04 dicembre, 2012

Pier Luigi Bersani: un ex comunista allunga le mani verso il potere

Pier Luigi Bersani. Ein Ex-Kommunist greift nach der Macht


Pubblicato in Germania il 3 dicembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli


Pier Luigi Bersani è un veterano della politica e presto potrebbe diventare il nuovo premier italiano: ha vinto le primarie del centro sinistra e ha esperienza. La sinistra italiana ha il vento in poppa.
Uomo di sinistra pragmatico e con competenze economiche, esperto nelle lotte romane di potere, il 61enne Bersani, capo del PD, partito di centro sinistra, si è imposto in maniera sorprendentemente evidente alle primarie per la scelta del candidato all’incarico di primo ministro italiano. Il paese che sprofonda nella recessione, nella prossima primavera dovrà rinnovare i membri del proprio parlamento, che nel frattempo è governato da Mario Monti un premier senza partito.
Bersani tenterà, dopo i precedenti premier di sinistra tra cui Romano Prodi, di ritornare a Palazzo Chigi a Roma. Pur avendone tutte le possibilità, tuttavia la complessiva situazione politica italiana con Monti, un tecnocrate non eletto dal popolo, è ancora piuttosto confusa. In ogni caso il paese è di fronte a un avvincente duello elettorale, a cui potrà partecipare ancora una volta anche Silvio Berlusconi, già dimissionario nel novembre 2011.
Pier Luigi Bersani che fa parte dei vertici politici di sinistra, è un uomo “normale”, con i piedi per terra, dai toni un po’ paternalistici. Nato a Bettola in provincia di Piacenza in Emilia-Romagna, si fa vedere spesso con un grosso toscano in bocca, uno dei suoi segni distintivi e che gli conferisce un certo tono da statista.
Il segretario del SPD Sigmar Gabriel per esempio, stima i suoi colleghi che hanno studiato i filosofi provenienti da ambienti modesti. Riuscirà Bersani, un ex membro del partito comunista italiano a essere eletto primo ministro italiano?



Non c’è ricambio generazionale
IHa iniziato come presidente di una Regione del nord Italia, è diventato un faro di speranza per la sinistra, in un paese fortemente influenzato da Silvio Berlusconi. Tra il 1996 e il 2008 nel corso di tre governi di centro sinistra, Bersani ha raccolto allori rivestendo gli incarichi di Ministro per l’industria e i trasporti e quello di Ministro per lo sviluppo economico, ma soprattutto in qualità di riformatore e liberalizzatore. Dall’ottobre 2009 è alla guida del PD, partito fondato cinque anni fa e al cui timone si sono succeduti prima Walter Veltroni e poi Dario Franceschini.
Bersani si è imposto in maniera significativa sul giovanissimo sfidante Matteo Renzi alle primarie, che tra l’altro sono state un successo per l’alta partecipazione. Quindi niente ricambio generazionale. Nel confronto televisivo il sindaco fiorentino ha fatto sicuramente una figura migliore, presentandosi come un modernizzatore libero da ideologie. Bersani aveva puntato a una presenza pacata, tipica del politico con esperienza.
Ha intenzione di operare in maniera efficace e non è preoccupato di vincere le elezioni, intanto nel frattempo racconta “favole” agli italiani.
La coalizione di centro sinistra, formata da una schiera di piccoli partiti e movimenti politici, negli ultimi dodici mesi è ritornata a fiorire. Secondo i sondaggi il PD è in testa su tutti, ben distaccato da un Pdl, il partito di centro destra di Berlusconi, lacerato al suo interno e un tempo forte.



Bersani: “Il difficile inizia ora”
Monti incaricato dal Presidente Giorgio Napolitano ha irreversibilmente restituito all’Italia credibilità all’estero, Bersani così aveva risposto in un’intervista alle agenzie di stampa: ma un governo guidato da un rappresentante del suo partito potrà creare “più equità, più diritti e più posti di lavoro”. In caso contrario il paese rimane in crisi.
Misure per la crescita economica dopo le dure manovre finanziarie di Monti, lotta all’evasione fiscale e una politica fiscale mirata a creare più occupazione, posti di lavoro per i giovani, questi sono gli obiettivi di un Bersani filoeuropeo. E’ probabile che si farà conoscere presto all’estero, visto che nei suoi programmi sono previste visite a Parigi, Londra e Berlino.
“Il difficile inizia ora”, ha detto Bersani dopo la vittoria elettorale. Deve risaldare le alleanze, allargarle il più possibile e fare i conti con una grande incognita: Mario Monti, visto che non è del tutto chiaro, se dopo le elezioni politiche a Palazzo Chigi ci sarà ancora una maggioranza favorevole al ritorno del Riformatore.
Bersani appoggia l’ex commissario europeo Monti al governo, ma non è favorevole ad un suo secondo mandato. Ma Monti parla di essere pronto ad un compito ben più alto, dato che l’anno prossimo nel “Bel Paese” dopo le elezioni parlamentari, si andrà alla ricerca anche di un successore per il presidente della repubblica Napolitano.

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