07 novembre, 2012

Per amore di se stesso


Di Tobias Piller
Pubblicato in Germania il 28 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Conferenza Stampa drammatica di Berlusconi

Prima il silenzio, poi annuncia la sua candidatura a premier, poi ancora una “definitiva” uscita dalla politica e poi nuovi incitamenti alla battaglia: con la sua rotta a zig zag, Silvio Berlusconi si gioca le ultime briciole di credibilità.
Silvio Berlusconi sputa veleno il giorno dopo la sentenza a suo sfavore. Sabato scorso l'ex presidente del consiglio italiano ha dichiarato che nel corso dei prossimi giorni il suo partito deciderà se continuare ad appoggiare il governo del suo successore Mario Monti. Secondo Berlusconi, il professore di economia, aumentando l’imposizione fiscale finalizzata al pareggio di bilancio, non solo avrebbe condotto l’economia del paese in una spirale verso il basso, ma avrebbe anche addossato al suo predecessore, le responsabilità della crisi di fiducia [dei mercati] e della recessione italiana.
Berlusconi al contrario vede nella Germania il vero colpevole: gli elevati tassi di interesse dei titoli di Stato italiani, tradotti in "spread", sono, a suo avviso, "il frutto dell’egemonia egoistica della Germania, che ha costretto i leader europei a prendere decisioni che io non ho mai condiviso", ha detto Berlusconi sabato a Villa Gernetto nella sala stampa del suo partito, a Lesmo, vicino Monza. I dati che riguardano l’Italia erano errati, ma lui si era opposto, quindi "la Germania e la Francia, sua vassalla, avevano posto in atto un attacco alla mia reputazione". Le banche in Germania hanno ricevuto l'"ordine" di vendere titoli di Stato italiani, questa è la teoria di Berlusconi, per cui l'Italia alla fine è finita nei piani di salvataggio dei mercati finanziari.

Formigoni in vacanza ... premio

Riforma ad personam
L’eccezionalità di una conferenza stampa di Berlusconi e il volto scuro mostrato dall'ex primo ministro, mette completamente in secondo piano, il fatto che che in realtà è stato anche presentato un programma in cinque punti, con una serie di richieste dal tono particolarmente populista. Berlusconi vuole meno tasse. In particolare vuole liberare i piccoli proprietari di casa dall’ICI - una promessa con la quale Berlusconi aveva già vinto le elezioni, contraddetta però dal nuovo primo ministro Monti che ha aumentato drasticamente le tasse e le accise sui carburanti per sanare le casse dello stato.
Se Berlusconi pretende di tagliare sperperi e spesa pubblica, agli italiani però suona proprio strano, visto che recentemente un membro del suo partito, il "Popolo della Libertà" è stato accusato di appropriazione indebita di milioni di euro provenienti dai fondi del consiglio regionale del Lazio per scopi personali, o anche che il Presidente della sua regione, la Lombardia, ha accettato per anni dai suoi amici il pagamento di gite in yacht e viaggi di lusso.
Gli esattori delle imposte italiani dovrebbero smetterla con i loro "metodi violenti", dice Berlusconi - ma questi "metodi" li aveva adottati già il suo stesso ex ministro delle finanze. In verità resta in sospeso la richiesta di Berlusconi di una riforma globale del sistema giudiziario - e la sua affermazione che avrebbe continuato sulla scena politica la sua lotta contro la "dittatura dei pubblici ministeri" per una riforma della giustizia.

Mediaset trade

Desideri rimasti incompiuti
La linea d’azione personale di Berlusconi a zig-zag - fatta di mesi di silenzio, dell’annuncio della sua candidatura a premier, del presumibile ritiro definitivo annunciato qualche giorno fa ("per amore dell'Italia"), seguiti sabato scorso da un nuovo grido di battaglia – gli stanno costando l'ultimo residuo di credibilità. Massimo Franco, un analista politico del "Corriere della Sera" interpreta il comportamento dell’ultra settantenne politico come una "miscela tra desiderio di recupero del successo e impotenza" e al tempo stesso ci vede il “tentativo, di scaricare sul governo Monti frustrazioni e timori".
La sentenza del tribunale contro Berlusconi che lo condanna a quattro anni di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, ha attirato meno attenzione in Italia che all'estero. Da decenni fa parte della scena politica del paese il fatto che Berlusconi si lamenta della persecuzione da parte dei pubblici ministeri e dei giudici, o anche che la magistratura è stata politicizzata e non sempre si sarebbe dimostrata obiettiva.

Il delfino Angelino Alfano

Con notevole energia criminale
Non è la prima volta che Berlusconi viene condannato in primo grado a una pena detentiva. Negli anni Novanta era stato condannato tre volte, la pena complessiva era tra 16 e 33 mesi di reclusione. Allora si trattava di accuse di frode nei finanziamenti ai partiti, falso in bilancio e corruzione di funzionari del Fisco. I processi si sono conclusi alla fine in parte con l’assoluzione e in parte con la prescrizione dei reati. Ora i giudici di Milano si sono affrettati in particolare nel prevenire la prescrizione del processo prevista entro la fine del 2013: contrariamente a una prassi consolidata, la motivazione della sentenza non è stata emessa mesi o anni dopo il verdetto, ma lo stesso giorno del giudizio.
Berlusconi è stato anche descritto in 106 pagine come una persona con notevole energia criminale che negli anni Novanta ha evaso milioni di euro al fisco italiano. Si tratta della vicenda dell'acquisto dei diritti cinematografici da parte di Mediaset, società televisiva di Berlusconi, negli Stati Uniti, che negli anni novanta ha fatto da intermediaria nei Caraibi, consentendo il raddoppio del prezzo di acquisto e la rivendita dei diritti cinematografici in Italia. Berlusconi è accusato di essere un partner a pieno titolo nell’intermediazione e di aver contribuito al trasferimento del denaro nelle banche dei Caraibi.

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Argomentazione accesa
Ma a quanto pare l’argomentazione è vacillante. Solo con uno stratagemma si poteva risalire fino agli anni Novanta senza l'impedimento della prescrizione: Mediaset trasmette ancora i film che sono stati acquistati allora. Anche se il presidente di Mediaset è stato assolto, a Berlusconi è stata attribuita tutta la presunta organizzazione del traffico finanziario triangolare, anche se si è formalmente ritirato dalla sua azienda Mediaset, nel 1994, la quale è entrata in borsa nel 1996, e solo il quaranta per cento delle azioni appartiene alla famiglia Berlusconi.
Se si prescinde dal fatto che Berlusconi è stato assolto in terza istanza in un processo parallelo, la cui sentenza però è ancora in sospeso per un ricorso costituzionale e per cui i tempi per la prescrizione si avvicinano velocemente, di norma in Italia gli ultrasettantenni non vanno in carcere. Comunque grazie ad un’amnistia del governo Prodi nel 2006 - concessa per alleviare le carceri sovraffollate - la condanna superiore a 4 anni viene ridotta ad uno solo. Ma la privazione dei diritti civili, che sarebbe valida solo dal terzo grado, potrebbe danneggiare Berlusconi.

L'ex predidente della Regione Lazio sponsorizzata da Berlusconi

Problemi crescenti per Monti
Il clamore che circonda Berlusconi e i suoi processi (ad esempio, favoreggiamento alla prostituzione dell'allora minorenne "Ruby") può essere lasciato un po' in disparte, visto che l’amaro discorso potrebbe avere conseguenze concrete per la politica italiana: se Berlusconi non darà il suo appoggio fino ad aprile all'attuale governo Monti e se si andasse ad elezioni anticipate, molte nuove iniziative proposte dal centro non riuscirebbero ad influenzare la formazione dei partiti o dei movimenti politici. Il Partito Democratico ne trarrebbe beneficio se le trattative per una nuova legge elettorale venissero accantonate e non dessero alcun esito.
Per il primo ministro Monti i problemi aumentano. Non vuole dare l’impressione di essere troppo attaccato al suo incarico e dice che il suo governo potrebbe andarsene in qualsiasi momento. Ma avverte anche che l’Italia è sotto la minaccia del caos. In pratica, però, la conseguenza è che dopo la retorica populista di Berlusconi - e decine di migliaia di manifestanti della sinistra che hanno protestato sabato - tutti i partiti tentano di presentare nuovi emendamenti alla nuova finanziaria. Già nelle ultime settimane si è iniziato a rimuovere tutti gli elementi indesiderati dal progetto di legge per il pareggio di bilancio. Le proiezioni di bilancio per il 2013 di Monti rischiano di non avere più alcun valore.

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