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13 settembre, 2012

Monti ... a cavallo


Signor Monti sieht sich im Glück

di Tilmann Kleinjung
Pubblicato in Germania il 29 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero

Oggi arriva a Berlino il Presidente del Consiglio italiano Monti. Nel suo paese la situazione è nettamente migliorata, così dichiara convinto: si vede già la fine della crisi. Ma gli italiani la pensano diversamente: soffrono per la crescente disoccupazione, le misure di austerità e l’aumento delle tasse.




Fine del primo tempo per Mario MontiSe si considera che il suo governo dovrebbe durare fino alle prossime elezioni, nella privamera del 2013 alla primavera del 2013, sua scadenza naturale, allora il premier italiano ha percorso metà di un cammino difficile lungo il quale ha intenzione di tirare fuori dalla crisi il suo paese. Mario Monti dice di vedere la luce in fondo al tunnel. Molti sono i segnali che indicano che la fine della crisi si sta avvicinando: “Stiamo uscendo da una sofferta fase di crisi sociale ed economica”. Ma la maggior parte degli italiani la vede in maniera diversa. Ogni mese c’è un nuovo record nelle percentuali dei disoccupati. Le aziende licenziano invece di assumere. E lo stato pensa a sanare il proprio bilancio a costo di dolorosi tagli al Welfare e gravosi aumenti fiscali. “Il cittadino normale risparmia, perché è costretto a farlo” si lamenta Graziella da Roma. Le tasse sono aumentate in maniera spropositata, le famiglie devono assolutamente fare attenzione a quello che spendono. “E così pagano sempre le classi sociali più basse”, dice.


Verso un disavanzo pubblico in conformità al trattato di MaastrichtNaturalmente Monti non vuole subire questa impressione [negativa] e nella sua lotta alla crisi economica chiede l’appoggio della Guardia di Finanza. In tutto il paese continuano con successo controlli a tappeto per snidare presunti evasori fiscali: finora con questo sistema sono affluiti nelle casse dello stato dieci miliardi di euro, consentendo così al governo di abbassare il deficit statale, per la prima volta nel 2012, dopo molto tempo, al 2 per cento, uniformandolo ai criteri di Maastricht. Ma secondo Alessandro di Lellis, del Messaggero, questi criteri non bastano. “Se ci limitiamo solo ai criteri di Maastricht, ci ridurremo alla fame” scrive. “Dobbiamo fare quello che è nelle nostre possibilità: non saremo i primi, ma i secondi, o i terzi, dopo la Francia e la Germania. Ma possiamo essere i più veloci, nel programmare il futuro, nel contare sulle tecnologie. E in questo senso in Italia ci sono gravi lacune”. Anche quest’anno la performance economica continuerà ad abbassarsi, secondo le previsioni dell’agenzia di rating Fitch, fino ad arrivare all’1.9 per cento. Pertanto Monti nella seconda parte del suo mandato deve promuovere la crescita, mettere in moto il mercato del lavoro e introdurre incentivi.

Campagna elettorale estiva: Torna il mostro di Lochness!

Pillola amara dopo l’era BerlusconiLa maggior parte degli italiani ha ancora fiducia in lui nonostante le dure e impopolari misure di austerità. Monti è come una cattiva medicina da mandare giù dopo la lunga era Berlusconi . Ma secondo un’indagine dell’Università di Pisa, alla domanda “Voterebbe nuovamente quest’uomo”, due terzi degli italiani hanno risposto di no. Il marito di Graziella dice che “alcune decisioni politiche prese da Monti sono certamente impopolari, “Ma occorre anche dire che non sappiamo se ha già fatto tutto quello che aveva programmato. Perché? Anche se Silvio Berlusconi e la sua cricca non sono più al governo, siedono comunque ancora in parlamento”. Perciò Giorgio e Graziella pensano che le voci che vogliono Berlusconi nuovamente in corsa al governo, siano piuttosto una battuta di pessimo gusto. Allora molto meglio Monti. E Berlusconi? “Lo volete voi? Ve lo regaliamo” dicono.

24 agosto, 2012

L’Italia nella crisi dell’euro: Ecco come il professor Monti è diventato un provocatore

Warum Professore Monti zum Provokateur wird

di Tobias Bayer
Pubblicato in Germania il 10 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Mario Monti presiede un team di esperti che ha il compito di tirare il paese fuori dal caos in cui l’ha fatto precipitare Berlusconi. Ultimamente però sembra più rivestire il ruolo del famoso Dr. Jeckyll e Mr. Hyde – con lo scopo di far rigare dritto Roma e anche Berlino.

Cortese, sorprendentemente sobrio e serio per lo standard italiano in materia – il mondo conosce così Mario Monti. Quando l’ex commissario europeo, 69 anni di età, diventato primo ministro lo scorso novembre, ha intenzione di fare una battuta, questa è assolutamente asettica. Silvio Berlusconi dichiara di essere in grado di staccare la spina al governo Monti in qualsiasi momento. Monti risponde: “Noi non siamo certo un elettrodomestico”.
Eppure in questa settimana si stenta a riconoscere Monti. Per ben due volte di fila è riuscito a inimicarsi prima la politica tedesca e poi quella italiana. Monti ha dichiarato al settimanale tedesco “Der Spiegel” che ogni governo ha “il dovere di educare il parlamento”. I parlamentari tedeschi hanno reagito in maniera piuttosto seccata. In un’intervista con il “Wall Street Journal” [il premier italiano] si scaglia contro il suo predecessore Berlusconi. Se quest’ultimo fosse ancora al governo, il differenziale sul tasso di interesse dei titoli di stato italiani nei confronti di quelli tedeschi sarebbe di 1200, e non gli attuali 450. Il Popolo della Libertà, partito di Berlusconi è insorto. Monti si è affrettato a scusarsi telefonicamente con il Cavaliere. Era stato frainteso.

Tutto solo un malinteso, solo una dichiarazione avventata? Sembra davvero improbabile. Monti appare deluso dopo nove mesi di incarico e infastidito da una attività politica che si oppone sempre più spesso alle sue riforme e alle sue idee. Il professore di economia è riuscito a fare molto. Ha fatto approvare un pacchetto di misure volte a diminuire la spesa pubblica, ha liberalizzato le professioni, innalzato l’età pensionabile – eppure viene giudicato solo per un unico dato di riferimento, lo spread, che tra l’altro resta alto. Non è da escludere che l’Italia debba ricorrere all’aiuto del fondo salvastati europeo. Monti non dà la colpa a se stesso, quanto piuttosto alla politica dei partiti, sia a Berlino che a Roma, e non accetta più di restare in silenzio.
L’allontanamento di Monti dal suo paese è scoppiato per la prima volta nel mese di luglio, quando è intervenuto in videoconferenza all’incontro con l’Associazione delle Casse di Risparmio, che si è tenuto in Sicilia. Il Premier ha ammesso qui per la prima volta di aver perso il sostegno dei “poteri forti”del paese. In precedenza aveva a lungo sostenuto una battaglia per la riforma del mercato del lavoro, attaccata da destra e sinistra e soggetta a più riprese da emendamenti. Grossa la sua delusione quando ha letto un articolo di fondo del suo collaboratore al governo Francesco Gavazzi, pubblicata dal Corriere della Sera, il principale quotidiano italiano, in cui viene criticato per la sua politica fallimentare. Il suo gabinetto ha rotto con i tabù, si è giustificato Monti alla conferenza dell’ACRI.

Un mese dopo se la cava meglio. Questa volta alla riunione annuale dell’ABI. Monti si scaglia contro il sistema incancrenito delle associazioni imprenditorali e sindacali che impediscono una svolta verso il futuro. La causa di ogni male sono questi intrecci di interessi. Si discosta dal discorso preparato in precedenza e parla a braccio. Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria e Susanna Camusso leader della CGIL non credono alle loro orecchie.
Anche la Germania ha ha avuto la sua parte con il premier italiano. La cancelliera Angela Merkel è eccessivamente impensierita dalle prossime elezioni in Germania. Monti è convinto che per salvare l’Italia occorre prima mettere al sicuro l’euro zona. Nel memorabile summit tra i vertici degli stati dell’UE nella notte tra il 28 e il 29 giugno, gioca il tutto per tutto. Sarà lui ad interrompere ogni accordo, fintanto che non verranno ridotti i tassi di interesse di Spagna e Italia.
“Questo non è una mossa utile, Mario” avrebbe dichiarato la Merkel. “Lo so” la risposta di Monti. Alla fine si è giunti ad un compromesso, che aiuterà in primo luogo la Spagna. I giornali però parlano di una vittoria italiana, la seconda dopo il trionfo calcistico nella semifinale del campionato Europeo di calcio. Monti è il suo staff vanno in ferie. Dopo di che vogliono ricavare 1900 miliardi di euro con la vendita del patrimonio immobiliare statale, per sanare parte del debito pubblico. “Sarà un autunno caldo” dice il ministro del Welfare Elsa Formero. Monti si farà sentire ancora.

21 agosto, 2012

“Hanno ragione i tedeschi a non fidarsi di noi italiani”.


Euro-Krise "Die Deutschen misstrauen uns Italienern zu Recht"
di Fabio Ghelli
Pubblicato in Germania l'8 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli


La Merkel ritratta in posa hitleriana, sentimenti di rancore antitedesco: i media italiani si danno da fare [con titoloni e copertine], ma cosa pensano [veramente] gli italiani dei tedeschi?
La spiaggia di Marina di Massa si stende triste sotto un cielo cupo. Gli ombrelloni ondeggiano al vento, la maggior parte delle sdraio sono vuote. Questa cittadina non è la Rimini del Tirreno. Ma è proprio per quest’atmosfera sonnolenta e rilassata che molti italiani del nord preferiscono trascorrere qui le proprie vacanze estive – e questo già da generazione. Però quest’anno sono venute a mancare molte prenotazioni. I proprietari degli hotel sul lungomare non lo nascondono: “E’ la crisi” ripetono.
In compenso arrivano molti turisti dall’estero, soprattutto dall’Europa del Nord. Nelle edicole lungo la spiaggia si possono trovare ovunque i quotidiani tedeschi, in quasi tutti i ristoranti c’è un menù per tedeschi. “In Italia aleggia un sentimento anti tedesco” ha scritto lunedì sulla Repubblica l’editorialista Carlo Galli. Ma a Marina di Massa quasi non ce ne si accorge. Tre giovani universitari bavaresi fanno jogging lungo la spiaggia. Che si siano accorti della presunta ostilità? “Per nulla” dicono “Appena diciamo che siamo tedeschi, tutti ci accolgono volentieri”.
Se però lo chiediamo ai turisti italiani che sfidano il maltempo in spiaggia, riceviamo un’impressione diversa. “Per favore, lasciamo perdere la Germania” dice Goffredo 63 anni, commerciante al dettaglio di Lucca. Perché? “Perché tutta questa crisi è solo una manovra della Merkel” risponde. “Ha aizzato gli speculatori contro l’Italia. E i nostri politici non hanno il coraggio di mandarla a quel paese e darci un taglio con questa follia dell’euro”. L’Italia dovrebbe uscire dall’euro? Goffredo non risponde più, e con un’espressione disgustata guarda il mare grigio verde.


„Arroganza tedesca“
Il primo ministro Mario Monti lo aveva già preannunciato da tempo. Più a lungo durerà la crisi, maggiore sarà il sentimento anti euro della popolazione. Questo lo ha capito anche Silvio Berlusconi: l’ex presidente del consiglio ha recentemente espresso il suo desiderio di scendere nuovamente in campo – con un partito anti euro. Il suo quotidiano di famiglia, Il Giornale, in questi giorni non si lascia sfuggire nessuna occasione per fomentare il sentimento anti tedesco. “Quarto Reich” titolava il quotidiano venerdì 3 agosto, sull’immagine della cancelliera con il braccio destro proteso in segno di saluto.
„Il problema è che agli italiani non piace che gli si impongano le cose“ dice Mara, 38 anni avvocato di Milano. Alla fine il paese è rimasto diviso in tanti piccoli stati governati da potenze straniere fino a 150 anni fa. “Appena gli italiani percepiscono una certa pressione dall’esterno, ecco che reagiscono mettendosi sulla difensiva”. Il sentimento anti euro quindi è una forma di auto-protezione? “Non solo” risponde. Questa reazione è dovuta anche ad una certa arroganza dei tedeschi, “che nasce da un miscuglio di superiorità economica e soddisfazione storica”.
Luigi, vicino di sdraio, annuisce. L’imprenditore milanese ha spesso a che fare con la Germania per affari. La sua azienda produce macchinari per verniciatura, che poi vengono venduti in tutto il mondo tramite una società tedesca. “Il marchio “Made in Germany” sui macchinari, fa tutto un altro effetto, rispetto al marchio “Made in Italy””, dice. Nei rapporti con i suoi partner tedeschi avverte tutta questa arroganza? Normalmente, dice, andiamo d’accordo. Però come ha fatto notare poco fa, quando le ditte italiane chiudono per le ferie estive, il socio tedesco ha mormorato qualcosa come “pigroni”. “Questo non aiuta certo i buoni rapporti”.
Nonostante ciò, a Luigi piace molto il modo di lavorare dei tedeschi. “In Germania le regole sono una filosofia di vita”, dice. ”In Italia invece per anni abbiamo disprezzato le leggi e vissuto ben al di sopra delle nostre possibilità. Ora siamo alla ricerca di un capro espiatorio per i nostri errori”.
La pensa così anche Alberto. Il sessantenne ingegnere elettronico di Parma, come ogni anno trascorre le ferie con la sua famiglia qui a Marina di Massa. Siede in spiaggia nonostante il vento e la pioggerella. A causa della riforma pensionistica di Monti è costretto a lavorare altri 5 anni, diversamente dal previsto. “Non fa nulla” dice sottovoce. “So che lo sto facendo per lui” – e indica suo figlio di 13 anni.

Sentimento antitedesco in Italia? "Almeno la gente saluta".

Preoccupazioni per la campagna elettorale

Alberto comprende l’atteggiamento della Germania nei confronti dell’Italia. “I tedeschi hanno ragione a non fidarsi di noi”, dice. “Dobbiamo sforzarci di dimostrare loro, che siamo degni della loro fiducia”. Quindi Monti è sulla buona strada. L’unico problema è che lui non ci sarà per sempre. “I partiti sono già in campagna elettorale”, si lamenta. Il rischio è che tutto ciò che Monti ha ottenuto, verrà annullato per un paio di voti. Sua moglie Nadia di 53 anni aggiunge: “La Germania intende appoggiare il più possibile il lavoro di Monti” ma i tedeschi dovrebbero anche capire che il loro benessere non può prescindere da quello degli altri europei.
Giancarlo, 78 anni, fa la sua quotidiana passeggiata mattutina sul bagnasciuga: il pensionato di Carrara è d’accordo con Nadia. “Siamo tutti sulla stessa barca” dice “se le cose non vanno bene per noi, anche i tedeschi presto seguiranno il nostro destino”. E chi è responsabile della crisi? Presto detto: “Noi! Siamo stati quelli che per decenni hanno sperperato il denaro pubblico. Siamo stati noi quelli che hanno sostenuto un enorme apparato statale, per creare posti di lavoro per tutti”. Non sarà facile rinunciare a privilegi e abitudini”. Giancarlo, il pensionato di Carrara, ricorda ancora le truppe di occupazione tedesche in Italia. “Ma questo è il passato” dice. “Ora dovremmo soltanto lavorare tutti insieme per creare un’Europa forte per i nostri nipoti”.


23 luglio, 2012

Berlusconi: intervista di Das Bild

„Wir wollen kein deutscheres Europa“

“Non vogliamo un’Europa tedesca”


L’ex Presidente del Consiglio italiano progetta il suo ritorno [in prima linea] in politica

di ALBERT LINK

Traduzione di Claudia Marruccelli

BILD: Signor Berlusconi, a sei mesi dalle sue dimissioni, le faccio subito una semplice domanda di carattere personale: Come sta?


BERLUSCONI: Bene e male. “Bene” perchè sono un inguaribile ottimista, “male” perché sono preoccupato per l’Europa e per il mio paese. L’Europa è ancora ben lontana da una unione politica, da una comune politica estera e della difesa. E’ vero che abbiamo una moneta unica, ma non esiste ancora una Banca centrale che disponga delle competenze e degli strumenti di tutte le altre banche centrali.


E’ vero che ha intenzione di ricandidarsi come primo ministro?


Me lo hanno chiesto spesso e con molta insistenza. Posso solo aggiungere che non lascerei mai il mio partito “Il Popolo della Libertà” nei guai. Inoltre presto ritorneremo alla vecchia denominazione del partito “Forza Italia”.


In altre parole, non non riesce a restare lontano dal potere?


Non sono ancora KO, ne’ ho ceduto alcun potere, dato che in Italia il Presidente del Consiglio non ne ha affatto. Secondo la Costituzione non può neanche sostituire un ministro. Avevo potere quando nel 1994 mi dedicavo solo alla televisione. Purtroppo oggi in Italia è difficile governare: il capo del governo non può emanare decreti che abbiano effetto immediato. Per passare dal progetto di legge alla votazione da noi ci vogliono in media da 500 a 600 giorni, abbiamo un regolamento istituzionale ormai superato.



Questa ingovernabilità non dipende per caso dai piccoli partiti all’opposizione, con cui ultimamente si è trovato a governare?


Questo è un’altro guaio: la verità è che gli italiani votano “male”. Alle ultime elezioni avevamo ottenuto il 37.8 per cento e non abbiamo avuto bisogno di coinvolgere partiti minori nella coalizione. Purtroppo nessuno di questi partitucoli ha a cuore il paese e il bene comune, ma sempre e solo le piccole ambizioni politiche dei loro piccoli leader.


Cosa fa Mario Monti meglio di lei?


La sua forza consiste nel più ampio sostegno politico che un premier abbia mai avuto. Questo è il motivo fondamentale che mi ha spinto a abbandonare il campo: avevo intenzione di portare a termine delle riforme, anche di carattere costituzionale.


L’Italia affonda nella crisi, che lei ha tardato a riconoscere. La disoccupazione è al suo culmine, si parla di “decine di anni perduti”…


Sono stato il primo leader occidentale a riconoscere il pericolo della crisi economica e ad avviare le riforme. Il mio governo ha fatto molto per i giovani imprenditori e, in campo scolastico e universitario ha avviato riforme davvero coraggiose. Se siamo riusciti di nuovo a tenere sotto controllo il bilancio statale è per buona parte grazie al mio governo.


Lei fa fatica a pronunciare la parola “crisi” proprio come allora. Perchè?


Perchè in questa crisi c’è molta “predestinazione”, cioè il fattore psicologico, che è in primo luogo il fattore scatenante di questa crisi. Secondo me un governo ha il compito di diffondere ottimismo e fiducia.




I rapporti tra Roma e Berlino sembrano piuttosto gelidi. La cancelliera Merkel potrebbe essere definita la “bestia nera” dell’Italia?


Senza dubbio. Noi non siamo d’accordo soltanto sull’eccessivo rigore della politica di risparmio, poichè pensiamo che ponga un freno allo sviluppo. Noi auspichiamo una Germania europea e non un’Europa “tedesca.


Si spieghi meglio:


In questo periodo si avverte una certa egemonia tedesca in Europa, perci òin questo momento ci auguriamo da Berlino una politica europea lungimirante, solidale ed aperta. Le faccio un esempio: quando si è trattato dela carica di presidente del consiglio europeo abbiamo proposto Tony Blair. Con lui gli Stati Uniti avrebbero saputo finalmente, a chi rivolgersi, se c’era da discutere sulla posizione dell’Europa. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy però hanno deciso in maniera diversa. Con il chiaro intento di mantenere nelle proprie mani la politica europea.


I suoi rapporti con la cancelliera danno l’impresione di essere logorati.


Tutt’altro: sono molto cordiali. Io la apprezzo per la sua franchezza, la sua serietà, la sua competenza e la sua dedizione. E non dimentico che insieme a me ha visitato le zone terremotate dell’Abruzzo. Entrambi facciamo parte della grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il partito popolare europeo.

(Berlusconi ha preparato per il giornalista di Bild una serie di foto, che lo mostrano in atteggiamento cordiale con la Merkel negli anni scorsi, Tuttavia già da mesi tra i due è sceso un gelido silenzio)



Nella politica monetaria ci sono profonde fratture. Si è parlato della sua proposta di “stampare nuova moneta”


Non ho parlato mai in termini così grossolani, anche se con l’euro il bilancio economico tedesco è migliorato, mentre quello italiano è peggiorato. Nonostante ciò un ritorno alla vecchia lira mi sembra improbabile. Significherebbe il fallimento totale dei vecchi piani per un Europa unita, cosa che nessuno certamente vuole .


I media italiani dopo il recente vertice di Bruxelles hanno offerto l’impressione di una seconda vittoria italiana dopo quella sui prati di calcio. Ha festeggiato anche lei?


Non c’è alcuna vittoria sulla Germania. Da questo punto di vista ne’ io ne’ il presidente Monti la consideramo una vittoria. Sarà una vittoria di tutti se riusciremo a superare la crisi e rendere finalmente l’Europa più salda, unita e solidale.




Lei ha raggiunto una grande popolarità recentemente soprattutto per i suoi festini. Si metta una mano sul cuore: all’età di 75 anni che cosa le hanno fruttato?


Piuttosto mi chieda come ha fatto una faccenda totalmente privata a diventare un affare di stato. Si è trattato di una mostruosa campagna diffamatoria architettata dalla frangia di sinistra della giustizia italiana. Si sono accaniti persino contro le ragazze, accusate di prostituzione, anche se hanno solo ballato come in qualsiasi discoteca del mondo. Ogni accusa andrà in fumo come negli altri processi istruiti nei miei confronti. Sono stati più di 50 e ho dovuto sborsare più di 428 milioni di euro tra avvocati e spese legali. Credo che nessun altro tranne me avrebbe resistito a così tanti attacchi.


Assolutamente nessuna traccia di amarezza nel bilancio della sua attività politica?

Con il mio ingresso in politica 18 anni fa ho salvato l’Italia dal comunismo. Questa è la verità storica di cui sono fiero. Aggiungo che sono stato l’unico leader europeo ad aver mantenuto ottimi rapporti sia con la Russia che con gli Stati Uniti, la cui amicizia è stata sempre al servizio della pace e della sicurezza del mondo.


I suoi legami con il presidente russo Wladimir Putin sembrano ancora molto saldi, non potrebbe sfruttarli per porre fine alla guerra civile in Siria con l’aiuto dell’intervento sovietico?


La situazione in Siria è molto complessa, ma non disperata. Ho in programma nei prossimi giorni un incontro privato con Putin e ne parleremo. Mi considera un po’ il suo fratello maggiore. Parliamo di tutto.






21 marzo, 2012

Mamma mia la Merkel!!!

Mamma mia, la Merkel!


Anche in Italia la Cancelliera è più temuta che amata


La Cancelliera si trova oggi a Roma con il suo omologo italiano, Mario Monti per un incontro sulla crisi dell’euro. Con le ricette tedesche – in particolare il rigore di bilancio – tutta l’Europa dovrebbe uscire rafforzata dalla crisi e assumere un ruolo più importante nel contesto internazionale. Gli italiani, invece, sono scettici.

E’ soprattutto sui giornali e nelle emittenti televisive del gruppo Berlusconi che la cancelliera tedesca viene presa regolarmente di mira. I soliti paragoni nazisti, non si sprecano anche gli insulti volgari. La campagna mediatica non perde l’effetto desiderato: “E’ troppo rigida, vuole comandare da sola in Europa”. “Sa quello che vuole quando si tratta di curare gli interessi tedeschi”. “Facciamo parte di un’unica Europa, se si deve pensare anche ai più deboli, allora non abbiamo più bisogno dell’Europa”.


La feroce critica alla Merkel da parte del partito di Berlusconi ha una motivazione molto semplice: attualmente manca un modello chiaro di nemico, siamo costretti a sottostare ad una grande coalizione nel governo di Mario Monti, quindi l’enorme frustrazione del PdL si sfuma abbattendosi sulla cancelliera tedesca. Inoltre, la si ritiene responsabile delle dimissioni dell’eterno primo ministro Silvio Berlusconi. Nicola Filippone del quotidiano “Il Sole 24 Ore” tiene in poco conto simili teorie di complotto. “Ha poco a che fare con la caduta di Berlusconi, ma questa è l’impressione che ne viene fuori: Questo cambiamento in Italia, ha naturalmente anche una dimensione europea e tedesca “.


Flashback: Un anno fa, il Bel Paese era ancora entusiasta della Cancelliera tedesca, considerata una valida alternativa allo scandaloso primo ministro Berlusconi e a una classe politica che pensa, ad arricchire se stessi piuttosto che il proprio paese. Si è parlato con stima della “Merkel”. “Ciò che sta facendo la cancelliera è molto sensato, l’Unione europea deve darsi da fare, dobbiamo fare più sacrifici e prima di tutto diventare più onesti”.

Con Mario Monti ha preso piede in Italia un nuovo stile politico. E mentre il nuovo primo ministro acquista sempre più popolarità tra la gente, i punti a favore della Merkel precipitano. No, in realtà in Italia la Cancelliera non gode della stessa simpatia. “Oh, non è che non mi piace, ma è troppo in gamba. Secondo me le piace troppo comandare.”

L’immagine tedesca della Merkel è ben diversa da quella italiana. In patria, la Cancelliera sembra più una che tentenna, in Italia invece appare come una energica. Mira con freddezza e velocità agli interessi tedeschi. “Ci piaceva più prima. Ma allora era dura soprattutto con la Grecia. Penso che avrebbe potuto fare qualcosa di più per aiutare la Grecia”. E ora gli italiani hanno paura. Tocca a noi la prossima volta. Anche se Monti ripete come un mantra: Non stiamo risparmiando per Bruxelles, ma per il futuro dei nostri figli, molti italiani vedono in Angela Merkel la vera responsabile delle drastiche misure di austerità, scrive il giornalista Nicola Filippone: “In Italia c’è l’opinione che molte misure sono da ricondurre a lei. E considerata come la regista che punta più sulla disciplina di bilancio e meno sulla crescita. E c’è effettivamente un motivo di base per cui i falchi del suo governo, per esempio Schäuble, fanno pressioni esattamente in questa direzione.”

Una vignetta vale più di mille parole. Nel “Corriere della Sera” Monti è seduto ad un tavolo apparecchiato, accanto alla seria Angela Merkel, più padrona di casa che cameriera che ordina: Ingoia, con i tedeschi non si scherza..