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18 dicembre, 2012

Berlusconi fa sul serio

Berlusconi meint es ernst

di Fabio Ghelli
Pubblicato in Germania il 11 Dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'estero

Sarebbe un errore sottovalutare Berlusconi, anche se le sue possibilità di ritornare al potere in Italia sono davvero risicate, secondo l’analisi di Fabio Ghelli.




Rieccolo. Dalle copertine dei giornali di mezzo mondo Silvio Berlusconi osserva i lettori con il suo solito sorriso assente. “Credevate che fossi sparito”, sembra dire. Per ben due volte è ricomparso dal nulla e in entrambe è riuscito a stupire tutti, persino i suoi colleghi di partito, riconquistando nel giro di pochi mesi i cuori degli italiani.
Lunedì mattina i mercati finanziari hanno mostrato cosa accadrebbe se la storia si ripetesse una terza volta. Sono passati solo cinque giorni da quando Berlusconi ha annunciato il suo ritorno sulla scena politica. Cinque giorni sono stati sufficienti per annientare la fiducia riconquistata gradualmente dall’Italia nel corso dello scorso anno in Europa e in Borsa.

Una cosa sola è certa: Berlusconi si candida per vincereSe si trattasse di qualsiasi altro politico, basterebbe dare uno sguardo alle cifre dei sondaggi per definire questo suo ritorno come l’ultimo disperato tentativo di un truffatore che vuole sfuggire alla giustizia. Ma non è il caso di Berlusconi. Intanto lo sanno tutti in Europa: sarebbe un drammatico errore sottovalutare il Cavaliere.


E’ lo stesso Berlusconi che detta le regole del giocoNessuno lo sa meglio dei suoi avversari, che nel 1994 considerarono un fenomeno solo temporaneo l’ingresso in politica di Berlusconi. Gli sono bastati solo tre mesi per formare una coalizione con cui scongiurare la vittoria contro i post-comunisti Progressisti. Due volte ha sconfitto il centro-sinistra guidato da Romano Prodi. Due volte si è battuto per ritornare alla guida del governo.
Ci è riuscito soprattutto perché è lui che detta le regole del gioco. E ‘stato il suo governo, che nel 2005 ha adottato la controversa legge elettorale, che permise a Prodi di arrivare in parlamento con una maggioranza estremamente traballante. Se il governo di Mario Monti fosse rimasto in carica ancora due mesi, sarebbe riuscito a modificare quella legge elettorale, il che ovviamente non conveniva al Cavaliere. Perché – come Roberto D’Alimonte scrive sul quotidiano Il Sole 24 Ore – secondo la legislazione vigente, è molto probabile che la maggioranza al Senato resti una partita a rischio. Anche in caso di sconfitta Berlusconi avrebbe tutto il tempo per programmare un suo nuovo e duraturo ritorno alla ribalta.

Il Cavaliere e la sua base elettoraleNon sarebbe una cattiva idea, se si parte dal presupposto che la nuova coalizione formata da PDL (Popolo della Libertà) e Lega Nord resta comunque una forza significativa in parlamento. Per ottenere ciò il Cavaliere deve riconquistare la fiducia della base elettorale formata da piccoli imprenditori, professionisti e pensionati. E lui sa come ragionano queste persone, sa che non si fidano del governo, che pagano di malavoglia le tasse e che l’austerità filoeuropea di Monti ha irritato molti di loro.
Basterà tutto ciò a riportarlo in parlamento da vincitore? Il politologo Ilvo Diamanti non ne è convinto. Si occupa del fenomeno Berlusconi dagli anni Novanta. Con le sue ” mappe sociopolitiche ” ha documentato sulle pagine del quotidiano La Repubblica l’evoluzione del “Berlusconismo”.
Secondo Diamanti le condizioni createsi nel 1994 e nel 2006 erano totalmente diverse da quelle di odierne: “A quel tempo, gli italiani erano più ottimisti. La piccola industria era fiorente. Berlusconi costituiva un modello di successo”. Ma ora il sogno è svanito. “Nel bel mezzo della peggiore recessione del dopoguerra, il lussuoso stile di vita di Berlusconi è davvero un pugno nello stomaco per gli elettori”, dice Diamanti.
Rispetto al 2005 si presenta diverso anche il suo indice di gradimento nei sondaggi. Allora era precipitato a circa il 30 per cento, oggi si attesta nuovamente sotto di oltre 10 punti. Inoltre, alcuni dei suoi più stretti alleati l’hanno abbandonato: sia il democristiano Pierferdinando Casini che il liberale conservatore Gianfranco Fini sono ora tra i suoi accerrimi avversari. La sua alleanza con la Lega Nord non gli frutterà molti vantaggi: il partito di Roberto Maroni sta lottando da mesi contro scandali e divisioni interne.
Allo stesso tempo, i suoi sfidanti del Partito Democratico (PD) hanno ottenuto un consenso sempre più crescente che secondo i dati dell’Istituto Demoscopea è arrivato a circa il 38 per cento. “Le primarie per la scelta del capolista del PD alle prossime elezioni politiche hanno risvegliato un rinnovato interesse per la politica in molti elettori”, dice Diamanti, tanto che il numero degli elettori indecisi è sceso al 15 per cento.

Monti potrebbe mettere i bastoni tra le ruote a BerlusconiAnche alcuni elettori che non avevano mai votato prima per la coalizione di sinistra, hanno partecipato alle primarie. Anche se alla fine non è riuscito a spuntarla, il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi rappresenta un’alternativa al vecchio modello della politica italiana. Lo stesso Berlusconi ammira il giovane politico e auspica che passi nel suo partito, anche se Renzi si è limitato a sorridere alla proposta del Cavaliere.
L’ultima speranza di Berlusconi ora è che nessuno dei suoi molti oppositori riesca ad ottenere voti sufficienti a creare una maggioranza solida. Allo stesso tempo, sarebbe meglio per lui, che il primo ministro uscente Monti restasse fuori dalla campagna elettorale, ma e’ cosa alquanto improbabile secondo il parere di Diamanti. Inoltre se Monti facesse squadra con alcuni degli ex alleati di Berlusconi, questo potrebbe ridurre il vantaggio del PD. Ma il politologo dice: “Berlusconi auspica una conflitto tra i due poli politici, se Monti decidesse di scendere in campo, il Cavaliere sarebbe schiacciato in un attimo. E lui lo sa”.
Per quanto riguarda la più imprevedibile forza politica in gioco – il Movimento 5 stelle dell’antieuropeista Beppe Grillo – Diamanti non crede che possa assumere un ruolo cruciale, anche se in un anno ha ottenuto circa il 15 per cento dei consensi. Tuttavia il politologo spiega questa crescita con la stagnazione del dibattito politico degli ultimi anni: “Il movimento di Grillo è come una sorta di autobus: Gli elettori possono scendere velocemente così come altrettanto velocemente sono saliti a bordo.

A tutto gas contro un muroEd entrambi – sia Berlusconi che Grillo – si ingannano se pensano che sia sufficiente inveire contro l’Europa e la Germania per ottenere voti. Fino a pochi anni fa gli italiani erano fra i più convinti europeisti. Nel frattempo, la fiducia nei confronti dell’euro e delle istituzioni europee è scesa al di sotto della media. “Più della metà della popolazione sa però, che senza l’unione monetaria le cose andrebbero molto peggio”, dice Diamanti.
Da lunedì, Berlusconi è in modalità di attacco. Un assaggio? Le preoccupazioni dell’Europa sulle sue manovre sarebbero solo una finta per indebolire l’economia italiana, la svalutazione dei titoli di stato sarebbe nient’altro che una truffa.
Persino i suoi sostenitori più accaniti dubitano che questa volta ce la farà. Il suo ex consigliere Giuliano Ferrara ha espresso queste considerazioni su Il Giornale: “Berlusconi ha deciso di andare a sbattere contro un muro. Non abbiamo altra scelta che stare a guardarlo”.

15 dicembre, 2012

L’estremo tentativo di Berlusconi, il “vecchio narcisista”

Berlusconis letzterVersuch

Di Andres Wysling
Pubblicato in Svizzera il 7 dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per ww.italiadallestero.info e Il Fatto Quotidiano



“Per un senso di responsabilità e amore verso il proprio paese” un anno fa Silvio Berlusconi abbandonava la carica di capo del governo in Italia. Ora vuole riassumere la carica. Il paese sta andando molto peggio di un anno fa, è sull’orlo dell’abisso, spiega. E lui probabilmente crede – ma solo lui – di essere l’unico titolato in grado di salvare l’Italia. Il vecchio narcisista irrigidito dal lifting nel tentativo di sembrare più giovane, evidentemente ha rimosso dalla memoria il suo passato: al posto di comando c’era proprio lui a spingere l’Italia verso l’abisso della rovina.
In qualità di presidente del Consiglio di lunga data oltre che potente magnate dei media, ha una grossa responsabilità per la situazione attuale del paese. Il debito pubblico è stato accumulato in gran parte sotto il suo governo. Oggi, la paura di una possibile bancarotta genera uno stato di incertezza economica e di paralisi, e quindi un aumento della disoccupazione. Inoltre Berlusconi persiste con il suo sistematico boicottaggio dello stato di diritto. E’ soprattutto a lui che torna utile, in quanto imputato in molti processi, ma è servito anche alla criminalità organizzata. Questa situazione attualmente crea ampie sacche di illegalità e una estesa economia sommersa esentasse, che sottrae allo stato quelle entrate di cui ha assoluto bisogno; non solo la fuga di capitali all’estero, di cui tanto si parla, danneggia il bilancio pubblico.



Un uomo con un attestato di profitto tanto negativo non è proprio più candidabile.Tuttavia, gli italiani hanno eletto a più riprese Berlusconi. Ci si pone la domanda, se ripeteranno di nuovo l’errore compiuto più e più volte in passato nella tempesta mediatica delle televisioni di Berlusconi. Ma forse dopo tutte le grottesche farse, con sempre nuovi episodi del “Cavaliere” nel ruolo di protagonista principale, possiamo probabilmente escluderlo.
Con la candidatura di Berlusconi in Italia la destra sta per scindersi, le sue possibilità di vittoria elettorale sono notevolmente ridotte. Aumentano quindi le possibilità elettorali della sinistra con Pierluigi Bersani e anche quelle del poco comprensibile Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Questa costellazione ha rafforzato le preoccupazioni sul futuro sviluppo dell’Italia come hanno evidenziato le borse. Bersani e Grillo hanno ora – e non solo dopo le elezioni – la responsabilità di fornire in fretta chiarezza sulle loro intenzioni. Gli elettori hanno il diritto di sapere quali saranno le loro priorità, con quali misure vogliono modernizzare lo Stato e superare la crisi economica.

13 dicembre, 2012

Il premier Monti annuncia le sue dimissioni – Speculazioni su una sua candidatura contro Berlusconi

Regierungschef Monti kündigt Rücktritt an - Spekulation über Kandidatur gegen Berlusconi" di Nikos Tzermias

di Nikos Tzermias
Pubblicato in Svizzera il 9 dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero

Il Premier italiano Monti ha annunciato questo fine settimana le sue dimissioni anticipate. Ora sta valutando una propria candidatura contro Berlusconi, ferocemente contrario all’UE e alla Germania.
Sabato in tarda serata il primo ministro Monti ha preannunciato al Presidente Napolitano le sue dimissioni anticipate. Egli formalizzerà le sue dimissioni solo dopo che il Parlamento avrà provveduto al varo del decreto di stabilità del bilancio dello Stato e le relative leggi previsti per prima di Natale. A causa delle dimissioni anticipate di Monti, il cui mandato sarebbe dovuto terminare nel mese di aprile, le elezioni dovrebbero aver luogo già nel mese di febbraio.


Una liberazioneA causare la reazione di Monti non è stata solo la recente candidatura dell’ex primo ministro Berlusconi, a cui era subentrato nel novembre 2011 con lo scopo di ripristinare la fiducia internazionale in Italia. Ma la sua decisione èstata anche la conseguenza del fatto che il Popolo della Libertà (PdL), il partito di Berlusconi, si è eplicitamente astenuto dal votare la fiducia alla legge di stabilità e di bilancio e ha criticato aspramente la linea di Monti.Con le sue dimissioni anticipate, Monti ha voluto evitare anche un ulteriore mese di agonia del governo, che avrebbe certamente messo in subbuglio i mercati finanziari. Le borse avevano già reagito negativamente alla notizia del ritorno di Berlusconi, notizia che aveva fatto inorridire non solo gli osservatori stranieri, ma anche la maggior parte degli italiani.
Ma dal punto di vista personale per Monti si è trattato anche di un attoliberatorio.Nel fine settimana si è speculato molto sul fatto che ora il professore di economia ed ex commissario europeo stia pensando alla sua “discesa” in politica e stia anche considerando una sua candidatura come capolista, dopo essere rimasto con le mani politicamente legate in qualità di capo del governo dei tecnici. Monti stesso ha detto che ora vuole sentirsi libero, e che non esclude nulla.



Lotta contro il populismo
E ‘ovvio che Monti non voglia soltanto mettere nella giusta luce la sua linea di governo, che è attualmente ancora appoggiato da un quarto degli elettori. Egli ha intenzione, come ha già più volte sottolineato, di combattere soprattutto il populismo nei confronti dell’UE. Allo stesso tempo Monti in primo luogo, non ha affatto nel mirino soltanto Berlusconi che che si scaglia contro la presunta austerità imposta dalla Germania.
Contro la dittatura della signora Merkel, delle banche e gli speculatori si agitano anche il movimento cittadino 5 stelle del comico Grillo così come l’ala  di sinistra del Partito Democratico (PD) e la formazione più radicale di Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL) del presidente pugliese Nichi Vendola, con il quale si è alleato  il segretario generale del PD e candidato capolista Bersani.


Alleanza con Bersani?Riassumendo: Monti sta ponderando sicuramente in queste ore come contribuire nel modo migliore alla formazione di un nuovo governo stabile, che incontri la fiducia dei partner dell’Eurozona e dei mercati europei. Dal momento però che il Primo Ministro, secondo i recenti sondaggi, gode per il momento solo della stima di un terzo degli intervistati, le sue possibilità di vincere l’elezione a capo delle forze moderate fino a questo momento poco coese, appaiono piuttosto basse. Ma molti cittadini sono indecisi e potrebbero ancora farsi convincere da Monti, visto che ora presto potrà  parlare di nuovo liberamente. In caso contrario, resta la possibilità di un’alleanza con il PD, sempre secondo i sondaggi. Questo nel tentativo di rafforzare il sostegno al pragmatico Bersani contro quella sinistra che vuole indebolire il patto fiscale dell’UE e annullare le riforme di Monti.


27 novembre, 2012

Berlusconi e gli spettri dalla malavita

Berlusconi und die Geister aus der Unterwelt

di Hans-Jürgen Schlamp
Pubblicato il 19 novembre 2012 in Germania
Traduzione di Claudia Marruccelli

E' uno strano mistero: alcuni banditi hanno rapito il ragioniere di Berlusconi, chiedendo 35 milioni di euro di riscatto in cambio di materiale scottante sul nemico giurato dell’ex capo di governo. Ora la polizia ha arrestato sei sospettati, e ipotizza l’esistenza di legami con la mafia.

Il ragionier Spinelli

Erano le 22 del 15 ottobre quando Giuseppe Spinelli, ragioniere e collaboratore fidato di Silvio Berlusconi rientrava a casa. Spinelli era la persona che, per conto del suo capo, si occupava di retribuire con migliaia di euro le giovani partecipanti ai festini "Bunga-Bunga". Quando sua moglie, quella sera gli ha aperto la porta, due uomini a viso coperto si sono avventati su Spinelli.
Hanno colpito al volto il 71enne, lo hanno rinchiuso in casa e gli hanno calpestato gli occhiali. Uno di loro impugnava una pistola. “Questi ci ammazzano”, ha pensato la moglie in quel momento. Ma gli intrusi avevano altro in mente.
Verso le due di notte sono stati raggiunti da un terzo uomo, incappucciato come gli altri, ma che ai piedi calzava un vistoso paio di scarpe – a righe rosse e nere, i colori del Milan. Questo terzo uomo ha piazzato una fotocopia sbiadita e sporca davanti alla faccia dello spaventato Spinelli, su cui era scritto, stando a quanto ricorda, qualcosa come "Oggetto: caso Mondadori".Oltre a ciò veniva descritta una scena con “Fini e i giudici nel primo e secondo grado”: Fini, che chiederebbe ai giudici, nel corso di una amichevole cena insieme, di mettere Berlusconi in difficoltà.
De Benedetti VS Berlusconi: Lodo Mondadori
560 milioni e un nemico giuratoProbabilmente un documento straordinario per Berlusconi che gli sarebbe potuto essere utile nel corso di un processo. Infatti è stato condannato nel 2011, nell’ambito del tanto controverso processo della casa editrice Mondadori, al pagamento di 560 milioni di euro di danni per aver corrotto molti anni fa un giudice .
Gianfranco Fini, ex leader del partito post-fascista di Alleanza Nazionale, un tempo stretto alleato di Berlusconi e suo ministro degli esteri, oggi è presidente della Camera e acerrimo nemico di Berlusconi.
Per Berlusconi, questi elementi avrebbero avuto una duplice utilità: Fini si sarebbe trovato in una situazione poco chiara e forse si sarebbe potuto riaprire il processo che gli è costato un bel po’ di soldi. I rapitori si sono fatti chiaramente due conti: dei 560 milioni risparmiati allora - secondo quanto il bandito mascherato aveva calcolato e riferito al ragioniere -il 6% lo volevano da Berlusconi. Grosso modo circa 35 milioni di euro.
Questa era la richiesta che Spinelli doveva fare pervenire al suo capo, per uscirne sano e salvo. Ma solo la mattina dopo, poco prima delle otto, Spinelli riesce a contattare Berlusconi e a raccontargli tutto. [Il Cavaliere] è del tutto allibito e dopo poche frasi conclude la telefonata accennando che il suo avvocato Niccolò Ghedini richiamerà presto. L'avvocato telefona infatti prontamente - e ora sembra aver perso la memoria su cosa accadde esattamente.
Una cosa è certa: alle nove i banditi se la squagliano, rilasciando Spinelli e sua moglie illesi. I due vengono prelevati dalle guardie del corpo di Berlusconi e portati al sicuro dal capo a Milano. L’avvocato di Berlusconi dice che nessun riscatto è stato pagato.
Tuttavia la magistratura parte ovviamente dal presupposto che siano stati versati dei soldi, secondo quanto riferiscono i media italiani online. Perché altrimenti i malviventi si sarebbero dileguati tanto pacificamente?
Ghedini sostiene di aver riferito il giorno stesso l'accaduto alle autorità. Ma solo il pomeriggio successivo, la vicenda è stata denunciata ufficialmente. L’avvocato dice che avevano solo bisogno di sapere con precisione ciò che era accaduto, e che la coppia era in stato di shock. I presunti documenti e il CD che non sono stati resi noti sarebbero un bluff, tutta la faccenda sarebbe piena di contrasti e poco credibile.

Il capobanda tradito dalle ... scarpe

Azione della mafia?La polizia sta indagando da allora e solo ggi ci sono stati dei riscontri. Sono state arrestate sei persone, tre italiani e tre albanesi. Regista del misterioso giallo, secondo le dichiarazioni degli investigatori, sarebbe un noto malavitoso: Francesco L., 51 anni. Negli anni Ottanta divenne noto per una rapina milionaria, qualcosa però andò storto e venne arrestato. Si offrì come testimone in altri processi entrando in un programma di protezione testimoni, nel quale però non rimase a lungo. Si diede nuovamente alle rapine e nel 2001 fu condannato a nove anni e quattro mesi per rapimento a scopo di estorsione di un parente di un militare. Per la polizia, Francesco L., appartiene al clan mafioso dei Parisi, di Bari. Si trattò quindi di un’azione mafiosa?
Anche i suoi concittadini e i tre albanesi che si si sono resi protagonisti della vicenda, non erano degli incensurati, bensì professionisti. Potrebbero aver agito al servizio dei Parisi. Ma se il tentativo di rapimento effettuato con pistole giocattolo è stato architettato in maniera così dilettantesca, come l’avvocato Ghedini dichiara, e se il tutto si è concluso senza riscatto - "Ci scusi era solo una prova" – non vuol dire necessariamente che sia opera della criminalità organizzata. O forse la vicenda si è conclusa in maniera totalmente diversa da quanto dichiarato finora?
La polizia ha lasciato intendere, soddisfatta, di essere giunta sulle tracce dei colpevoli grazie alle scarpe rosse e nere. Talvolta la passione troppo ostentata per la propria squadra del cuore può diventare, a quanto pare, uno svantaggio.

07 novembre, 2012

Per amore di se stesso


Di Tobias Piller
Pubblicato in Germania il 28 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Conferenza Stampa drammatica di Berlusconi

Prima il silenzio, poi annuncia la sua candidatura a premier, poi ancora una “definitiva” uscita dalla politica e poi nuovi incitamenti alla battaglia: con la sua rotta a zig zag, Silvio Berlusconi si gioca le ultime briciole di credibilità.
Silvio Berlusconi sputa veleno il giorno dopo la sentenza a suo sfavore. Sabato scorso l'ex presidente del consiglio italiano ha dichiarato che nel corso dei prossimi giorni il suo partito deciderà se continuare ad appoggiare il governo del suo successore Mario Monti. Secondo Berlusconi, il professore di economia, aumentando l’imposizione fiscale finalizzata al pareggio di bilancio, non solo avrebbe condotto l’economia del paese in una spirale verso il basso, ma avrebbe anche addossato al suo predecessore, le responsabilità della crisi di fiducia [dei mercati] e della recessione italiana.
Berlusconi al contrario vede nella Germania il vero colpevole: gli elevati tassi di interesse dei titoli di Stato italiani, tradotti in "spread", sono, a suo avviso, "il frutto dell’egemonia egoistica della Germania, che ha costretto i leader europei a prendere decisioni che io non ho mai condiviso", ha detto Berlusconi sabato a Villa Gernetto nella sala stampa del suo partito, a Lesmo, vicino Monza. I dati che riguardano l’Italia erano errati, ma lui si era opposto, quindi "la Germania e la Francia, sua vassalla, avevano posto in atto un attacco alla mia reputazione". Le banche in Germania hanno ricevuto l'"ordine" di vendere titoli di Stato italiani, questa è la teoria di Berlusconi, per cui l'Italia alla fine è finita nei piani di salvataggio dei mercati finanziari.

Formigoni in vacanza ... premio

Riforma ad personam
L’eccezionalità di una conferenza stampa di Berlusconi e il volto scuro mostrato dall'ex primo ministro, mette completamente in secondo piano, il fatto che che in realtà è stato anche presentato un programma in cinque punti, con una serie di richieste dal tono particolarmente populista. Berlusconi vuole meno tasse. In particolare vuole liberare i piccoli proprietari di casa dall’ICI - una promessa con la quale Berlusconi aveva già vinto le elezioni, contraddetta però dal nuovo primo ministro Monti che ha aumentato drasticamente le tasse e le accise sui carburanti per sanare le casse dello stato.
Se Berlusconi pretende di tagliare sperperi e spesa pubblica, agli italiani però suona proprio strano, visto che recentemente un membro del suo partito, il "Popolo della Libertà" è stato accusato di appropriazione indebita di milioni di euro provenienti dai fondi del consiglio regionale del Lazio per scopi personali, o anche che il Presidente della sua regione, la Lombardia, ha accettato per anni dai suoi amici il pagamento di gite in yacht e viaggi di lusso.
Gli esattori delle imposte italiani dovrebbero smetterla con i loro "metodi violenti", dice Berlusconi - ma questi "metodi" li aveva adottati già il suo stesso ex ministro delle finanze. In verità resta in sospeso la richiesta di Berlusconi di una riforma globale del sistema giudiziario - e la sua affermazione che avrebbe continuato sulla scena politica la sua lotta contro la "dittatura dei pubblici ministeri" per una riforma della giustizia.

Mediaset trade

Desideri rimasti incompiuti
La linea d’azione personale di Berlusconi a zig-zag - fatta di mesi di silenzio, dell’annuncio della sua candidatura a premier, del presumibile ritiro definitivo annunciato qualche giorno fa ("per amore dell'Italia"), seguiti sabato scorso da un nuovo grido di battaglia – gli stanno costando l'ultimo residuo di credibilità. Massimo Franco, un analista politico del "Corriere della Sera" interpreta il comportamento dell’ultra settantenne politico come una "miscela tra desiderio di recupero del successo e impotenza" e al tempo stesso ci vede il “tentativo, di scaricare sul governo Monti frustrazioni e timori".
La sentenza del tribunale contro Berlusconi che lo condanna a quattro anni di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, ha attirato meno attenzione in Italia che all'estero. Da decenni fa parte della scena politica del paese il fatto che Berlusconi si lamenta della persecuzione da parte dei pubblici ministeri e dei giudici, o anche che la magistratura è stata politicizzata e non sempre si sarebbe dimostrata obiettiva.

Il delfino Angelino Alfano

Con notevole energia criminale
Non è la prima volta che Berlusconi viene condannato in primo grado a una pena detentiva. Negli anni Novanta era stato condannato tre volte, la pena complessiva era tra 16 e 33 mesi di reclusione. Allora si trattava di accuse di frode nei finanziamenti ai partiti, falso in bilancio e corruzione di funzionari del Fisco. I processi si sono conclusi alla fine in parte con l’assoluzione e in parte con la prescrizione dei reati. Ora i giudici di Milano si sono affrettati in particolare nel prevenire la prescrizione del processo prevista entro la fine del 2013: contrariamente a una prassi consolidata, la motivazione della sentenza non è stata emessa mesi o anni dopo il verdetto, ma lo stesso giorno del giudizio.
Berlusconi è stato anche descritto in 106 pagine come una persona con notevole energia criminale che negli anni Novanta ha evaso milioni di euro al fisco italiano. Si tratta della vicenda dell'acquisto dei diritti cinematografici da parte di Mediaset, società televisiva di Berlusconi, negli Stati Uniti, che negli anni novanta ha fatto da intermediaria nei Caraibi, consentendo il raddoppio del prezzo di acquisto e la rivendita dei diritti cinematografici in Italia. Berlusconi è accusato di essere un partner a pieno titolo nell’intermediazione e di aver contribuito al trasferimento del denaro nelle banche dei Caraibi.

La notizia del Cavaliere al Tg locale del Kenya

Argomentazione accesa
Ma a quanto pare l’argomentazione è vacillante. Solo con uno stratagemma si poteva risalire fino agli anni Novanta senza l'impedimento della prescrizione: Mediaset trasmette ancora i film che sono stati acquistati allora. Anche se il presidente di Mediaset è stato assolto, a Berlusconi è stata attribuita tutta la presunta organizzazione del traffico finanziario triangolare, anche se si è formalmente ritirato dalla sua azienda Mediaset, nel 1994, la quale è entrata in borsa nel 1996, e solo il quaranta per cento delle azioni appartiene alla famiglia Berlusconi.
Se si prescinde dal fatto che Berlusconi è stato assolto in terza istanza in un processo parallelo, la cui sentenza però è ancora in sospeso per un ricorso costituzionale e per cui i tempi per la prescrizione si avvicinano velocemente, di norma in Italia gli ultrasettantenni non vanno in carcere. Comunque grazie ad un’amnistia del governo Prodi nel 2006 - concessa per alleviare le carceri sovraffollate - la condanna superiore a 4 anni viene ridotta ad uno solo. Ma la privazione dei diritti civili, che sarebbe valida solo dal terzo grado, potrebbe danneggiare Berlusconi.

L'ex predidente della Regione Lazio sponsorizzata da Berlusconi

Problemi crescenti per Monti
Il clamore che circonda Berlusconi e i suoi processi (ad esempio, favoreggiamento alla prostituzione dell'allora minorenne "Ruby") può essere lasciato un po' in disparte, visto che l’amaro discorso potrebbe avere conseguenze concrete per la politica italiana: se Berlusconi non darà il suo appoggio fino ad aprile all'attuale governo Monti e se si andasse ad elezioni anticipate, molte nuove iniziative proposte dal centro non riuscirebbero ad influenzare la formazione dei partiti o dei movimenti politici. Il Partito Democratico ne trarrebbe beneficio se le trattative per una nuova legge elettorale venissero accantonate e non dessero alcun esito.
Per il primo ministro Monti i problemi aumentano. Non vuole dare l’impressione di essere troppo attaccato al suo incarico e dice che il suo governo potrebbe andarsene in qualsiasi momento. Ma avverte anche che l’Italia è sotto la minaccia del caos. In pratica, però, la conseguenza è che dopo la retorica populista di Berlusconi - e decine di migliaia di manifestanti della sinistra che hanno protestato sabato - tutti i partiti tentano di presentare nuovi emendamenti alla nuova finanziaria. Già nelle ultime settimane si è iniziato a rimuovere tutti gli elementi indesiderati dal progetto di legge per il pareggio di bilancio. Le proiezioni di bilancio per il 2013 di Monti rischiano di non avere più alcun valore.

16 ottobre, 2012

L'addio infinito di Silvio Berlusconi

Der endlose Abschied des Silvio Berlusconi

di Jörg Bremer
Pubblicato in Germania il 9 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero
L'ex primo ministro italiano ha nuovamente annunciato il suo ritiro. Pensa di fare sul serio stavolta?

l'ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha annunciato ancora una volta, forse, il ritiro della propria candidatura alla presidenza del suo partito "Popolo della Libertà" (PdL). Inizialmente, il segretario generale del partito di Berlusconi, l'ex ministro della Giustizia Angelino Alfano, aveva solo accennato alla notizia. Per evitare la formazione di una coalizione "di sinistra" e per aprire la strada ad "una coalizione di centro destra”, Berlusconi potrebbe decidere nel 2013 di rinunciare alla sua candidatura, ha detto in un incontro con il capo del’UDC Pier Ferdinando Casini. Questi ha reagito senza particolare entusiasmo: Berlusconi ha già annunciato le sue dimissioni in diverse occasioni. Conosciamo i suoi tira e molla. Il "Popolo della Libertà" è allo sfascio.
Finora, era sembrato che Alfano, il giovane, segretario generale, nato nel 1970, avesse voluto sfruttare così l'assenza del vecchio, per la sua generazione. Da molte regioni d'Italia durante questa settimana sono giunte notizie di corruzione e appropriazione indebita, in cui è coinvolta la maggior parte dei politici sponsorizzati da Berlusconi. Il “Popolo delle Libertà” indebolito da questi scandali vorrebbe sbarazzarsi volentieri di questa eredità.
Berlusconi stesso ha voluto di persona dire la sua. Martedì scorso, l'ex primo ministro ha ribadito in un'intervista le parole di Alfano e ha detto che aveva già detto in precedenza che avrebbe rinunciato a una candidatura, se "questa fosse stata di intralcio ad un’opposizione unita contro la sinistra". Non ha detto altro, né ripetuto il giuramento di novembre 2011 di non volersi mai più ricandidare, ne’ [ha speso] una buona parola per Alfano, suo ex ministro per la giustizia, a cui aveva affidato il posto di segretario. Berlusconi non ha escluso di dare il proprio appoggio per un secondo mandato dell'attuale primo ministro Mario Monti, se nonostante tutti i tentativi del suo partito non si giungesse a una maggioranza per un governo stabile. Forse Berlusconi non vuole candidarsi, ma certo vuole rimanere nella mischia.


Il novellino Renzi sta diventando una starPer il momento Berlusconi ha solo provocato Casini con il suo vago annuncio di ritiro. L'Udc ha intenzione, insieme al gruppo del presidente della Camera Gianfranco Fini e ad un famoso imprenditore indipendente di formare una "lista civica" di centro, a sostegno di un secondo mandato di Monti. A ciò si aggiunge la proposta di Casini di un'alleanza elettorale con il Partito Democratico (PD) di Pier Luigi Bersani. In tal modo il "Popolo della Libertà" verrebbe messo in minoranza.
Ma Bersani e il suo partito, attualmente la forza politica più potente del paese, secondo i sondaggi, rende le cose difficili a Casini: Bersani non vuole affidare la partnership al presidente della regione Puglia Nichi Vendola con il piccolo gruppo dei socialisti e SEL (Sinistra Ecologia Libertà). Vendola è contrario alla continuazione del governo Monti. Anche il Partito Democratico non rende le cose facili a Casini, perché deve ancora chiarire chi guiderà il partito nella campagna elettorale. Con Bersani Casini avrebbe problemi causa del suo orientamento a sinistra.
Se, tuttavia, l’ala democristiana del sindaco di Firenze, Matteo Renzi dovesse vincere nel mese di novembre le primarie del PD, non ci sarebbe alcuna controversia tra fazioni - ma per Casini non sarebbe molto divertente: il nuovo arrivato Renzi, sta svolgendo con successo il suo tour elettorale, girando l’Italia in camper, e per l’affermato ex Presidente della Camera Casini arrivare secondo in questa alleanza, sarebbe uno smacco.

Il partito di Berlusconi sembra essere agli sgoccioli

Berlusconis Partei scheint am Ende

di Birgit Schönau
Pubblicato in Germania il 26 settembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero

Fotografo di fiducia, infermiere private​​, feste di dubbia moralità: i politici regionali del PDL fanno notizia. Ma questo è solo una parte del problema.


Martedì scorso, Silvio Berlusconi per la prima volta ha preso il treno per andare da Milano a Roma. L’ex-primo ministro italiano non aveva ottenuto il permesso di atterrare con il suo jet privato all'aeroporto di Roma. Il viaggio è stato abbastanza confortevole, ha dichiarato Berlusconi poco dopo, "ma è un po’ diverso rispetto all’aereo." Il viaggio in treno Milano-Roma dura tre ore, il volo è solo di poco più veloce. Berlusconi, per la prima volta in decine di anni, ha fatto qualcosa che da tempo non rientrava più nelle sue abitudini. Ha usato un mezzo pubblico di trasporto, come un cittadino qualsiasi.

I soldi dei contribuenti usati per dissoluti festini
Un segno dei tempi? A Roma il consiglio regionale del Lazio caduto in disgrazia, si è recentemente dimesso, il Pdl, partito di Berlusconi, era la principale componente del consiglio. Un'enorme ondata di scandali ha spazzato via la coalizione di destra che, per due anni, ha sperperato in modo talmente disinvolto i soldi dei contribuenti, che alla fine persino il fondatore del partito ha dovuto condannare la vicenda e appena sceso dal treno ha dichiarato di voler chiedere una riforma del finanziamento dei partiti. Mentre i politici locali hanno fatto la bella vita, ospedali e scuole della regione Lazio, che conta cinque milioni di abitanti, vanno in rovina. Roba da manuale del berlusconismo: l'interesse personale prevale sul bene comune. Fermo restando che lo stesso Maestro almeno pagava di tasca propria le sue famigerate feste – per i banchetti di dubbio gusto che la “fanteria” di Berlusconi ha organizzato in provincia, con tanto di farsa in costume stile Nerone e Caligola, o persino per una festa in maschera travestiti da maiali, però, ha dovuto pagare il contribuente. Perché il denaro non bastava mai, nonostante lo stipendio dei consiglieri si aggiri intorno ai 200.000 euro annui.


Un fotografo di fiducia e infermiere privateAnche se il consiglio regionale si riuniva solo occasionalmente, gli aumenti delle retribuzioni per i 71 deputati arrivavano ​​con regolarità. Recentemente i consiglieri si sono approvati un finanziamento annuo di 14.000.000 €. Il capogruppo consiliare Pdl avrebbe intascato 1,3 milioni. Chi non è riuscito a salire sul carro, ha falsificato alcune fatture e le ha addebitate al partito, che ha accolto ogni tipo di spesa richiesta, a partire da pernottamenti in alberghi fino a cene di lusso a base di ostriche e champagne.
lla fine un gruppo consiliare che non era nemmeno in grado di organizzare un corretto smaltimento dei rifiuti nella regione, è costato ai cittadini 140 milioni di euro l'anno, il doppio del consiglio regionale della Lombardia, la più grande regione d’Italia. Solo il fotografo di fiducia della presidente regionale, ora dimessa, è costato 75.000 euro l’anno, così come pure due infermiere nella clinica universitaria romana.
Lo scandalo del Lazio ha portato alla luce il grande vuoto ideologico e personale del centro-destra, il cui unico e solo obiettivo era quello di curare i propri interessi. Per anni è andata avanti così, senza che dall’opinione pubblica, per così dire all’ombra di Berlusconi, si levasse un grido d’indignazione. Proprio perché era l'ex premier, fonte principale di una serie continua di scandali, il suo entourage ha potuto operare quasi inosservato e in gran parte indisturbato.
E ovviamente non solo nel Lazio. In Lombardia il presidente regionale, uomo di fiducia di Berlusconi, è in odore di corruzione, anche il governatore del Pdl in Campania è indagato dalla procura, sospettato di appropriazione indebita. Anche in Sardegna e nel Veneto il gruppo consiliare di destra è accusato di sperpero, così come in Piemonte. Ma anche a Palermo, dove i partiti di centro sinistra appoggiano il governo regionale, la Procura della Repubblica martedì ha aperto un procedimento per appropriazione indebita di fondi pubblici. In Sicilia, regione fallita a causa della precedente amministrazione regionale, a fine di ottobre si svolgeranno le elezioni anticipate.
Il partito di Berlusconi sembra agli sgoccioli non solo nel Lazio. I sondaggi sono chiari - il PDL alle prossime elezioni può a malapena sperare in un 20% di consensi. Tranne forse se le due fazioni componenti del partito si separassero nuovamente: quella di Berlusconi, Forza Italia, e la post-fascista di Alleanza Nazionale.


Monti non ha intenzione di candidarsi
La Sicilia sarà il primo banco di prova. Entro aprile, anche il Parlamento italiano andrà alle elezioni. Berlusconi è ancora incerto se candidarsi di nuovo. Più di recente, anche Mario Monti è stato messo in gioco. Secondo il partito di centro UDC, il presidente del consiglio, non legato ad alcun partito politico, dovrebbe guidare un governo di coalizione e anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano preferirebbe questa soluzione: Monti succede a Monti, visto che in politica non vi è altra alternativa al professore. Né a destra né a sinistra, dove il PD, il principale partito, come al solito ha più noie al suo interno che nel superamento della crisi economica del paese.
Tuttavia Monti ha dichiarato recentemente che non intende candidarsi. "Sono senatore a vita, quindi non mi candido", ha detto al canale americano CNN. La politica deve ritornare a governare, "si spera con maggiore responsabilità e maturità." Forse Mario Monti, sorveglierà da una posizione superiore - come presidente della Repubblica, poiché anche Giorgio Napolitano, che gode di stima e fama in tutto il mondo, concluderà il suo mandato la prossima primavera.

27 settembre, 2012

Decadenza tardoromana dei politici italiani


Gucci-Täschchen auf Kosten des Steuerzahlers

Di Tilmann Kleinjung
Pubblicato in Germania il 23/09/2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero

I consiglieri del PdL alla Regione Lazio, pur essendo i meglio pagati del mondo, non hanno avuto remore a servirsi dei fondi stanziati per il gettito fiscale: spese per champagne, ostriche e borse firmate. E nessuno vuole ammetterlo.


L'Italia deve risparmiare e i cittadini italiani sono costretti a stringere la cinghia: più tasse e lavorare più a lungo, ma i deputati del consiglio regionale del Lazio sembrano curarsi poco di tutto ciò. Festeggiano a base di champagne e ostriche, organizzano feste in maschera ambientate nell’antica Roma, in cui si celebra, a spese dei contribuenti, Lucullo, il decadente generale romano.
"Che cosa dobbiamo pensare di una persona che guadagna 52.000 € netti al mese e poi va al supermercato a fare acquisti per 80.000 euro a spese del partito?" si chiede Pietro Senaldi del quotidiano Libero parlando di Franco Fiorito, ex capogruppo del Popolo della Libertà, presso il Consiglio Regionale del Lazio. "Pare che non ci sia alcun limite", afferma Senaldi.

"Batman" percepiva 52.000 € al meseFiorito grazie a tutta una serie d’incarichi, anche di poco conto, fondi e sovvenzioni, è riuscito ad accumulare uno stipendio di 52.000 euro netti al mese, che di per sé è già uno scandalo, anche se apparentemente legalizzato. E solo perché Fiorito non ne poteva ricevere proprio più, che adesso si è dimesso da capogruppo del partito ed è diventato un caso da pubblico ministero: pare che abbia acquistato a spese del proprio partito case e automobili. Ma il politico dalla grossa stazza, a Roma conosciuto da tutti con il soprannome di "Batman", non ha paura della prigione.
"Non ho mai preso neanche una lira del partito", dice Fiorito. "Ho amministrato correttamente i fondi a me affidati, l’ho già dimostrato agli inquirenti, e non ho altro da aggiungere. Forse qualcuno ha commesso qualche sciocchezza, ma io no di certo".
Nel corso dell'inchiesta è emerso che a ogni consigliere del PdL venivano messi a disposizione 100.000 euro - "per curare il rapporto tra elettori ed eletti". In questo contesto sono saltate fuori ricevute per champagne e borse di Gucci e più della metà della spesa è stata documentata con false fatture.


Il Presidente si dice all’oscuro di tuttoLa presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che dovrebbe essere stata a conoscenza del sistema, si dice all’oscuro di tutto e ieri ha invitato i consiglieri regionali ad un azzeramento ". Se non prendiamo delle drastiche decisioni, il malumore nei confronti della politica comporterà l'impossibilità per noi di continuare a rappresentare i nostri elettori", ha detto Polverini in Consiglio. "Invito quindi a una profonda riflessione su ciò che diremo nei prossimi giorni e su ciò che stiamo facendo."
In ogni caso: il parlamento regionale ha deciso di dimezzare le commissioni. Ciò significa meno gettoni di presenza e meno indennità per il presidente. Ma il problema di fondo non cambia, dice Senaldi: i partiti italiani sono sommersi da una vera e propria pioggia di denaro pubblico.
"200 milioni di euro l'anno e senza alcuna documentazione!" Il giornalista è sconcertato. "E 'chiaro che poi uno va al ristorante con l’amica. Ci sono fondi versati a persone che non hanno alcun compito; e li devi spendere, altrimenti non arriva più nulla."
Le Regioni italiane corrispondono ai Länder tedeschi, ma hanno molte meno competenze. I consiglieri regionali e i deputati [italiani], oltre ai fondi a copertura delle spese per lo champagne e i festini del partito, percepiscono stipendi da fare invidia alla cancelliera tedesca. Forse Angela Merkel si ricorderà di tutto ciò quando dovrà decidere la prossima volta, in materia di aiuti per i paesi indebitati nella zona Euro.


24 settembre, 2012

Berlusconi vuole monopolizzare l’opinione pubblica

Berlusconi will das
Meinungsmonopol

di Katharina Kort
Pubblicato in Germania il 16 settembre
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero

Mediaset, di proprietà di Berlusconi vuole comprare l’ultima emittente televisiva politicamente indipendente in Italia. I dipendenti protestano e l’indignazione è alta.


In Italia, Silvio Berlusconi crea nuovo fermento. Questa volta non si tratta di scandali a sfondo sessuale o di un ritorno politico, ma della sua società televisiva Mediaset, che vuole espandere il proprio potere. Com’è stato annunciato durante il fine settimana, la Fininvest, holding della famiglia Berlusconi che controlla una serie di canali televisivi, sta programmando un’offerta pubblica di acquisto per le attività televisive di Telecom Italia.
In tal modo Mediaset potrebbe inglobare l’unica emittente televisiva politicamente indipendente, La7. Finora in Italia le principali emittenti pubbliche sono, assieme alla Rai, o nelle mani dello Stato o di proprietà di Mediaset. Fa da contraltare il mercato satellitare dominato da Rupert Murdoch con Sky. Solo La7 e MTV appartengono a Telecom Italia. Ma l’amministratore delegato Franco Bernabè ha intenzione di fare cassa, mettendo in vendita il settore televisivo di Telecom Italia, a cui tra l’altro, oltre a La7 e MTV, appartengono alcuni cinema multisala.


Il valore dell’emittente, già indebitata per 200 milioni di euro, è stimato tra 450 e 500 milioni di euro. Le parti interessate potranno presentare le proprie offerte entro il 24 Settembre.
Tra i potenziali acquirenti c’è anche il gestore di telefonia mobile 3 Italia, che fa parte della multinazionale cinese Hutchison Whampoa. Gli osservatori ritengono possibile anche un’alleanza tra 3 Italia e Mediaset. Altre parti interessate potrebbero essere Clessidra e altre finanziarie a carattere privato.
La7 negli ultimi anni è riuscita a guadagnarsi una significativa fetta di mercato. Con più del quattro per cento di share, l’emittente televisiva resta purtroppo una protagonista minore, mentre la tendenza è in crescita. Lo stesso vale per la quota d’incassi pubblicitari, che attualmente si attesta sul tre per cento.
L’emittente annovera tra i suoi moderatori una serie di grandi nomi provenienti dalla Rai e da Mediaset, tra cui Lilli Gruber ed Enrico Mentana, che sono a favore soprattutto per l’indipendenza della piccola emittente, in cui né l’attuale governo né Silvio Berlusconi possono interferire. Mentana ha già annunciato le sue dimissioni, se Berlusconi dovesse prendere il controllo. Anche altri colleghi chiedono l’intervento del garante per la concorrenza, allo scopo di impedire l’ingresso dell’ex primo ministro e potente imprenditore dei media.


23 luglio, 2012

Berlusconi: intervista di Das Bild

„Wir wollen kein deutscheres Europa“

Non vogliamo un’Europa tedesca”


L’ex Presidente del Consiglio italiano progetta il suo ritorno [in prima linea] in politica

di ALBERT LINK

Traduzione di Claudia Marruccelli

BILD: Signor Berlusconi, a sei mesi dalle sue dimissioni, le faccio subito una semplice domanda di carattere personale: Come sta?


BERLUSCONI: Bene e male. “Bene” perchè sono un inguaribile ottimista, “male” perché sono preoccupato per l’Europa e per il mio paese. L’Europa è ancora ben lontana da una unione politica, da una comune politica estera e della difesa. E’ vero che abbiamo una moneta unica, ma non esiste ancora una Banca centrale che disponga delle competenze e degli strumenti di tutte le altre banche centrali.


E’ vero che ha intenzione di ricandidarsi come primo ministro?


Me lo hanno chiesto spesso e con molta insistenza. Posso solo aggiungere che non lascerei mai il mio partito “Il Popolo della Libertà” nei guai. Inoltre presto ritorneremo alla vecchia denominazione del partito “Forza Italia”.


In altre parole, non non riesce a restare lontano dal potere?


Non sono ancora KO, ne’ ho ceduto alcun potere, dato che in Italia il Presidente del Consiglio non ne ha affatto. Secondo la Costituzione non può neanche sostituire un ministro. Avevo potere quando nel 1994 mi dedicavo solo alla televisione. Purtroppo oggi in Italia è difficile governare: il capo del governo non può emanare decreti che abbiano effetto immediato. Per passare dal progetto di legge alla votazione da noi ci vogliono in media da 500 a 600 giorni, abbiamo un regolamento istituzionale ormai superato.



Questa ingovernabilità non dipende per caso dai piccoli partiti all’opposizione, con cui ultimamente si è trovato a governare?


Questo è un’altro guaio: la verità è che gli italiani votano “male”. Alle ultime elezioni avevamo ottenuto il 37.8 per cento e non abbiamo avuto bisogno di coinvolgere partiti minori nella coalizione. Purtroppo nessuno di questi partitucoli ha a cuore il paese e il bene comune, ma sempre e solo le piccole ambizioni politiche dei loro piccoli leader.


Cosa fa Mario Monti meglio di lei?


La sua forza consiste nel più ampio sostegno politico che un premier abbia mai avuto. Questo è il motivo fondamentale che mi ha spinto a abbandonare il campo: avevo intenzione di portare a termine delle riforme, anche di carattere costituzionale.


L’Italia affonda nella crisi, che lei ha tardato a riconoscere. La disoccupazione è al suo culmine, si parla di “decine di anni perduti”…


Sono stato il primo leader occidentale a riconoscere il pericolo della crisi economica e ad avviare le riforme. Il mio governo ha fatto molto per i giovani imprenditori e, in campo scolastico e universitario ha avviato riforme davvero coraggiose. Se siamo riusciti di nuovo a tenere sotto controllo il bilancio statale è per buona parte grazie al mio governo.


Lei fa fatica a pronunciare la parola “crisi” proprio come allora. Perchè?


Perchè in questa crisi c’è molta “predestinazione”, cioè il fattore psicologico, che è in primo luogo il fattore scatenante di questa crisi. Secondo me un governo ha il compito di diffondere ottimismo e fiducia.




I rapporti tra Roma e Berlino sembrano piuttosto gelidi. La cancelliera Merkel potrebbe essere definita la “bestia nera” dell’Italia?


Senza dubbio. Noi non siamo d’accordo soltanto sull’eccessivo rigore della politica di risparmio, poichè pensiamo che ponga un freno allo sviluppo. Noi auspichiamo una Germania europea e non un’Europa “tedesca.


Si spieghi meglio:


In questo periodo si avverte una certa egemonia tedesca in Europa, perci òin questo momento ci auguriamo da Berlino una politica europea lungimirante, solidale ed aperta. Le faccio un esempio: quando si è trattato dela carica di presidente del consiglio europeo abbiamo proposto Tony Blair. Con lui gli Stati Uniti avrebbero saputo finalmente, a chi rivolgersi, se c’era da discutere sulla posizione dell’Europa. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy però hanno deciso in maniera diversa. Con il chiaro intento di mantenere nelle proprie mani la politica europea.


I suoi rapporti con la cancelliera danno l’impresione di essere logorati.


Tutt’altro: sono molto cordiali. Io la apprezzo per la sua franchezza, la sua serietà, la sua competenza e la sua dedizione. E non dimentico che insieme a me ha visitato le zone terremotate dell’Abruzzo. Entrambi facciamo parte della grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il partito popolare europeo.

(Berlusconi ha preparato per il giornalista di Bild una serie di foto, che lo mostrano in atteggiamento cordiale con la Merkel negli anni scorsi, Tuttavia già da mesi tra i due è sceso un gelido silenzio)



Nella politica monetaria ci sono profonde fratture. Si è parlato della sua proposta di “stampare nuova moneta”


Non ho parlato mai in termini così grossolani, anche se con l’euro il bilancio economico tedesco è migliorato, mentre quello italiano è peggiorato. Nonostante ciò un ritorno alla vecchia lira mi sembra improbabile. Significherebbe il fallimento totale dei vecchi piani per un Europa unita, cosa che nessuno certamente vuole .


I media italiani dopo il recente vertice di Bruxelles hanno offerto l’impressione di una seconda vittoria italiana dopo quella sui prati di calcio. Ha festeggiato anche lei?


Non c’è alcuna vittoria sulla Germania. Da questo punto di vista ne’ io ne’ il presidente Monti la consideramo una vittoria. Sarà una vittoria di tutti se riusciremo a superare la crisi e rendere finalmente l’Europa più salda, unita e solidale.




Lei ha raggiunto una grande popolarità recentemente soprattutto per i suoi festini. Si metta una mano sul cuore: all’età di 75 anni che cosa le hanno fruttato?


Piuttosto mi chieda come ha fatto una faccenda totalmente privata a diventare un affare di stato. Si è trattato di una mostruosa campagna diffamatoria architettata dalla frangia di sinistra della giustizia italiana. Si sono accaniti persino contro le ragazze, accusate di prostituzione, anche se hanno solo ballato come in qualsiasi discoteca del mondo. Ogni accusa andrà in fumo come negli altri processi istruiti nei miei confronti. Sono stati più di 50 e ho dovuto sborsare più di 428 milioni di euro tra avvocati e spese legali. Credo che nessun altro tranne me avrebbe resistito a così tanti attacchi.


Assolutamente nessuna traccia di amarezza nel bilancio della sua attività politica?

Con il mio ingresso in politica 18 anni fa ho salvato l’Italia dal comunismo. Questa è la verità storica di cui sono fiero. Aggiungo che sono stato l’unico leader europeo ad aver mantenuto ottimi rapporti sia con la Russia che con gli Stati Uniti, la cui amicizia è stata sempre al servizio della pace e della sicurezza del mondo.


I suoi legami con il presidente russo Wladimir Putin sembrano ancora molto saldi, non potrebbe sfruttarli per porre fine alla guerra civile in Siria con l’aiuto dell’intervento sovietico?


La situazione in Siria è molto complessa, ma non disperata. Ho in programma nei prossimi giorni un incontro privato con Putin e ne parleremo. Mi considera un po’ il suo fratello maggiore. Parliamo di tutto.