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15 novembre, 2012

Monti scarica le responsabilità sull’Europa

Monti Schiebt Verantwortung nach Europa ab

di Floria Eder
Pubblicato in Germania il 3 novembre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero

Il Presidente del Consiglio italiano affronta molte riforme. Ma i suoi oppositori definiscono "inutile" la sua manovra finanziaria, perché non riduce la spesa. Eppure gli italiani amano il loro premier, che ha ridato lustro alla reputazione del paese.

Il premier mario Monti al WEF di Roma

  
La lesa Maestà è un reato grave, e Tito Boeri se ne vanta. "E' un grande onore per me", scherza l'economista, scuotendo il ciuffo di capelli grigi. Se la gode, del fatto che il Primo Ministro italiano gli abbia risparmiato la fatica di doversi presentare. Mario Monti aveva recentemente sfruttato la platea di una conferenza del World Economic Forum (WEF) di Roma, per accusare pubblicamente l’ignoranza di Boeri, un accademico progressista e grande oppositore di Monti. Boeri è "un amico" ma forse bisognerebbe dire che "non ha capito niente", niente del lavoro di riforma di Monti, niente delle difficoltà che deve superare per portare avanti l'Italia. Boeri aveva criticato il Primo Ministro in un tweet: non dovrebbe occuparsi di sondaggi di opinione.

Tito Boeri


"Non deve preoccuparsi della sua immagine"«Invece di fare tante chiacchiere dovrebbe fare qualcosa di concreto", dice ora Boeri. Il Presidente del Consiglio non è stato eletto e non intende scendere in competizione alle elezioni del prossimo anno. L'uomo tiene le redini di un governo di emergenza - non per tener d’occhio i sondaggi, ma per salvare il paese. "Monti non dovrebbe tanto preoccuparsi della sua immagine." Monti è un abile oratore. Preciso, chiaro, con senso dell’umorismo asciutto - come per esempio quando pontifica sulla Germania, dove l’"economia è ancora una branca della filosofia morale”. In due pagine sono stati riassunti i traguardi raggiunti quest’anno: riduzione della burocrazia, riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, risanamento di bilancio, leggi anti-corruzione.

Ann Mettler


Elogio da parte degli economisti europei"E’ stupefacente che Monti sia riuscito portare a termine in pochi mesi molto di ciò che per anni non era stato mai affrontato", dice Ann Mettler, capo del Denkfabrik Lisbon Council di Bruxelles. Ma mentre la riforma delle pensioni, il primo grande progetto del governo Monti, ha incontrato grande approvazione da parte degli economisti, gli esperti non sono soddisfatti del resto della lista. Il pacchetto di austerità, che ha presentato un paio di settimane fa ed è stato più volte modificato, Boeri lo definisce "inutile". I colleghi lo descrivono come deludente - perché non prevede tagli della spesa pubblica e non allevia il bilancio statale. Inoltre dipende dalla posizione dell’Italia in Europa. La più grande economia tra i paesi in crisi ha accumulato, in rapporto al prodotto interno lordo, la montagna di debiti più grande dopo quella della Grecia.

Jennifer Blanke


Il 2013 è un anno crucialeAnche se il debito si è ridotto, Monti ha iniziato con entusiasmo anche se la matassa in cui è avvolta la politica sembra sciogliersi pian piano, come per esempio in molte gravi vicende scoperte quest’anno circa l’appropriazione indebita dei partiti sui finanziamenti pubblici, a lungo termine non è certo che l'Italia arrivi a una svolta. Il 2013 come "spartiacque per la politica italiana", così lo ha definito l’analista Jürgen Michels. "L'Italia ha compiti per casa che bastano almeno per il prossimo governo, e quello successivo ancora", ha detto l'economista del WEF Jennifer Blanke. La prossima settimana ricorre l’anniversario della nomina del professore emerito ed ex commissario europeo Mario Monti a senatore a vita. Pochi giorni dopo, cadde il governo di Silvio Berlusconi. Monti, nuovo primo ministro italiano dovrebbe tornare a essere se stesso e, infine, occuparsi di ciò che in precedenza aveva causato il debito, ciò che era stato tralasciato o soppresso.

Classifica 2012 WEF


Monti è in grado di dimostrare i primi successi
Vuole ridurre non solo il debito, ma anche rafforzare la competitività in Italia. Nella classifica del WEF, il paese nel 2012 è salito di cinque posizioni fino al 43° posto. L'elenco si basa su fatti concreti, Monti dice, "ma anche l’apparenza conta." L’idea di non essere capito, così dice la gente del suo ambiente, non lo sfiora. Monti considera il non voler capire, da non confondersi con la mancanza d’intelletto, un segno di mancanza di volontà. E’ più compiaciuto del fatto che gli italiani hanno fiducia più in lui che nei litigiosi partiti. I risultati dei sondaggi lo dimostrano, dice Monti. Per lui, non conta solo il successo sul merito, ma anche la percezione che ne ha la gente. Su questo il primo ministro basa la sua politica – finora con grande successo. "E’ un uomo capace di instaurare buone pubbliche relazioni. Forse il migliore nel governo" dice un diplomatico dell’UE sia con ammirazione che con preoccupazione.



L'ex commissario può farsi strada nell'Unione europea
Monti nel mese di giugno ha fatto approvare un decreto UE che concretizza la sua convinzione che gli alti spread dei tassi di interesse, che il suo paese deve offrire agli investitori, non è un problema solo italiano, ma europeo. E’ vero che "il paese non ha completato i compiti a casa", dice, "ma è altrettanto vero che è stato anche a causa della perdita di fiducia nell'euro". I paesi al vertice hanno concesso una nuova apertura per i fondi europei - condizioni meno difficili di quelli che hanno dovuto accettare la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda. "Il percorso tra responsabilità individuale e collettiva è stato per la prima volta chiaramente dimostrato ", dice.

Andrea Illy


Elogio dell’ imprenditore del caffè Illy
Questo è ben visto in Italia dalle classi più elevate, che elogiano il Premier. Andrea Illy per esempio, leader della torrefazione torinese vede però ancora alcune carenze, strutture troppo antiquate, un’inversione di marcia ancora insufficiente. Eppure, apprezza che Monti abbia restituito splendore all'immagine dell’Italia in Europa dopo che il suo predecessore Silvio Berlusconi l’aveva ridotta quasi a una barzelletta. "Ricordiamoci da dove siamo partiti", dice Illy. Questo bonus, però, sta lentamente scadendo - proprio perché la stella di Berlusconi sta tramontando. Condannato al carcere in primo grado e delicatamente spinto ai margini dal suo stesso partito, Berlusconi per la prima volta è andato in vacanza. Abbastanza lontano, in Kenya.


07 novembre, 2012

Noi austriaci siamo particolarmente affezionati all'Italia


Wir Österreicher haben Italien besonders gern

Pubblicato in Austria il 24 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli



Durante la visita del Cancelliere dal premier italiano a Roma l’argomento pricipale è stato il futuro dell'UE.
Suona un po’ anacronistico che nel cortile di Palazzo Chigi suoni la banda militare italiana e che due politici sfilino di fronte ad essa. L'inno nazionale austriaco e quello italiano ricordano anche che viviamo in una Europa fatta di nazioni e che lavora duramente per risolvere i problemi comuni.
Il Cancelliere Werner Faymann e il primo ministro italiano Mario Monti hanno sottolineato il fatto che si chiamano per nome e che per il resto non hanno particolari differenze. Monti ha colto l'occasione della conferenza stampa per leggere un recente messaggio da Atene. "La nostra collaborazione funziona in tempo reale," ha detto. "La Grecia e la troika sono d'accordo sull’ulteriore risanamento, la prossima tranche andrà a buon fine, il Cancelliere e io siamo molto soddisfatti."
Il primo ministro Mario Monti riveste nel governo italiano un ruolo unico. Egli non fa parte di uno di quei partiti che sta mettendo sottosopra il paese e riesce a far passare il suo programma “Salva Italia” in Parlamento solo perché i partiti sanno che non possono fare a meno di lui.
Così Monti in meno di un anno ha elevato l'età pensionabile, reintrodotto la tassa sugli immobili, aumentato nuovamente l'IVA e abbassato leggermente l'imposta sul reddito. Il professore di economia ha finalmente fatto ordine [nel paese] dopo gli anni di Berlusconi e anche tutti gli italiani che subiscono i suoi interventi sono contenti.



Rafforzare l’euroMonti e Faymann hanno sottolineato ciò su cui concordano: solo con riforme strutturali l'Unione Europea uscirà dalla crisi del debito. Un ESM (fondo di salvataggio permanente) più saldo, dotato di banca unica e titoli di stato comuni che rafforzeranno nuovamente l'Euro. Entrambi i politici intendono continuare a collaborare al meglio.
Werner Faymann a Palazzo Chigi, che al tempo della monarchia ospitava l'ambasciata austriaca, è sembrato quasi emozionato. "Noi austriaci siamo particolarmente affezionati all’Italia. Insieme siamo di fronte a un compito particolarmente importante, risolvere la questione se l'Europa si stia lacerando, o se noi possiamo creare uno sviluppo comune per la prossima generazione. "
Monti ha parlato del progetto del nuovo tunnel ferroviario del Brennero. Nonostante l'austerità l’Italia investirà 700 milioni di euro nei prossimi tre anni. "L'infrastruttura è importante per la crescita e l'occupazione", ha detto Monti. Faymann ha chiesto più impegno per affrontare la disoccupazione giovanile in Europa che “oltre al malessere generale della popolazione, costa 153 miliardi di euro all’anno," ha detto Faymann citando un recente studio.
Resta irrisolta una domanda: il 69enne, professore di economia è disponibile anche dopo le elezioni, a restare come capo del governo? "Rilassatevi". - Il cancelliere Faymann così si è espresso, quasi invidiando lo stato d'animo di Monti.

24 settembre, 2012

Chi arriverà dopo Monti? Monti!

Wer kommt nach Monti? Monti!
 
di Fabio Ghelli
Pubblicato in Germania il 14 settebre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero

Il mandato del Presidente del Consiglio italiano termina nella primavera del 2013. In Italia, ma non solo, molti sperano che prosegua il suo mandato, ma Monti ha ancora qualche dubbio.

Monti e Schäuble

Chi ci sarà dopo Monti? E’ la domanda che molti in Italia iniziano a porsi, visto che la legislatura corrente terminerà in primavera e si andrà alle elezioni presumibilmente nel mese di marzo. Il primo politico che ha osato dare una inequovocabile risposta alla questione del Dopo Monti, è stato il leader dell’UDC Pierferdinando Casini che nel suo discorso di chiusura al Congresso del suo partito, ha recentemente dichiarato : “Dopo Monti può esserci solo Monti”.
Casini non è l’unico a pensarla così. Una buona fetta del mondo finanziario italiano è del suo stesso parere. Banchieri, imprenditori ed economisti si augurano che Monti resti in carica per un secondo mandato: questo è quanto emerge da un sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore. Infatti il futuro dell’Italia è tutt’altro che certo. L’Italia, nonostante la ritrovata competitività, non è in grado di uscire dalla crisi senza la fiducia dei partner europei e dei mercati finanziari, fiducia che Monti è riuscito a conquistare nei mesi passati, grazie alla sua reputazione riconosciuta a livello internazionale.

Bersani e Renzi

L’Europa si fida di Monti
E‘ trascorsa solo una settimana, da quando la BCE ha annunciato l’acquisto illimitato di titoli di stato dei paesi indebitati, cosa che ha permesso il calo dei tassi d’interesse di Spagna e Italia. Senza il lavoro di Monti questa decisione sarebbe stata impensabile. Quindi non è stato necessario che egli dimostrasse alcun risultato concreto. E’ bastata la sua promessa che l’Italia continuerà a fare i compiti a casa.
Anche il Ministro per l’Economia Vittorio Grilli, ha recentemente assicurato che il paese non avrà bisogno in futuro di alcuna manovra di alleggerimento. Ma la strada verso la ripresa è ancora lunga, tanto che l’agenda di Monti può ritenersi ancora piena di impegni per i prossimi quattro mesi, tra cui circa 150 nuove misure in attesa di varo. E’ un compito enorme per lo staff di Monti e certo il tempo è poco: la campagna elettorale, che potrebbe prendere il via già all’inizio dell’anno, renderà tutto più difficile.
Tuttavia, attualmente Monti non vuole affrontare la questione del suo futuro politico. In un forum economico a Cernobbio ha recentemente ribadito quello che aveva già dichiarato qualche tempo fa: “Il governo tecnico è un fenomeno temporaneo”, il suo orizzonte nell’attività politica arriva fino alla fine della legislatura, ossia agli inizi del 2013. Tuttavia, egli vorrebbe che le competenze affidate al suo gabinetto, non legato ad alcun partito, possano rimanere. La politica italiana inoltre, non è così ridotta male, come aveva immaginato prima di entrare in carica. Tutti i partiti di governo hanno dimostrato un alto grado di responsabilità. “Non riesco a credere”, ha detto dopo il suo arrivo, «che sia così difficile, in un grande paese democratico come l’Italia, trovare un leader che sia in grado di assumersi la direzione del governo.”

Berlusconi e Grillo

Nessun schieramento ha una netta maggioranza in Parlamento
Ma l’immagine che i più recenti sondaggi evidenziano è ben diversa. Se si andasse alle urne in Italia ora, né il centro-sinistra né il centro-destra otterrebbe una netta maggioranza. Allo stesso tempo, sta crescendo la fiducia degli italiani nel governo Monti. Il primo ministro è la figura politica assolutamente più popolare in Italia e lo si deve proprio al suo approccio.
I cristianodemocratici di Casini vedono nei dati della ricerca, un chiaro risultato: “Così com’è ora la situazione, e non credo che in cinque mesi qualcosa cambierà, la sera dei risultati delle elezioni non ci sarà alcun vero vincitore”, ha detto Rocco Buttiglione, vice presidente dell’UDC, in una intervista rilasciata a Zeit Online. “Se il nostro partito diventasse di fondamentale importanza per la formazione di un governo di coalizione, porremo una condizione chiara: che Mario Monti resti come Primo Ministro”.
Se Monti effettivamente proseguisse il suo mandato, significherebbe che la leadership del paese continuerebbe ad essere di tipo tecnico e non politico. Quindi è evidente che, se Monti dovesse assumere nuovamente l’incarico, questo non sarebbe per merito di un determinato partito.
Il PD, partito del centro-sinistra, vorrebbe comunque tornare a un governo politico – ma solo se ci sarà l’impegno di proseguire il lavoro di Monti. “Sono due i punti fermi finora”, dice Enrico Letta, vicepresidente del PD. “In primo luogo, l’agenda Monti deve essere la base su cui poggiare il futuro programma di governo. Secondo: in nessun caso Monti tornerà al suo precedente incarico di rettore della Bocconi”. Per l’opzione di una seconda coalizione allargata, però, il PD non è disponibile dal momento che il PdL di Berlusconi rifiuta ancora di applicare le annunciate riforme. A quanto pare il Cavaliere tornerà alla guida del suo partito. “Con Berlusconi non si può fare nulla”, ha detto Letta.
Il PdL, invece, al momento, sembra non avere un vero leader. Quello che appare certo è che il partito continua a sostenere il programma di riforme Monti. I sostenitori di Berlusconi, però manifestano chiaramente la loro rabbia contro il presunto servilismo di Monti nei confronti delle direttive tedesche. Renato Brunetta, ex ministro della pubblica amministrazione, ha scritto in un’articolo pubblicato la settimana scorsa da “Il Giornale”, quotidiano di Berlusconi, che “la Germania dopo aver perso due guerre mondiali, ora vuole vincere la terza guerra mondiale.” Non è esattamente il segno di “atteggiamento responsabile” di cui Monti ha parlato a Cernobbio.
Anche, Ignazio La Russa, ministro della Difesa del governo Berlusconi, ritiene che “la colpa della sfortuna dell’Europa sia da attribuire esclusivamente alla Merkel”. Alla domanda ” Se il PdL sia comunque pronto, a unirsi con il PD per dare il suo appoggio a un secondo governo Monti?” La Russa risponde “Meglio una piccola opposizione che una grande coalizione”.


CSU e SPD lodano Monti
Il rischio che, in caso di un cambio di potere il percorso già iniziato possa essere abbandonato, è percepito anche dalla politica tedesca. “Chi desidera ora frettolosamente un governo diverso da quello del gabinetto Monti, ha apparentemente già dimenticato il disastroso bilancio degli anni di Berlusconi”, ha detto il vice presidente del gruppo parlamentare SPD Joachim Poß. “Dimentichiamo”, aggiunge, “che anche questo nuovo movimento politico potrebbe ottenere la guida al governo e il solo pensiero fa venire i brividi.”
Come Poss anche il vicepresidente della coalizione parlamentare CDU/CSU, Michael Meister, aveva respinto la critica fatta nel mese di agosto da Monti sulla presunta superiorità dei parlamenti. Tuttavia, considera comunque decisivo il suo ruolo nella stabilizzazione dell’economia italiana. “Monti ha introdotto alcune riforme che vanno nella direzione giusta,” dice. Inoltre ha notevolmente migliorato la fiducia nella politica italiana.
Nonostante la sua reticenza, quando si tratta di pianificare il proprio futuro, Monti sembra ancora essere turbato dalla probabilità di un cambiamento politico. Lo preoccupano in particolare i gruppi anti europei come il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. In una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy sabato scorso, Monti ha sottolineato il crescente rischio di nuove divisioni dell’UE. “La crisi ha riaperto alcune vecchie tensioni tra il nord e il sud dell’Europa”, ha detto Monti. Per mettersi al riparo da ciò, il Presidente del Consiglio italiano vuole organizzare un Euro-vertice a Roma, per contrastare il fenomeno del populismo antieuropeo. Che non sia per caso un motivo valido per rimanere più a lungo in carica?

13 settembre, 2012

Monti ... a cavallo


Signor Monti sieht sich im Glück

di Tilmann Kleinjung
Pubblicato in Germania il 29 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero

Oggi arriva a Berlino il Presidente del Consiglio italiano Monti. Nel suo paese la situazione è nettamente migliorata, così dichiara convinto: si vede già la fine della crisi. Ma gli italiani la pensano diversamente: soffrono per la crescente disoccupazione, le misure di austerità e l’aumento delle tasse.




Fine del primo tempo per Mario MontiSe si considera che il suo governo dovrebbe durare fino alle prossime elezioni, nella privamera del 2013 alla primavera del 2013, sua scadenza naturale, allora il premier italiano ha percorso metà di un cammino difficile lungo il quale ha intenzione di tirare fuori dalla crisi il suo paese. Mario Monti dice di vedere la luce in fondo al tunnel. Molti sono i segnali che indicano che la fine della crisi si sta avvicinando: “Stiamo uscendo da una sofferta fase di crisi sociale ed economica”. Ma la maggior parte degli italiani la vede in maniera diversa. Ogni mese c’è un nuovo record nelle percentuali dei disoccupati. Le aziende licenziano invece di assumere. E lo stato pensa a sanare il proprio bilancio a costo di dolorosi tagli al Welfare e gravosi aumenti fiscali. “Il cittadino normale risparmia, perché è costretto a farlo” si lamenta Graziella da Roma. Le tasse sono aumentate in maniera spropositata, le famiglie devono assolutamente fare attenzione a quello che spendono. “E così pagano sempre le classi sociali più basse”, dice.


Verso un disavanzo pubblico in conformità al trattato di MaastrichtNaturalmente Monti non vuole subire questa impressione [negativa] e nella sua lotta alla crisi economica chiede l’appoggio della Guardia di Finanza. In tutto il paese continuano con successo controlli a tappeto per snidare presunti evasori fiscali: finora con questo sistema sono affluiti nelle casse dello stato dieci miliardi di euro, consentendo così al governo di abbassare il deficit statale, per la prima volta nel 2012, dopo molto tempo, al 2 per cento, uniformandolo ai criteri di Maastricht. Ma secondo Alessandro di Lellis, del Messaggero, questi criteri non bastano. “Se ci limitiamo solo ai criteri di Maastricht, ci ridurremo alla fame” scrive. “Dobbiamo fare quello che è nelle nostre possibilità: non saremo i primi, ma i secondi, o i terzi, dopo la Francia e la Germania. Ma possiamo essere i più veloci, nel programmare il futuro, nel contare sulle tecnologie. E in questo senso in Italia ci sono gravi lacune”. Anche quest’anno la performance economica continuerà ad abbassarsi, secondo le previsioni dell’agenzia di rating Fitch, fino ad arrivare all’1.9 per cento. Pertanto Monti nella seconda parte del suo mandato deve promuovere la crescita, mettere in moto il mercato del lavoro e introdurre incentivi.

Campagna elettorale estiva: Torna il mostro di Lochness!

Pillola amara dopo l’era BerlusconiLa maggior parte degli italiani ha ancora fiducia in lui nonostante le dure e impopolari misure di austerità. Monti è come una cattiva medicina da mandare giù dopo la lunga era Berlusconi . Ma secondo un’indagine dell’Università di Pisa, alla domanda “Voterebbe nuovamente quest’uomo”, due terzi degli italiani hanno risposto di no. Il marito di Graziella dice che “alcune decisioni politiche prese da Monti sono certamente impopolari, “Ma occorre anche dire che non sappiamo se ha già fatto tutto quello che aveva programmato. Perché? Anche se Silvio Berlusconi e la sua cricca non sono più al governo, siedono comunque ancora in parlamento”. Perciò Giorgio e Graziella pensano che le voci che vogliono Berlusconi nuovamente in corsa al governo, siano piuttosto una battuta di pessimo gusto. Allora molto meglio Monti. E Berlusconi? “Lo volete voi? Ve lo regaliamo” dicono.

24 agosto, 2012

L’Italia nella crisi dell’euro: Ecco come il professor Monti è diventato un provocatore

Warum Professore Monti zum Provokateur wird

di Tobias Bayer
Pubblicato in Germania il 10 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Mario Monti presiede un team di esperti che ha il compito di tirare il paese fuori dal caos in cui l’ha fatto precipitare Berlusconi. Ultimamente però sembra più rivestire il ruolo del famoso Dr. Jeckyll e Mr. Hyde – con lo scopo di far rigare dritto Roma e anche Berlino.

Cortese, sorprendentemente sobrio e serio per lo standard italiano in materia – il mondo conosce così Mario Monti. Quando l’ex commissario europeo, 69 anni di età, diventato primo ministro lo scorso novembre, ha intenzione di fare una battuta, questa è assolutamente asettica. Silvio Berlusconi dichiara di essere in grado di staccare la spina al governo Monti in qualsiasi momento. Monti risponde: “Noi non siamo certo un elettrodomestico”.
Eppure in questa settimana si stenta a riconoscere Monti. Per ben due volte di fila è riuscito a inimicarsi prima la politica tedesca e poi quella italiana. Monti ha dichiarato al settimanale tedesco “Der Spiegel” che ogni governo ha “il dovere di educare il parlamento”. I parlamentari tedeschi hanno reagito in maniera piuttosto seccata. In un’intervista con il “Wall Street Journal” [il premier italiano] si scaglia contro il suo predecessore Berlusconi. Se quest’ultimo fosse ancora al governo, il differenziale sul tasso di interesse dei titoli di stato italiani nei confronti di quelli tedeschi sarebbe di 1200, e non gli attuali 450. Il Popolo della Libertà, partito di Berlusconi è insorto. Monti si è affrettato a scusarsi telefonicamente con il Cavaliere. Era stato frainteso.

Tutto solo un malinteso, solo una dichiarazione avventata? Sembra davvero improbabile. Monti appare deluso dopo nove mesi di incarico e infastidito da una attività politica che si oppone sempre più spesso alle sue riforme e alle sue idee. Il professore di economia è riuscito a fare molto. Ha fatto approvare un pacchetto di misure volte a diminuire la spesa pubblica, ha liberalizzato le professioni, innalzato l’età pensionabile – eppure viene giudicato solo per un unico dato di riferimento, lo spread, che tra l’altro resta alto. Non è da escludere che l’Italia debba ricorrere all’aiuto del fondo salvastati europeo. Monti non dà la colpa a se stesso, quanto piuttosto alla politica dei partiti, sia a Berlino che a Roma, e non accetta più di restare in silenzio.
L’allontanamento di Monti dal suo paese è scoppiato per la prima volta nel mese di luglio, quando è intervenuto in videoconferenza all’incontro con l’Associazione delle Casse di Risparmio, che si è tenuto in Sicilia. Il Premier ha ammesso qui per la prima volta di aver perso il sostegno dei “poteri forti”del paese. In precedenza aveva a lungo sostenuto una battaglia per la riforma del mercato del lavoro, attaccata da destra e sinistra e soggetta a più riprese da emendamenti. Grossa la sua delusione quando ha letto un articolo di fondo del suo collaboratore al governo Francesco Gavazzi, pubblicata dal Corriere della Sera, il principale quotidiano italiano, in cui viene criticato per la sua politica fallimentare. Il suo gabinetto ha rotto con i tabù, si è giustificato Monti alla conferenza dell’ACRI.

Un mese dopo se la cava meglio. Questa volta alla riunione annuale dell’ABI. Monti si scaglia contro il sistema incancrenito delle associazioni imprenditorali e sindacali che impediscono una svolta verso il futuro. La causa di ogni male sono questi intrecci di interessi. Si discosta dal discorso preparato in precedenza e parla a braccio. Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria e Susanna Camusso leader della CGIL non credono alle loro orecchie.
Anche la Germania ha ha avuto la sua parte con il premier italiano. La cancelliera Angela Merkel è eccessivamente impensierita dalle prossime elezioni in Germania. Monti è convinto che per salvare l’Italia occorre prima mettere al sicuro l’euro zona. Nel memorabile summit tra i vertici degli stati dell’UE nella notte tra il 28 e il 29 giugno, gioca il tutto per tutto. Sarà lui ad interrompere ogni accordo, fintanto che non verranno ridotti i tassi di interesse di Spagna e Italia.
“Questo non è una mossa utile, Mario” avrebbe dichiarato la Merkel. “Lo so” la risposta di Monti. Alla fine si è giunti ad un compromesso, che aiuterà in primo luogo la Spagna. I giornali però parlano di una vittoria italiana, la seconda dopo il trionfo calcistico nella semifinale del campionato Europeo di calcio. Monti è il suo staff vanno in ferie. Dopo di che vogliono ricavare 1900 miliardi di euro con la vendita del patrimonio immobiliare statale, per sanare parte del debito pubblico. “Sarà un autunno caldo” dice il ministro del Welfare Elsa Formero. Monti si farà sentire ancora.

21 agosto, 2012

“Hanno ragione i tedeschi a non fidarsi di noi italiani”.


Euro-Krise "Die Deutschen misstrauen uns Italienern zu Recht"
di Fabio Ghelli
Pubblicato in Germania l'8 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli


La Merkel ritratta in posa hitleriana, sentimenti di rancore antitedesco: i media italiani si danno da fare [con titoloni e copertine], ma cosa pensano [veramente] gli italiani dei tedeschi?
La spiaggia di Marina di Massa si stende triste sotto un cielo cupo. Gli ombrelloni ondeggiano al vento, la maggior parte delle sdraio sono vuote. Questa cittadina non è la Rimini del Tirreno. Ma è proprio per quest’atmosfera sonnolenta e rilassata che molti italiani del nord preferiscono trascorrere qui le proprie vacanze estive – e questo già da generazione. Però quest’anno sono venute a mancare molte prenotazioni. I proprietari degli hotel sul lungomare non lo nascondono: “E’ la crisi” ripetono.
In compenso arrivano molti turisti dall’estero, soprattutto dall’Europa del Nord. Nelle edicole lungo la spiaggia si possono trovare ovunque i quotidiani tedeschi, in quasi tutti i ristoranti c’è un menù per tedeschi. “In Italia aleggia un sentimento anti tedesco” ha scritto lunedì sulla Repubblica l’editorialista Carlo Galli. Ma a Marina di Massa quasi non ce ne si accorge. Tre giovani universitari bavaresi fanno jogging lungo la spiaggia. Che si siano accorti della presunta ostilità? “Per nulla” dicono “Appena diciamo che siamo tedeschi, tutti ci accolgono volentieri”.
Se però lo chiediamo ai turisti italiani che sfidano il maltempo in spiaggia, riceviamo un’impressione diversa. “Per favore, lasciamo perdere la Germania” dice Goffredo 63 anni, commerciante al dettaglio di Lucca. Perché? “Perché tutta questa crisi è solo una manovra della Merkel” risponde. “Ha aizzato gli speculatori contro l’Italia. E i nostri politici non hanno il coraggio di mandarla a quel paese e darci un taglio con questa follia dell’euro”. L’Italia dovrebbe uscire dall’euro? Goffredo non risponde più, e con un’espressione disgustata guarda il mare grigio verde.


„Arroganza tedesca“
Il primo ministro Mario Monti lo aveva già preannunciato da tempo. Più a lungo durerà la crisi, maggiore sarà il sentimento anti euro della popolazione. Questo lo ha capito anche Silvio Berlusconi: l’ex presidente del consiglio ha recentemente espresso il suo desiderio di scendere nuovamente in campo – con un partito anti euro. Il suo quotidiano di famiglia, Il Giornale, in questi giorni non si lascia sfuggire nessuna occasione per fomentare il sentimento anti tedesco. “Quarto Reich” titolava il quotidiano venerdì 3 agosto, sull’immagine della cancelliera con il braccio destro proteso in segno di saluto.
„Il problema è che agli italiani non piace che gli si impongano le cose“ dice Mara, 38 anni avvocato di Milano. Alla fine il paese è rimasto diviso in tanti piccoli stati governati da potenze straniere fino a 150 anni fa. “Appena gli italiani percepiscono una certa pressione dall’esterno, ecco che reagiscono mettendosi sulla difensiva”. Il sentimento anti euro quindi è una forma di auto-protezione? “Non solo” risponde. Questa reazione è dovuta anche ad una certa arroganza dei tedeschi, “che nasce da un miscuglio di superiorità economica e soddisfazione storica”.
Luigi, vicino di sdraio, annuisce. L’imprenditore milanese ha spesso a che fare con la Germania per affari. La sua azienda produce macchinari per verniciatura, che poi vengono venduti in tutto il mondo tramite una società tedesca. “Il marchio “Made in Germany” sui macchinari, fa tutto un altro effetto, rispetto al marchio “Made in Italy””, dice. Nei rapporti con i suoi partner tedeschi avverte tutta questa arroganza? Normalmente, dice, andiamo d’accordo. Però come ha fatto notare poco fa, quando le ditte italiane chiudono per le ferie estive, il socio tedesco ha mormorato qualcosa come “pigroni”. “Questo non aiuta certo i buoni rapporti”.
Nonostante ciò, a Luigi piace molto il modo di lavorare dei tedeschi. “In Germania le regole sono una filosofia di vita”, dice. ”In Italia invece per anni abbiamo disprezzato le leggi e vissuto ben al di sopra delle nostre possibilità. Ora siamo alla ricerca di un capro espiatorio per i nostri errori”.
La pensa così anche Alberto. Il sessantenne ingegnere elettronico di Parma, come ogni anno trascorre le ferie con la sua famiglia qui a Marina di Massa. Siede in spiaggia nonostante il vento e la pioggerella. A causa della riforma pensionistica di Monti è costretto a lavorare altri 5 anni, diversamente dal previsto. “Non fa nulla” dice sottovoce. “So che lo sto facendo per lui” – e indica suo figlio di 13 anni.

Sentimento antitedesco in Italia? "Almeno la gente saluta".

Preoccupazioni per la campagna elettorale

Alberto comprende l’atteggiamento della Germania nei confronti dell’Italia. “I tedeschi hanno ragione a non fidarsi di noi”, dice. “Dobbiamo sforzarci di dimostrare loro, che siamo degni della loro fiducia”. Quindi Monti è sulla buona strada. L’unico problema è che lui non ci sarà per sempre. “I partiti sono già in campagna elettorale”, si lamenta. Il rischio è che tutto ciò che Monti ha ottenuto, verrà annullato per un paio di voti. Sua moglie Nadia di 53 anni aggiunge: “La Germania intende appoggiare il più possibile il lavoro di Monti” ma i tedeschi dovrebbero anche capire che il loro benessere non può prescindere da quello degli altri europei.
Giancarlo, 78 anni, fa la sua quotidiana passeggiata mattutina sul bagnasciuga: il pensionato di Carrara è d’accordo con Nadia. “Siamo tutti sulla stessa barca” dice “se le cose non vanno bene per noi, anche i tedeschi presto seguiranno il nostro destino”. E chi è responsabile della crisi? Presto detto: “Noi! Siamo stati quelli che per decenni hanno sperperato il denaro pubblico. Siamo stati noi quelli che hanno sostenuto un enorme apparato statale, per creare posti di lavoro per tutti”. Non sarà facile rinunciare a privilegi e abitudini”. Giancarlo, il pensionato di Carrara, ricorda ancora le truppe di occupazione tedesche in Italia. “Ma questo è il passato” dice. “Ora dovremmo soltanto lavorare tutti insieme per creare un’Europa forte per i nostri nipoti”.


16 agosto, 2012

Evviva la crisi!

Es lebe die Krise!!!

di Fiona Ehlers
Pubblicato in Germania il 7 agosto 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero e Il Fatto Quotidiano
  
Il Comandante Schettino nella sua casa di Meta di Sorrento (NA)




Una favola estiva italiana

Gli italiani si godono la dolce vita, mentre il resto dell’Europa si affanna per ripagare i propri debiti? Sciocchezze! Gli italiani sono alle prese con la crisi e i pregiudizi, che il resto dell’Europa fomenta ad arte. Ma ora basta con i luoghi comuni.
Un uomo è seduto alla finestra, sente il profumo del mare ma non lo vede. La sua casa, di quattro piani, sottile come un fazzoletto, è disposta in seconda file rispetto al lungomare di Meta di Sorrento, nel Golfo di Napoli. Qualche nave passa lì di fronte e saluta con il solito suono di sirena, inchinandosi a lui, com’è tradizione nel suo ambiente, e come anche lui ha fatto in quella fatale notte invernale. Adesso è seduto dietro le imposte chiuse, che il sole tramontando nel mare di Capri tinge ogni sera di rosso sangue; quasi non osa farsi vedere in giro, a volte si fa solo un giretto in motoscafo nei dintorni.
Nessuna compassione per Francesco Schettino, il Capitano Dilettante, che la gelida notte del 13 gennaio ha fatto naufragare sugli scogli la nave da crociera “Costa Concordia” e che deve convivere con la colpa di aver causato la morte di 32 passeggeri. Anche a Meta, paese natale di Schettino posto tra il Vesuvio e Capri, nessuno prova compassione, anche se spesso è stato detto così. Nessuno dei suoi concittadini giustifica la sua viltà e le sue scuse, neanche i comandanti in pensione del Circolo Nautico in piazza, nemmeno il parroco nella Chiesa dei Naviganti di Meta.
Solo una persona crede ad un complotto organizzato contro Schettino. Qualcuno ce lo ha messo lui lo scoglio lì in mezzo al mare, dice quest’uomo. Ma poi lui stesso si mette a ridere. E’ un amico d’infanzia, dice, una volta gli venne un crampo mentre nuotava in mare, Schettino era in canoa lì intorno e lo riportò a nuoto a riva salvandolo. Gli amici d’infanzia devono dirle queste cose, soprattutto se gli è stata salvata la vita.

Italiani in ferie in spiaggia

Dalla mia visita a Meta ho imparato due cose.


Primo: l’Italia è un pò come Francesco Schettino, che a mala pena esce di casa. Attualmente è la prigione più bella d’Europa. In questa estate, la seconda in tempo di crisi, molti italiani si sentono come in gabbia e isolati, abbandonati dal nord, ridicolizzati. Tuttavia: della crisi si parla ormai da anni, da quando sono venuta qui per studio 20 anni fa. E: gli italiani sanno di essere loro stessi responsabili della crisi. Sono già pronti per un risanamento generale della loro società con tutti i loro mali e malattie, si stanno dando da fare e ci stanno riuscendo.
Secondo: pregiudizi e realtà devono essere accuratamente tenuti distinti. Gli italiani hanno perfettamente ragione ad essere irritati per l’immagine stereotipata, che il mondo dà di loro. Lo spendaccione, lo scroccone, l’ozioso frequentatore dei Club Med, gentaglia fallita del sud. E ancora: un capitano irresponsabile, che abbandona la nave mentre sta affondando, dando stupidamente la colpa al ponte scivoloso, a causa del quale sarebbe caduto finendo nella scialuppa di salvataggio. E’ questa più o meno l’immagine di tutta l’Italia?
Queste immagini sono seducenti ma nonostante ciò errate: l’italia non è ancora KO. L’Italia non sarà ridotta in pezzi e rottamata come sta facendo ora una ditta americana con il relitto della nave al largo dell’isola del Giglio. L’Italia è viva, partecipa finanziariamente ai pacchetti di salvataggio come terza potenza economica nell’eurozona, e può darsi che proprio la crisi abbia riportato in vita l’Italia, “viva la crisi”, anche se può sembrare assurdo.
Quindi estate sul Mediterraneo. Un’estate all’italiana con un incredibile debito di 1.9 mila milioni di euro, un livello di disoccupazione giovanile al sud che supera il 50% e un pericolo di infezione, che può partire dalla Grecia sull’orlo del fallimento e dalle banche spagnole. Ma gli italiani non restano in spiaggia a sonnecchiare, gli italiani meditano sui propri compiti, non solo perchè glielo ha chiesto il premier Mario Monti.

La Costa Concordia" al Giglio

Gli italiani sono diventati degli esperti

Gli Italiani in estate si concedono solo cinque o sei giorni di ferie, di più non possono permettersi e in spiaggia parlano per lo più dello spread. Si sentono frasi del tipo: “Buongiorno come va? Grazie, non c’e male, lo spread è sceso a 300”. Oppure: “Tutto bene?”. “Beh, potrebbe andare meglio, lo spread è salito a 575”. Lo spread, qualsiasi italiano oggi conosce il significato di questa parola straniera, che in questo caso è la differenza tra i tassi di interesse italiani e tedeschi sui titoli di stato. E una specie di termometro che indica il livello di febbre del paese, più basso è, meglio è. La cura ha fatto effetto: gli italiani sono diventati esperti, sono sul chi va là, ma non sono disinteressati o in preda al panico come talvolta noi tedeschi.
E cosa fanno i politici italiani? Da tempo sono al lavoro sulle attese riforme strutturali, in maniera relativamente veloce e con relativo successo. Da quando è in carica Mario Monti, questo Professor Hasting della politica romana, accurato nel chiarire gli equivoci, tenace nel tentativo di porvi rimedio, la barca Italia non affonda più così rapidamente.
Monti è un po’ come il suo loden verde scuro, il suo segno distintivo dopo essersi insediato al governo nel mese di novembre. Preciso, affidabile, onesto e rassicurante. Gli italiani si sono dovuti abituare a quest’uomo che ama dire: “Il politico pensa alle prossime elezioni, l’uomo di stato alla prossima generazione”. Oggi ne sono fieri.
E in questi giorni si avverte persino un sollevato affetto, quando gli italiani nei loro discorsi citano le frasi di Monti riportate dal “Corriere della Sera”, della prima e forse ultima intervista privata del presidente: la sua ammissione, visto che in precedenza era sempre stato molto riservato, della sua infatuazione per Audrey Hepburn nel film “Vacanze Romane”. Un mare, anzi un oceano tra lui e il suo predecessore. Tra il loden un po’ demodé e quelle ragazze, che travestite da infermiere ballavano per Silvio Berlusconi avvinghiate al palo della lapdance.
Francesco Schettino "in ferie"
L’anti-politica fa bene agli italiani

Quando mi sono trasferita a Roma due anni fa, sono rimasta sbalordita da questa rumorosa spacconeria. Non avevo nulla contro la decadenza tardo romana o la sensualità dei cattolici - anche perchè ho scelto io di venire a Roma. Quello che tuttavia ho trovato era un paese paralizzato, aggressivo e provinciale. Il paese dei miei sogni di un tempo non esisteva più. Nuotavo contro corrente. Mentre giovani laureati romani se ne andavano a Berlino, alla ricerca di un futuro, io lasciavo Berlino per trovarmi in una città, che si aggrappa al suo passato, senza essere arrivata al presente.
Ma poi è iniziato un piccolo miracolo, la vecchia politica è stata mandata in ferie d’ufficio, sono comparsi senza essere eletti i tecnici, all’ultimo minuto. L’anti-politica fa bene agli italiani, il miracolo continua, è diventato un bel sogno estivo. Se Monti potesse, anche lui andrebbe in spiaggia a discutere dello spread con gli italiani, ma non non può, lavorerà tutta l’estate e se lo aspetta anche dai 630 parlamentari.
Naturalmente ci sono sempre italiani in ferie al mare, solo che sono diventati consapevoli della crisi. In questo secondo anno di crisi con una meticolosità mai avvertita finora coloro che praticano lo sci nautico a grande velocità si tengono distanti dalle coste, si arriva a Rimini o ad Ostia in maniera ordinata e viene rilasciato lo scontrino per ogni acquisto, per gli ombrelloni, il gelato, lo spritz al bar. “Vacanze etiche”, questa è la nuova tendenza per le vacanze estive.
Anche quest’anno i vicini europei fanno gruppo comune. Ci si muove tutti insieme, uniti come i passeggeri di tutto il mondo e i soccorritori italiani della “Costa Concordia”. Certo, non sono i viaggiatori colti dei grandi viaggi quelli che arrostiscono sulle spiagge italiane. Non ci sono Goethe, Winkelmann o Lord Byron - anzi: anche i turisti cercano l’ispirazione, sole, aria e stile di vita. Vogliono immergersi nella bellezza e nella Dolce Vita a completamento della loro efficienza.

Panorama di Meta di Sorrento (Na)
 Il cittadino medio italiano è a dieta e sopporta con coraggio
Non tutti i tedeschi riescono a lasciare in valigia la loro germanicità. Un ristoratore della Sardegna racconta di una coppia, che recentemente voleva liberare i pesci dall’acquario del ristorante. L’uomo ha trovato l’azione di salvataggio alquanto strana. Coerenza tedesca contro la adattabilità italiana, si è fatto convincere, ha venduto ai tedeschi, per 500 euro, naturalmente con scontrino, due aragoste che i due hanno liberato in mare.
Gli italiani fanno i compiti, e per questo vogliono essere rispettati e lodati dai vicini e dai mercati. E se lo sono guadagnato. Poichè gli italiani non vivono a scrocco e non si fanno mantenere dal ricco nord, questo è un altro pregiudizio. Il pinco pallino, il cittadino italiano medio, è a dieta e sopporta coraggiosamente, e non lo grida in piazza e blocca tutto, come i suoi vicini di sventura di Atene, anche questo è un miracolo. Sotto l’ombrellone e con l’insalata di pasta la Germania torna ad esser nuovamente argomento di discussione. Perchè ci disprezzate, la Merkel è davvero così severa quando deve cedere? Queste sono le domande. L’Italia è come la Grecia? Gli italiani sono i nuovi spagnoli? Che arroganza, che luoghi comuni. Solo se restiamo uniti siamo europei. Senza gli stati del sud l’Europa è insignificante, fallita, i tedeschi lo dimenticano volentieri. Anche la crisi è una opportunità per imparare dal sud.
Eppure la favola estiva continua in Italia. Una piccola ombra tuttavia oscura il limpido cielo. Si fa sentire l’ultimo stereotipo dell’italiano, oltre al comandante Schettino. Secondo una sua stessa dichiarazione sarebbe il primo capo di governo ad avere riconosciuto la crisi e vuole ritornare alla lira. Dice che il popolo lo vorrebbe nuovamente come candidato, perciò è pronto. Ma non è ben chiaro se il popolo davvero eleggerà in primavera per la quarta volta Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Sarebbe la fine di un bel sogno estivo.

25 luglio, 2012

Nell’alienazione culturale la ricchezza dell’Italia

Italien Schätze Kulturdemenz

Nell’alienazione culturale la ricchezza dell’Italia
Dipendenti pubblici sempre più anziani e disoccupazione giovanile preoccupano i “beni culturali”. L’archivio di stato a Napoli forse si ritroverà presto con soli sei collaboratori.
L’Italia è un paese con una lunga storia. In nessun’altra nazione nel corso dei secoli si è accumulata tanta cultura. La cosa è ufficiale, non solo grazie al gran numero di siti patrimonio dell’Unesco (45), ma risulta anche dal recentissimo rapporto della Corte dei Conti. A dire il vero verrebbe da chiedersi se  i 3430 musei statali, i quasi dodicimila edifici religiosi tra chiese e conventi, i 40.000 castelli e roccaforti oltre a 30.000 palazzi storici, quattromila giardini e parchi a cui si aggiungono migliaia di centri storici cittadini, siano da considerarsi una maledizione o una benedizione.

Finanze e aspettative di vita
In termini di buoni propositi i “beni culturali” vanno considerati per così dire risorse, come carburante italiano per rifornire turismo culturale, produzione di opere, ricerca, qualità della vita. La Corte dei Conti ha persino scoperto che gli Uffizi di Firenze sono molto meglio sfruttati del Louvre di Parigi, in quanto, è vero che nella città sulle sponde dell’Arno solo il quaranta percento dei tesori artistici viene esposto al pubblico, però viene ripartito su uno spazio che basta appena per 45.8 visitatori l’anno per metro quadro, un vero record! Per una tale ricchezza culturale l’Italia sacrifica pochissimo patrimonio nazionale.
Negli anni passati la quota del PIL si è almeno dimezzata. I francesi stanziano cinque volte di più rispetto agli italiani e i tedeschi incrementano persino i pagamenti. Si potrebbe quindi dedurre che chi possiede meno tesori storici, si fa pagare ben di più. Ora il “Belpaese” non è solo un paese vecchio storicamente, ma lo è anche dal punto di vista demografico. Ed ecco che la curva discendente delle finanze, da tempo coincide con quella ascendente dell’aspettativa di vita. La galoppante disoccupazione giovanile ne è la conseguenza.
In verità esiste una “legge per incentivare l’assunzione dei giovani nel pubblico impiego”, ma risale al 1977. All’epoca nei musei e nelle biblioteche fu assunta quasi tutta gente che sapeva  a mala pena leggere e scrivere. Oggi persino il personale altamente qualificato non riesce a trovare neanche un lavoro a part-time. Il pubblicista Giuseppe Galasso ha ora presentato il conto per l’importante archivio di stato a Napoli, dove fino a pochi anni fa erano accalcati 130 collaboratori Oggi però ne sono rimasti solo sessanta e siccome l’età media si attesta attorno ai tanto decantati  sessanta anni, presto tutto il personale dovrà andare in pensione. Se si tiene conto che contemporaneamente ci sarà il blocco delle assunzioni, a breve i dipendenti rimarranno soltanto sei. Questi sono per la vita i pro e i contro della storia: i paesi che hanno una storia sono belli. Ma sono anche prossimi alla data di scadenza.