dice Mantovani.
Per quarant’anni, Dalla aveva dominato la scena musicale italiana. Egli era noto per i suoi testi poetici e controcorrente, in cui aleggiava sempre una vena un po’ malinconica, tipica dei cantautori italiani, con alcune escursioni nel mondo fatuo della musica popolare.
Dalla era impegnato nelle ultime settimane in un tour internazionale che si sarebbe concluso il 30 marzo a Berlino. Ha presentato il suo CD "Questo è amore". Il suo ultimo concerto si è tenuto Mercoledì sera a Montreux, in Svizzera - senza segni di stanchezza. Stava bene, dice la sua assistente, Michela Mondella, è rimasto soddisfatto della riuscita della serata. Giovedì mattina ha fatto colazione e fatto ancora qualche telefonata. Poi ha avuto un infarto, così all’improvviso, senza alcun preavviso. Poco prima del suo 69 compleanno, il quattro marzo.
Da musicista jazz a cantautore
La carriera di Dalla è iniziata a Bologna, sua città natale, nel 1960, suonando il clarinetto in una Jazzband. La sua vera passione però era cantare e comporre. Così divenne "Cantautore". Il primo grande successo fu nel 1970 la canzone “Occhi di ragazza”. Seguono diverse apparizioni a "San Remo", probabilmente il concorso musicale più famoso d'Italia. Il suo più grande successo, probabilmente però resterà "Caruso", un omaggio al cantante lirico Enrico Caruso, brano eseguito anche da decine di artisti, tra cui il famoso tenore Pavarotti. All’estero Dalla era noto tra le altre cose, per l'elaborazione dell'opera "Tosca" di Puccini con cui ha debuttato nel2003 a Roma, con i costumi di scena disegnati da Giorgio Armani.
Dalla era impegnato nelle ultime settimane in un tour internazionale che si sarebbe concluso il 30 marzo a Berlino. Ha presentato il suo CD "Questo è amore". Il suo ultimo concerto si è tenuto Mercoledì sera a Montreux, in Svizzera - senza segni di stanchezza. Stava bene, dice la sua assistente, Michela Mondella, è rimasto soddisfatto della riuscita della serata. Giovedì mattina ha fatto colazione e fatto ancora qualche telefonata. Poi ha avuto un infarto, così all’improvviso, senza alcun preavviso. Poco prima del suo 69 compleanno, il quattro marzo.
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| Dalla suona per il Papa |
La carriera di Dalla è iniziata a Bologna, sua città natale, nel 1960, suonando il clarinetto in una Jazzband. La sua vera passione però era cantare e comporre. Così divenne "Cantautore". Il primo grande successo fu nel 1970 la canzone “Occhi di ragazza”. Seguono diverse apparizioni a "San Remo", probabilmente il concorso musicale più famoso d'Italia. Il suo più grande successo, probabilmente però resterà "Caruso", un omaggio al cantante lirico Enrico Caruso, brano eseguito anche da decine di artisti, tra cui il famoso tenore Pavarotti. All’estero Dalla era noto tra le altre cose, per l'elaborazione dell'opera "Tosca" di Puccini con cui ha debuttato nel
La sua ultima apparizione pubblica in Italia è stata a "Sanremo" - ma non come cantante. Ha diretto l'orchestra nell’esecuzione della canzone "Nani", che aveva scritto e che è stata interpretata da un giovane cantante esordiente. In piedi sul podio, con un leggero sorriso, si è congedato così in modo del tutto inconsapevole da una nazione che ora lo osanna come un pezzo di storia della musica.
Articolo in lingua originale
Articolo in lingua originale
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| Collaborazione storica tra De Gregori e Dalla |
01 marzo, 2012
Il nuovo volto dell'Italia
Neue Sachlichkeit statt "Bunga-Bunga" in Italien
In Italia nuova concretezza al posto del Bunga Bunga
Di Micaela Taroni
Traduzione di Claudia Marruccelli
Sono passati solo tre mesi da quando Mario Monti si è insediato al governo e l’Italia è già irriconoscibile.
Sono passati 100 giorni di governo, esattamente dal 13 novembre 2011, da quando l’ex commissario europeo ha preso il comando del suo paese minacciato dalla bancarotta e gli italiani hanno già dimenticato gli scandali a sfondo sessuale, gli slogan populisti e le imbarazzanti figuracce dell’era Berlusconi. Con sobrietà e rigorosa concretezza in poche settimane il premier Monti ha impresso al paese uno stile del tutto nuovo, addirittura definito dagli entusiasti sostenitori del “Professore” come una “rivoluzione culturale”. Eleganza, umorismo britannico e sobria presenza hanno preso il posto dell’epoca dei Bunga Bunga.
Per salvare il paese dalla bancarotta e per pareggiare il bilancio pubblico entro il 2013, Monti esige dagli italiani lacrime e sangue. Il capo di governo al di fuori di ogni linea partitica lavora strenuamente al risanamento delle casse statali e alle misure per ridare slancio all’economia. Allo stesso tempo il poliglotta esperto di mercato di origini varesine detta legge. Lo stile borioso e intraprendente del suo precedessore, appartiene ad un mondo diverso. Così Monti ha sostituito l’Audi blindata di Berlusconi con una più datata Lancia. Al posto della sfarzosa residenza privata romana dello zar dei media, il premier si accontenta dell’appartamento di servizio a Palazzo Chigi, sede del governo e viaggia in aereo in classe economica. Quando, in occasione di una visita ad una mostra sul Botticelli, ha insistito per pagare il biglietto, Monti ha guadagnato parecchi punti nei sondaggi.
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| Il Ministro Fornero "piange" |
Rinuncia allo stipendio di premier e di ministro delle finanze
E’ un premier fuori dagli schemi che indossa volentieri iun semplice loden e non teme di costringere ai sacrifici anche i politici viziati. E così gli stipendi dei parlamentari sono stati decurtati di 1300 euro mensili lordi. Deputati e senatori non potranno più in futuro ottenere una pensione dopo essere rimasti in carica soltanto una legislatura. Come suo personale contributo alle misure di risparmio ha rinunciato al suo stipendio di premier e di ministro delle finanze.
Il capo della squadra di governo formata da tecnocrati, dopo il suo insediamento, si è adoperato con grande sforzo per realizzare un ambizioso programma in grado di salvare il suo paese gravemente indebitato. Così nel mese di dicembre ha portato sulla scena politica un piano di risparmio di svariati miliardi di euro con cui spera di risolvere il deficit italiano e con cui restituirà credibilità al suo paese sulla scena internazionale.
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| Il premier Mario Monti |
Contemporaneamente il premier ha varato misure per la crescita, che diano slancio agli investimenti in progetti di edilizia pubblica, ricerca e sviluppo e un pacchetto per liberalizzare settori dell’economia ormai antiquati. Inoltre, il politico sessantottenne ha affrontato con coerenza una serie di confronti con potenti lobby economiche come i notai, gli avvocati, i farmacisti, i tassisti ed altre associazioni professionali, che temono di perdere i propri privilegi. Una protesta dei camionisti contro l’esteso piano di liberalizzazione proposto dal governo transitorio ha paralizzato per giorni l’Italia. Anche uno sciopero dei tassisti, durato parecchi giorni, ha messo abbastanza sotto pressione Monti.
Tuttavia il premier non si è fatto mettere in imbarazzo dalle manifestazioni di protesta e dagli scioperi e porta avanti la sua crociata. Soprattutto Monti si è fortemente impegnato in prima linea contro l’evasione fiscale e l’economia sommersa. Nella lotta all’evasione fiscale il governo ha messo sotto torchio i più benestanti. Così la guardia di finanza sta braccando coloro che fanno la bella vita facendo credere al fisco di possedere redditi minimi. E’ definitivamente finita l’epoca in cui ci si vantava di possedere yacht, Ferrari ed elicotteri. Sono stati condotti massicci controlli fiscali nelle famose località montane di Cortina e Courmayeur, così come in Via Condotti, la via dei negozi di lusso a Roma, e nel lussuoso quartiere dei Navigli a Milano. Questo ha dato origine a malumori. Albergatori, commercianti e imprenditori hanno denunciato che i clienti sono stati spaventati da controlli durati ore da parte degli ispettori delle imposte. In fin dei conti l’Italia non è uno stato in cui la polizia fa da padrona.
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| Via Condotti a Roma |
Tuttavia nei suoi 100 giorni di incarico l’impeccabile operoso Monti non ha potuto evitare qualche gaffe. Ha fatto inviperire i sindacati, i giovani e i disoccupati, quando recentemente ha invitato i giovani italiani a non far troppo conto su un posto fisso. “Sempre lo stesso lavoro per tutta la vita è davvero noioso. E’ piacevole cambiare lavoro e accettare nuove sfide”, ha commentato Monti un po’ indelicatamente. Solo qualche giorno prima l’Istituto di satistica ISTAT aveva comunicato, che la disoccupazione giovanile era arrivata ad un nuovo livello record, 31%. Anche con qualche membro del governo Monti ha avuto qualche problema. Per esempio ha costretto alle dimissioni il primo segretario di stato Carlo Malinconico, dopo che questi era finito nel mirino dei media che lo accusavano di contatti poco chiari con un imprenditore.
Anche l’affermazione dei suoi avversari di essere al servizio dell’alta finanza gli ha arrecato continuamente seccature. “I tecnici di Monti e le loro lobby hanno sottratto la democrazia al popolo italiano e al parlamento” protesta il politico del vertice della Lega Nord, nonchè ex ministro Roberto Calderoli. Solo la Lega Nord, partito populista di destra, si schiera apertamente all’opposizione del nuovo governo italiano formato da esperti. In Internet e sui media si parla diffusamente di teorie di complotto che suscitano vivaci discussioni. Monti è stato spesso sospettato di far parte del fantomatico gruppo Bilderberg. Le teorie di complotto sono giunte anche all’orecchio di Monti costringendo il premier ad assicurare nuovamente e pubblicamente, di non avere alcun legame con la grande finanza.
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| La corruzione nel mondo |
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