27 novembre, 2012

Fai da te con tasse


Selbsttest für Steuersünder

di Regina Kerner
Pubblicato il Germania il 26 Nevembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

In Italia raggirare le imposte è uno sport nazionale. Ora, il fisco ha tirato fuori il "Redditest".


Pochi giorni fa, quando ho firmato il contratto di locazione per il mio nuovo appartamento, ho dovuto anche versare la commissione per l’intermediario immobiliare: un mese di affitto più il 21% di IVA, ben 1800 Euro. L’intermediario senza tergiversare, mi ha offerto di pagare senza IVA. In contanti, naturalmente. E senza ricevuta. Potevo risparmiare circa 300 euro, ha detto. Quello che non ha detto che lui avrebbe guadagnato 1500 euro puliti. Tralascio di specificare cosa ho deciso alla fine .
Il comportamento del sensale era certamente sintomatico. Poiché evitare di pagare le imposte, laddove possibile, è uno degli sport nazionali in Italia. Il governo di Mario Monti, ha dichiarato guerra all’evasione, che causa allo stato una perdita di 120 miliardi di euro all'anno. 2011 - per citare solo un esempio - 27 milioni d’italiani, hanno dichiarato un reddito annuale inferiore a 20.000 euro. Si è scoperto che 200.000 di loro sono proprietari anche di auto di lusso o barche.

L'ultimo metodo per costringere gli italiani produrre dichiarazioni veritiere alle autorità fiscali, è il "Redditest". Dalla scorsa settimana, è possibile scaricare il software sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Poi si può verificare in una sorta di auto-test, quante probabilità ci sono che uno sia sospettato di evasione fiscale, e che possa ricevere la visita a casa della Finanza.
Nel questionario del "Redditest" vengono inserite le spese di ordinaria amministrazione - e non solo quelle per la casa, la scuola, auto, assicurazione, visite mediche, e il cibo e bevande. Ma anche quelle per la palestra, per i prodotti cosmetici, gioielli, vacanze, cultura, elettrodomestici e anche per le barche a motore o per i cavalli. Le spese totali vengono confrontate con la dichiarazione dei redditi presentata al Tesoro. Alla fine il contribuente riceve un segnale chiaro: luce verde, se l'informazione è plausibile, di colore rosso quando qualcosa non va.
Quindi, il tutto si riduce a un volontario auto-controllo, anche indicando un nome di fantasia. Le autorità hanno lasciato intendere, in occasione della presentazione ufficiale del “redditest”, che gli ispettori del fisco saprebbero già, anche senza questi dati, dove andare a cercare.
Ora mi chiedo se anche il mio intermediario farà il "Redditest". La luce rossa dovrebbe lampeggiare forte nel suo caso.




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