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04 dicembre, 2012

Pier Luigi Bersani: un ex comunista allunga le mani verso il potere

Pier Luigi Bersani. Ein Ex-Kommunist greift nach der Macht


Pubblicato in Germania il 3 dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli


Pier Luigi Bersani è un veterano della politica e presto potrebbe diventare il nuovo premier italiano: ha vinto le primarie del centro sinistra e ha esperienza. La sinistra italiana ha il vento in poppa.
Uomo di sinistra pragmatico e con competenze economiche, esperto nelle lotte romane di potere, il 61enne Bersani, capo del PD, partito di centro sinistra, si è imposto in maniera sorprendentemente evidente alle primarie per la scelta del candidato all’incarico di primo ministro italiano. Il paese che sprofonda nella recessione, nella prossima primavera dovrà rinnovare i membri del proprio parlamento, che nel frattempo è governato da Mario Monti un premier senza partito.
Bersani tenterà, dopo i precedenti premier di sinistra tra cui Romano Prodi, di ritornare a Palazzo Chigi a Roma. Pur avendone tutte le possibilità, tuttavia la complessiva situazione politica italiana con Monti, un tecnocrate non eletto dal popolo, è ancora piuttosto confusa. In ogni caso il paese è di fronte a un avvincente duello elettorale, a cui potrà partecipare ancora una volta anche Silvio Berlusconi, già dimissionario nel novembre 2011.
Pier Luigi Bersani che fa parte dei vertici politici di sinistra, è un uomo “normale”, con i piedi per terra, dai toni un po’ paternalistici. Nato a Bettola in provincia di Piacenza in Emilia-Romagna, si fa vedere spesso con un grosso toscano in bocca, uno dei suoi segni distintivi e che gli conferisce un certo tono da statista.
Il segretario del SPD Sigmar Gabriel per esempio, stima i suoi colleghi che hanno studiato i filosofi provenienti da ambienti modesti. Riuscirà Bersani, un ex membro del partito comunista italiano a essere eletto primo ministro italiano?



Non c’è ricambio generazionale
IHa iniziato come presidente di una Regione del nord Italia, è diventato un faro di speranza per la sinistra, in un paese fortemente influenzato da Silvio Berlusconi. Tra il 1996 e il 2008 nel corso di tre governi di centro sinistra, Bersani ha raccolto allori rivestendo gli incarichi di Ministro per l’industria e i trasporti e quello di Ministro per lo sviluppo economico, ma soprattutto in qualità di riformatore e liberalizzatore. Dall’ottobre 2009 è alla guida del PD, partito fondato cinque anni fa e al cui timone si sono succeduti prima Walter Veltroni e poi Dario Franceschini.
Bersani si è imposto in maniera significativa sul giovanissimo sfidante Matteo Renzi alle primarie, che tra l’altro sono state un successo per l’alta partecipazione. Quindi niente ricambio generazionale. Nel confronto televisivo il sindaco fiorentino ha fatto sicuramente una figura migliore, presentandosi come un modernizzatore libero da ideologie. Bersani aveva puntato a una presenza pacata, tipica del politico con esperienza.
Ha intenzione di operare in maniera efficace e non è preoccupato di vincere le elezioni, intanto nel frattempo racconta “favole” agli italiani.
La coalizione di centro sinistra, formata da una schiera di piccoli partiti e movimenti politici, negli ultimi dodici mesi è ritornata a fiorire. Secondo i sondaggi il PD è in testa su tutti, ben distaccato da un Pdl, il partito di centro destra di Berlusconi, lacerato al suo interno e un tempo forte.



Bersani: “Il difficile inizia ora”
Monti incaricato dal Presidente Giorgio Napolitano ha irreversibilmente restituito all’Italia credibilità all’estero, Bersani così aveva risposto in un’intervista alle agenzie di stampa: ma un governo guidato da un rappresentante del suo partito potrà creare “più equità, più diritti e più posti di lavoro”. In caso contrario il paese rimane in crisi.
Misure per la crescita economica dopo le dure manovre finanziarie di Monti, lotta all’evasione fiscale e una politica fiscale mirata a creare più occupazione, posti di lavoro per i giovani, questi sono gli obiettivi di un Bersani filoeuropeo. E’ probabile che si farà conoscere presto all’estero, visto che nei suoi programmi sono previste visite a Parigi, Londra e Berlino.
“Il difficile inizia ora”, ha detto Bersani dopo la vittoria elettorale. Deve risaldare le alleanze, allargarle il più possibile e fare i conti con una grande incognita: Mario Monti, visto che non è del tutto chiaro, se dopo le elezioni politiche a Palazzo Chigi ci sarà ancora una maggioranza favorevole al ritorno del Riformatore.
Bersani appoggia l’ex commissario europeo Monti al governo, ma non è favorevole ad un suo secondo mandato. Ma Monti parla di essere pronto ad un compito ben più alto, dato che l’anno prossimo nel “Bel Paese” dopo le elezioni parlamentari, si andrà alla ricerca anche di un successore per il presidente della repubblica Napolitano.

Primarie italiane a Berlino. Al di là di Berlusconia

di Fabio Ghelli
Pubblicato in Germania il 2 dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Il Partito Democratico chiama alle urne i cittadini italiani nel mondo per scegliere il candidato premier alle prossime elezioni parlamentari. Visita a un seggio elettorale per vedere come votano gli italiani residenti a Berlino.
Pizza o pasta? Il più delle volte è un vero dilemma scegliere. Ma, nel caso in cui si sia chiamati a decidere chi tra due italiani sarà il potenziale capo di governo, la faccenda si complica. Certamente nel menu del ristorante “A Muntagnola” di Schöneberg non sono elencati i nomi dei due candidati. Tuttavia gli italiani che in questi giorni si trovano a Berlino, possono, oggi due dicembre, ordinare oltre a una pizza capricciosa anche una nuova guida politica nella coalizione di centro sinistra.
Il Partito Democratico chiama i cittadini residenti all’estero alle urne delle primarie, per decidere il candidato ufficiale alle prossime elezioni parlamentari.
„Per noi è come se molti italiani partecipassero a questo democratico processo decisionale”, dice la deputata del PD Laura Garavini. Così nelle città in cui vivono molti italiani, sorgono improvvisati seggi elettorali.
Da questa decisione potrebbe dipendere il futuro politico dell’Italia. Secondo i sondaggi il PD con circa il 30 percento dei consensi, è la principale forza politica del paese. Solo due dei 5 candidati in corsa il 25 ottobre, sono riusciti ad arrivare al ballottaggio di domenica: il leader del partito Pierluigi Bersani e il giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi. I due rappresentano due diversi modelli politici. Il 61enne segretario di partito, che ha iniziato la sua carriera militando nel Partito Comunista, è sinonimo di esperienza e continuità politica. Più giovane di 24 anni, Renzi, di cui Silvio Berlusconi una volta si rammaricò non facesse parte del suo partito, è il portavoce di coloro che aspirano ad un cambiamento democratico liberale. Alla fine è stato Bersani ad imporsi con largo margine.

Ci si sarebbe potuto aspettare, che le giovani generazioni avessero un debole per il sindaco. Ma stando ai primi risultati, qui a Berlino non è andata così. Più della metà dei circa 170 elettori, che sono venuti al ristorante ‘A Muntagnola al primo turno, sono più giovani di Renzi, ma sono solo 19 quelli che hanno votato per lui.
Secondo i dati dell’ambasciata il numero degli italiani residenti a Berlino è aumentato di circa il 20 per cento negli ultimi due anni. Molti di loro sono giovani con tanto di laurea e specializzazioni, alla ricerca di una via d’uscita alla disoccupazione.
Irene Orrico, 26 anni, è arrivata qui tre anni fa per studiare linguistica. “Dopo tutti questi anni sotto Berlusconi, semplicemente non riuscivo più a identificarmi nel mio paese” dice. A Berlino è riuscita a realizzare il suo sogno di libertà e stabilità e ora spera che lo stesso avvenga per l’Italia. Secondo lei la politica di Renzi, orientata sull’economia di mercato, è un errore. Anche Lilia Bevilacqua, l’ex giornalista settantenne della WDR, si è espressa a favore di Bersani. “Rappresenta la stabilità” dice “e l’Italia ne ha davvero bisogno in questo momento”. Vive da oltre trent’anni a Berlino, ma non ha mai perso di vista la situazione politica del suo paese d’origine. Ha sempre cercato di spiegare ai suoi amici qui in Germania che l’Italia non è Berlusconia. “Lo stile del governo Berlusconi ha rafforzato in molti tedeschi i pregiudizi nei confronti dell’Italia. E’ triste”, conclude.

Quelli che come la Bevilacqua vivono da tempo a Berlino, si conoscono già da numerosi anni. Nel ristorante A’ Muntagnola, regna l’atmosfera di una riunione tra vecchi amici. Ci si abbraccia con affetto e calore. Il proprietario del ristorante Pino Bianco accoglie tutti con un sorriso. Da più di venti anni il suo locale è un punto d’incontro per la comunità italiana. Lui è uno dei pochi che ha votato per Renzi. La sua decisione è maturata solo negli ultimi giorni. Ha apprezzato il modo in cui Bersani ha accusato l’avversario di attirare irregolarmente gli elettori indecisi. “Ho militato a lungo nel partito comunista italiano”, dice “in tempi passati abbiamo già assistito a simili rimproveri. Per rimettersi in piedi, l’Italia deve liberarsi da queste linee di pensiero e ricominciare daccapo”.

24 ottobre, 2012

Chi ha paura di Matteo Renzi?

Wer hat Angst vor Matteo Renzi?

di Constanze Reuscher
Pubblicato in Germania il 7 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli
Il 37enne sindaco è la nuova pop star della politica italiana, in giro per il paese a bordo di un camper con l’obiettivo di spazzare via la vecchia guardia - anche all’interno del suo stesso partito. I suoi fan lo amano per questo, i suoi avversari lo temono.

Matteo Renzi nel teatro di Mantova
Unico addobbo sul palco del piccolo teatro barocco di Mantova, sono sei lettere di polistirolo azzurro intenso, appoggiate sul palcoscenico che riproducono la parola "Adesso!". Davanti il 37enne Matteo Renzi, la pop star politica italiana, microfono appoggiato sul mento come Robbie Williams. Vestito proprio come Obama, jeans, camicia senza cravatta, le maniche arrotolate. Parla con scioltezza, a volte sorride, ma mai troppo. Le sue parole sono accompagnate da video clip: Obama a Ground Zero, Will Smith in "La ricerca della felicità", la scenetta di un comico TV: "Faccio una nuova Italia con i Lego!" Provoca un misto di emozioni e risatine. Poi Renzi si fa serio: "In ogni parte del mondo a 37 anni se sei già sposato, padre di tre figli, hai un lavoro, sei considerato un adulto normale. Qui, in Italia, sei solo un bamboccione”. E’ così che gli spettatori diventano fan e forse, come spera Renzi, presto suoi elettori. Il giovane politico, che fa parte del principale partito della sinistra liberale italiana, il PD (Partito Democratico) è sindaco di Firenze da tre anni, in precedenza è stato presidente della Giunta Provinciale per cinque anni. Ora Renzi vuole governare l'Italia e spazzare via la vecchia classe politica. Nella primavera del 2013, ci saranno le elezioni legislativei. Prima ancora però deve vincere le primarie del suo partito che si terranno nel mese di novembre, e il suo avversario non proprio è uno da poco, visto che è il 61enne segretario del partito Pierluigi Bersani. Ecco perché Renzi è in giro per l'Italia.


Tutti i loggioni del teatro di Mantova sono pieni. Sono arrivati studenti e pensionati, casalinghe, medici, operai e contadini, passanti e commercianti comuni. Il maestro Emilio, da tempo in età pensionabile, commenta: "Io non sono particolarmente d'accordo con quello che dice Renzi, ma voterò per lui, è giovane e porta una nuova ventata di fresco nella politica". Emilio è un elettore del Pdl da anni, il partito di Silvio Berlusconi. Come molti elettori, Emilio è deluso dai politici – anche la sua Regione, la Lombardia, è stata recentemente scossa ancora una volta da uno scandalo per corruzione. Una tentacolare pubblica amministrazione e una montagna di debiti paralizzano l’economia italiana. "La nostra pubblica amministrazione costa €170miliardi di euro", dice Renzi. "L’autostrada Salerno-Reggio Calabria è costata quanto la sonda americana inviata su Marte. Dove sono finiti i soldi? Vogliamo ancora continuare a farci del male? Viviamo in un paese in cui non c’è più futuro. I politici scaricano tutto dove è più facile: nel futuro, il futuro è diventato una discarica per tutti i problemi".
Renzi vuole fare piazza pulita della vecchia classe politica, aggrappata ai privilegi di potere, che non ha alcuna volontà di rinnovamento ed è la causa della cattiva amministrazione e della corruzione. Bisognerebbe "rottamarli", ha detto una volta. E questa esternazione lo ha reso famoso. "Chi per 20 anni è rimasto ancorato ad un seggio parlamentare senza affrontare i problemi del paese, non può nuovamente candidarsi" così tuona Renzi dal palco. Applausi. Ha un che di infantile, quando tira fuori dalla tasca il suo iPhone con il guscio -bianco-rosso-blu di Obama-Biden un ricordo della Convention nazionale democratica negli Stati Uniti. Il ritmo della politica americana lo affascina, dovrebbe essere un esempio per l'Italia, per riuscire a mantenere il suo paese in Europa. "L'Europa una zia vecchia e bisbetica? No: l'Europa è una sfida, un'occasione importante. E’la nostra casa comune, sono stati politici come Adenauer a crearla!". Applauso entusiasta.
L'elisir di Matteo Renzi
Di fronte al palco siede accovacciato Giorgio Gori, 51 anni, uno dei principali manager mediatici in Italia. E’ stato direttore di Canale5, quello di Berlusconi, poi uno dei più grandi produttori televisivi in Italia. Ora si occupa di comunicazione per Renzi, per entusiasmo, come dice lui. "Matteo sa come coniugare le esigenze dei cittadini con una sana politica di riforma. E’ carismatico, comunica facilmente con la gente". Sul palco Renzi continua il suo assalto: "Qua non si tratta di chi è il più educato, non siamo il partito dei simpatici." Gli oppositori sfottono, dicono che Gori e Renzi hanno un filo diretto - l'iPhone, con cui ambedue sono costantemente collegati. Matteo sa usare magistralmente la lingua dei media moderni, dice Gori, e sul palco Renzi cita tempestivamente il Trattato per la libertà di informazione, secondo il modello statunitense: tutte le informazioni dalla linea del governo devono essere trasparenti, immediatamente accessibili/online. Quando dopo circa un'ora sulla porta del teatro lancia un "Adesso basta chiacchiere!", tutti vorrebbero un bis, proprio come successe 300 anni fa, quando si esibì qui il giovane Wolfgang Amadeus Mozart.
Renzi è l'enfant terrible della politica italiana. "Chi ha paura di Matteo Renzi," ha chiesto recentemente ad un ospite di primo piano un altrettanto noto conduttore televisivo durate un talk show. Così Renzi con un piccolo camper su cui spicca a caratteri cubitali la parola “Adesso”, scritta con un azzurro intenso, e in rosso acceso "Matteo Renzi", i colori del Partito Democratico americano, non quello italiano, ha già percorso 3500 km attraversando 19 province italiane, riempiendo ovunque teatri e piazze. "All'inizio non bastavano le sedie, non ci aspettavamo questo successo", spiega Veronique Orofino dalla squadra di Renzi. Non sono venuti solo i sostenitori del partito, ma anche gli elettori dalla destra. A Varese, roccaforte della Lega Nord, la sala era gremita. Proprio un bel grattacapo per il leader del PD Bersani, a cui Renzi ora fa concorrenza sul serio in qualità di candidato di punta. Il guru dei sondaggisti, Nicola Piepoli vede già in vantaggio il sindaco fiorentino. Il collega siciliano di partito di Renzi, Davide Faraone lo definisce uno tsunami che travolge gli alti vertici del partito. Questo secca moltissimo a Massimo D'Alema, 64 anni che ha minacciato i suoi compagni: "Se vince Renzi, il partito è finito"


L'Iphone di Matteo Renzi
Anche D'Alema è nel mirino di Renzi. Da un quarto di secolo, siede in Parlamento, è stato due volte Primo Ministro oltre che Ministro degli Esteri, segretario dei Giovani Comunisti, Segretario e Presidente di Sinistra Democratica e PD, è un abile tattico. Il politologo Galli della Loggia nel "Corriere della Sera" domenica ha condannato violentemente "gli alti vertici del partito che non perdono occasione per definire una possibile vittoria di Renzi come l'invasione degli Unni, e come un disastro. La loro arma di sempre: delegittimare il nemico".
Secondo i sondaggi, il PD è la più forte forza politica, nonostante o forse grazie a Renzi. La Lega s’indebolisce al nord dopo le dimissioni di Umberto Bossi. Il movimento di protesta "5 stelle"del comico Beppe Grillo, non rappresenta alcuna valida alternativa al governo. I partiti di centro-sinistra, come l’IDV (Italia dei Valori) e SEL (Sinistra e Libertà), sono ai ferri corti. L'Udc di centro è indeciso. La destra del PDL (Casa delle Libertà) si sta sfasciando dopo diversi scandali per corruzione, e anche a Padron Berlusconi, non viene in mente niente di meglio che considerare il pericolo Renzi come uno con “le nostre idee”. Anche il segretario della Lega Roberto Maroni manifesta simpatia per Renzi: "Mi piace, è importante per il rinnovamento della sinistra." Questo offre agli oppositori dello stesso partito di Renzi nuovi spazi per un attacco.

Il mezzo di trasporto ecologico di Matteo Renzi
"Salve, sono Matteo." Renzi entra per ultimo, chiude la porta del camper, si lascia cadere su una panchina, si rialza e fruga in un armadietto, torna con un’acqua minerale e una barretta di Kinder ai cereali. "Il mio elisir di lunga vita." All’interno del camper di Renzi: un fotografo e la portavoce, al volante un amico, seduto accanto Roberto Reggi organizzatore della campagna elettorale. "L'era Berlusconi è superata, vinceremo. Che male c’è se anche gli elettori di Berlusconi delusi vengono ai miei comizi?". Dice Renzi. "Rifiuto decisamente che la sinistra italiana resti arginata entro confini ideologici legati al passato. Anche la dirigenza del PD è molto conservatrice, anche se siamo un partito democratico. Abbiamo bisogno di ridefinire i valori del partito e del paese".
Renzi si interrompe, comunica urlando a Reggi l’argomento del prossimo comizio: "Voglio parlare di riforme!" Poi continua a parlare: "Tony Blair e Gerhard Schröder, l’Agenda 2010, ma anche i programmi comunitari, i modelli da seguire. La cosa più importante: Agire! Realizzare obiettivi politici, non rimandare sempre tutto! Solo così possiamo ottenere anche nuova credibilità in Europa. "Diminuzione della burocrazia e del debito, riduzione delle tasse questo è in cima alla lista. "Abbiamo bisogno di dare una pinta alla crescita, utilizzando anche i fondi europei, solo se sono usati correttamente. Dobbiamo concentrarci sui punti di forza in Italia ... la cultura, il turismo, l'ambiente. Occorre attuare la riforma del diritto del lavoro, vecchio di 40 anni. Portare avanti la tutela dei lavoratori è un grosso problema, vale solo per quei pochi, che hanno un lavoro sicuro. "Non c'è da stupirsi che i compagni siano terrorizzati. "Perché?", chiede Renzi. "Bersani fa politica sindacale, ma il partito deve perseguire obiettivi politici."


Il "Vecchio" e il Giovane del PD
Durante questo viaggio di fine estate, attraverso la Pianura Padana di fine estate, da Mantova a Cremona, obiettivo del prossimo comizio elettorale, alcuni motociclisti suonano il clacson e sorpassano. "Succede spesso." Renzi non riesce a nascondere il suo orgoglio. Durante una sosta in una stazione di servizio gli ospiti salutano. Disponibilità verso le esigenze dei cittadini, questo piace al sindaco. "Ogni sera scrivo un diario. Quello mi dice che la gente, influenzerà il nostro programma." Renzi poi si paga il caffè proprio come se fosse il padrone di casa. "Ho eliminato tutte le auto aziendali. Il consiglio provinciale della città di Firenze ha solo due veicoli di servizio, entrambi frutto di donazioni, auto elettriche."
Renzi ama le decisioni veloci. "Sono riuscito ad un solo mese dal mio ingresso come sindaco a trasformate parte del centro storico in zona pedonale, dopo più di 40 anni di discussioni." Egli è riuscito a garantire un’urbanizzazione cittadina in cambio della creazione di ampi spazi verdi. «Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli, condomini o spazi verdi?" Ha ridotto la spesa pubblica, ma anche le tasse.
"Allo stesso tempo, aumentando la spesa per la cultura, il turismo è cresciuto di quasi il dodici per cento nonostante la crisi. Crisi come opportunità, forse abbiamo bisogno di riflettere”. Questo probabilmente è anche il motivo del suo successo personale: "La grave crisi in Italia ha messo in allarme i cittadini. Quindi forse vogliono finalmente nuovi politici." Solo quando si parla dei problemi pratici dell’Italia il giovane candidato si trova in difficoltà. Il grande problema del sud sotto-sviluppato, preda della mafia, lo risolve facilmente con una richiesta di cambiamento culturale. Ma che cosa può fermare Renzi? Mario Monti, ad esempio Inaspettatamente, il Primo Ministro ha dichiarato, che potrebbe essere necessario ritornare al governo una seconda volta. Si potrebbe formare una grande coalizione, portando con sé molte forze politiche ed economiche. Davide contro Golia? Renzi non si spaventa: "Se vinco le primarie, allora posso governare anche l'Italia!"

Il camper di Matteo Renzi in tour per l'Italia





16 ottobre, 2012

L'addio infinito di Silvio Berlusconi

Der endlose Abschied des Silvio Berlusconi

di Jörg Bremer
Pubblicato in Germania il 9 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero
L'ex primo ministro italiano ha nuovamente annunciato il suo ritiro. Pensa di fare sul serio stavolta?

l'ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha annunciato ancora una volta, forse, il ritiro della propria candidatura alla presidenza del suo partito "Popolo della Libertà" (PdL). Inizialmente, il segretario generale del partito di Berlusconi, l'ex ministro della Giustizia Angelino Alfano, aveva solo accennato alla notizia. Per evitare la formazione di una coalizione "di sinistra" e per aprire la strada ad "una coalizione di centro destra”, Berlusconi potrebbe decidere nel 2013 di rinunciare alla sua candidatura, ha detto in un incontro con il capo del’UDC Pier Ferdinando Casini. Questi ha reagito senza particolare entusiasmo: Berlusconi ha già annunciato le sue dimissioni in diverse occasioni. Conosciamo i suoi tira e molla. Il "Popolo della Libertà" è allo sfascio.
Finora, era sembrato che Alfano, il giovane, segretario generale, nato nel 1970, avesse voluto sfruttare così l'assenza del vecchio, per la sua generazione. Da molte regioni d'Italia durante questa settimana sono giunte notizie di corruzione e appropriazione indebita, in cui è coinvolta la maggior parte dei politici sponsorizzati da Berlusconi. Il “Popolo delle Libertà” indebolito da questi scandali vorrebbe sbarazzarsi volentieri di questa eredità.
Berlusconi stesso ha voluto di persona dire la sua. Martedì scorso, l'ex primo ministro ha ribadito in un'intervista le parole di Alfano e ha detto che aveva già detto in precedenza che avrebbe rinunciato a una candidatura, se "questa fosse stata di intralcio ad un’opposizione unita contro la sinistra". Non ha detto altro, né ripetuto il giuramento di novembre 2011 di non volersi mai più ricandidare, ne’ [ha speso] una buona parola per Alfano, suo ex ministro per la giustizia, a cui aveva affidato il posto di segretario. Berlusconi non ha escluso di dare il proprio appoggio per un secondo mandato dell'attuale primo ministro Mario Monti, se nonostante tutti i tentativi del suo partito non si giungesse a una maggioranza per un governo stabile. Forse Berlusconi non vuole candidarsi, ma certo vuole rimanere nella mischia.


Il novellino Renzi sta diventando una starPer il momento Berlusconi ha solo provocato Casini con il suo vago annuncio di ritiro. L'Udc ha intenzione, insieme al gruppo del presidente della Camera Gianfranco Fini e ad un famoso imprenditore indipendente di formare una "lista civica" di centro, a sostegno di un secondo mandato di Monti. A ciò si aggiunge la proposta di Casini di un'alleanza elettorale con il Partito Democratico (PD) di Pier Luigi Bersani. In tal modo il "Popolo della Libertà" verrebbe messo in minoranza.
Ma Bersani e il suo partito, attualmente la forza politica più potente del paese, secondo i sondaggi, rende le cose difficili a Casini: Bersani non vuole affidare la partnership al presidente della regione Puglia Nichi Vendola con il piccolo gruppo dei socialisti e SEL (Sinistra Ecologia Libertà). Vendola è contrario alla continuazione del governo Monti. Anche il Partito Democratico non rende le cose facili a Casini, perché deve ancora chiarire chi guiderà il partito nella campagna elettorale. Con Bersani Casini avrebbe problemi causa del suo orientamento a sinistra.
Se, tuttavia, l’ala democristiana del sindaco di Firenze, Matteo Renzi dovesse vincere nel mese di novembre le primarie del PD, non ci sarebbe alcuna controversia tra fazioni - ma per Casini non sarebbe molto divertente: il nuovo arrivato Renzi, sta svolgendo con successo il suo tour elettorale, girando l’Italia in camper, e per l’affermato ex Presidente della Camera Casini arrivare secondo in questa alleanza, sarebbe uno smacco.